Qualche mese fa abbiamo ascoltato e recensito l’ultimo album di Ylenia Lucisano “Punta da un chiodo in un campo di papaveri”.

Un anno di gran lavoro che ha portato alla realizzazione di un tour europeo, infatti la giovane cantautrice partirà dal 24 novembre a Milano sul palco di Mare Culturale Urbano con Tricarico come special guest, mentre aprirà il concerto il giovane cantautore lombardo Godot.

Tra i brani dell’ultimo album che presenterà al pubblico ci sarà “La sintesi” attualmente in rotazione radiofonica.

Vi ricordiamo la tracklist di “Punta da un chiodo in un campo di papaveri”: “A casa di nessuno”, “Canzoni e pane”, “Il destino delle cose inutili”, “Meraviglia”, “Mentre fuori sta piovendo”, “La sintesi”, “Lenzuola bianche”, “Non mi pento”, “Dormire mai”, “Finta nostalgia”, “Ti sembra normale?”.

Prima dell’inizio di questa importante esperienza, abbiamo incontrato Ylenia Lucisano che ci ha raccontato del suo rapporto con il vinile, il desiderio di tornare ad ascoltare la musica con un giradischi e di quanto sia importante non aver fretta di “fare qualcosa di nuovo”.

Intervista a Ylenia Lucisano

Sono trascorsi pochi mesi dall’uscita dell’ultimo album. Con il senno di poi c’è una critica costruttiva che ti senti di fare?

No, perché non si torna indietro e rimpiangere gli errori fatti non serve a nulla, come sottolineo anche nel brano Non mi pento: questa è una delle mie tante “filosofie di vita”. Sono soddisfatta.

Ovviamente, c’è sempre un percorso di crescita grazie alle esperienze: anche se sono passati pochi mesi dall’uscita, sento di aver imparato qualcosa di nuovo.

Di conseguenza, un terzo disco sarebbe un’evoluzione dei precedenti.

Comunque, non cambierei proprio nulla perché sono soddisfatta di quello che ho fatto e convinta, tornassi indietro farei lo stesso.

C’è un brano di questo album che presenteresti a Sanremo? Negli ultimi anni ci sono stati un po’ di cambiamenti per i la categoria giovani. Come la vivi, da giovane cantautrice, questo Festival?

A livello musicale, mi sento fuori da questa realtà perché questo disco è molto diverso da quello che si presenta solitamente a Sanremo, è completamente fuori da tutti gli schemi.

È per questo motivo che ho deciso di non presentarmi quest’anno anche se è un’opportunità immensa, la più importante che abbiamo in Italia, sia per i Big che per i giovani.

I brani di questo album non hanno un un punto di incontro con la realtà sanremese, avrei potuto scrivere qualcosa di nuovo, ma avrei scritto qualcosa di superfluo e non in linea con questo ultimo lavoro.

Stai scrivendo qualcosa di nuovo o ti sei presa una piccola pausa (dalla scrittura)?

In questo periodo non sto lavorando a nuove creazioni, ma sono molto concentrata su me stessa per cercare di capire che cosa voglio dire e come voglio farlo, senza rischiare di cadere nel vortice di dover “pubblicare per forza qualcosa”.

È importante capire cosa voglio esprimere attraverso la musica, la scrittura, il canto.

Quindi, sei alla ricerca di ispirazione?

Esatto, inoltre, in questi ultimi mesi è stato fatto un gran lavoro che mi ha tolto molta energia e adesso ho bisogno di ricaricarmi!

Probabilmente, lo farà questa esperienza del tour europeo.

A proposito del tour, partirà il 24 novembre da Milano e ad ospitarti sarà Mare Culturale Urbano, proseguendo poi in Francia, Germania etc.

Stai preparando qualcosa in particolare riguardo la scaletta, che differenza ci sarà tra quella della data milanese e quella europea?

Sarà la prima volta che affronterò un live, un vero e proprio concerto: farò tutti i brani dell’ultimo disco, qualcosa dei precedenti.

Non solo, ci saranno dei pezzi in dialetto e un paio di cover di De Gregori e di De André: porterò un po’di cantautorato italiano, i maestri a cui faccio riferimento.

Per quanto riguarda la scaletta è ancora in fase di “sperimentazione”, ma sarà un po’come improvvisare perché il pubblico sarà sempre diverso.

Ci sarà una buona dose di improvvisazione.

Hai mai pensato di tradurre (o riadattare) un tuo testo nella lingua della città che ti ospiterà?

Sarebbe bello farlo, mi piacerebbe tradurre e cantare alcune canzoni in spagnolo (spagnolo perché è quella che si avvicina di più come “calore”), ma non in inglese perché mi allontanerei troppo dal significato originario del testo.

Spesso, una canzone deve rimanere semplicemente in lingua originale.

Come hai deciso la tracklist del tuo album?

Ho voluto alternare le sonorità, tra brani più “lenti” e ballads, creando un giusto equilibrio.

È una scelta che arriva dopo tanti ascolti che ti aiutano a capire se il pezzo che viene dopo l’altro dà la sensazione giusta.

Non c’è una regola, ma dipende da cosa vuoi far arrivare agli altri.

Che rapporto hai con il vinile?

Purtroppo in questo momento non ho un giradischi però mi piacerebbe e già immagino la mia futura casa con un posto dedicato all’ascolto in vinile.

Da piccola, con mio padre ascoltavamo i vinili dei Pink Floyd, ma crescendo sono passata alla cassetta, al cd, perdendo un po’ di vista quel modo di ascoltare la musica.

Apprezzo tantissimo chi oggi va a comprarsi il vinile dell’artista e non vedo l’ora di avere anche io un giradischi (adesso non ho fisicamente proprio il posto dove metterlo in casa- ride).

Ylenia Lucisano: le date del tour

  • 24 novembre – Mare Culturale Urbano – MILANO (Italia) – special guest TRICARICO
  • 25 novembre – Le Champ de Marse – MARSEILLE (Francia)
  • 26 novembre – Attendan ITALIART – ALISE SAINTE REINE (Francia)
  • 27 novembre – Cellier de Clairvaux – DIJON (Francia)
  • 28 novembre – Trinidad Place Du Theatre – DIJON (Francia)
  • 29 novembre – Piola Libri – BRUXELLES (Belgio)
  • 30 novembre – Pinot Grigio – PARIS (Francia)
  • 1° dicembre – Mixtree – AMSTERDAM (Paesi Bassi)
  • 3 dicembre – House Concert – EIJSDEN (Paesi Bassi)
  • 5 dicembre – Oblomov – BERLIN (Germania)
  • 6 dicembre – Bellevue – MUNICH (Germania)
  • 7 dicembre – Kollettivo Frankfurt @Heming’s Coffee – FRANKFURT AM MAIN (Germania)

 

Irma Ciccarelli