Vito Franchini torna sul Terzo Lato Del Vinile per presentare il suo nuovo libro Savanna. La nostra ex punta di diamante, che ha realizzato per noi numerose recensioni e interviste, ha deciso, per nostra gioia, di tornare su questa bellissima webzine da me inventata, stavolta in qualità di intervistato, e lo dico, di autore di un grande libro.
Per l’occasione ho letto Savanna e gli ho posto qualche domanda.

Vito Franchini Savanna

01 Vito, ho letto il tuo quarto Romanzo “Savanna – dove balla la vita” e l’effetto che mi ha fatto è paragonabile a quello di una sberla in faccia. È ambientato nella Tanzania del 1700, ma in certi passaggi sembra di leggere la cronaca attuale. Sei sempre, ostinatamente, alla ricerca del terzo lato, vero?
Puoi scommetterci. In questo caso parlo di tratta di schiavi, principalmente, e il mio obiettivo era quello di fornire una chiave di lettura, storica e brutale, di un fenomeno che ancora oggi infanga il nome dell’umanità. Le cose sono cambiate molto, naturalmente, ma il motivo che riempie le navi di uomini senza destino è invariato.

02 Gente in fuga da guerre, immagino…
Sì ma, allora come oggi, solo in minima parte. Il vero motivo ha un unico nome: denaro. Pochi si arricchiscono sulla pelle di migliaia di disperati, le vere vittime inconsapevoli dell’intero meccanismo, ora come allora.

03 Eppure anche allora c’erano movimenti di sostegno, e moti di “accoglienza”. Come hai fatto a scoprirlo?
Per questo romanzo, come per i precedenti, ho studiato come un mulo e in parte usato l’immaginazione, come sempre. Che vi fosse un movimento contro la tratta, che nel corso dei secoli l’ha resa illegale, è noto. Che alcune comunità si adoperassero per dare sollievo alla merce umana, è invece del tutto verosimile.
In generale, io ritengo che chi è capace di restare indifferente a carichi di uomini ammassati sulle navi abbia evidenti problemi di umanità e vada curato. Chi si limita a esprimere solidarietà per sentirsi in pace con la coscienza e poi andare a bere uno spritz, ha invece problemi di mediocrità, a mio giudizio. Chi dà una mano, nel concreto, dimostra se non altro di avere una coscienza ma rischia di essere complice inconsapevole di chi sfrutta tali pulsioni per fare cassa limitando i costi. Sembra cronaca di oggi, ma è storia. Incredibile, vero? La verità è che bisogna capire cosa c’è dietro alla tratta di uomini, e contrastarlo in maniera intelligente, ricordando sempre che si parla di persone e non di merce avariata.

04 Ma questa analisi storica non è il solo obiettivo del tuo libro, anzi. In alcune descrizioni porti il lettore con i piedi nella polvere della Savana, sembra di essere lì ad assistere alla lotta per la vita. Racconta!
Io ho vissuto a lungo in Africa, con quella terra ho un rapporto viscerale di amore e, ahimè, di odio. Eppure non riesco a pensare a luoghi diversi ove ambientare le mie trame. Le scene di lotta per la sopravvivenza che descrivo, nella maggior parte dei casi, le ho vissute in prima persona con i piedi sporchi di quella polvere. Per questo romanzo, si può dire che io abbia intagliato l’intreccio dei miei protagonisti come filo d’unione delle scene naturalistiche che volevo raccontare… sul mio sito (www.vitofranchini.com) ci sono anche delle fotografie che ho scattato in quella terra nobile e maledetta durante i miei soggiorni.

05 Parlaci dei protagonisti, se ti va. Prendi ispirazione da gente reale o lavori solo di testa?
Lavoro di testa prendendo ispirazione da chi naviga al mio fianco o, ancor più, da chi l’ha fatto e poi ha preso altre rotte. Non vi è dubbio che i principali protagonisti hanno tratti ispirati all’uomo che vorrei essere, o a chi mi ha messo al mondo contagiandomi con quella malattia cronica chiamata Africa. Alla fine, comunque, è tutto mischiato e condito di fantasia, quindi non penso che qualcuno poterebbe farmi causa per essersi sentito chiamato eccessivamente in causa; se lo facesse, però, sarebbe l’occasione giusta per abbracciarlo di nuovo e, magari, riprendere a navigare assieme.
A essere sinceri molti lettori mi hanno accusato di creare personaggi irreali, supereroi o altri eccessivamente negativi. In questo ultimo scritto ho cercato di mitigare un po’ la tendenza (che molti altri adorano) e il protagonista è più umano. È forte, un condottiero, ma si ritrova spesso in balia di contrasti esistenziali devastanti. Le donne poi, in questo libro, sono fondamentali, ho passato ore a cercare di immedesimarmi nelle loro menti multicolori per speziare le mie trame. I maschi sembrano i protagonisti, ma chi legge un po’ nel profondo non ha dubbi che il timone sia nelle mani di soggetti come Bupe, Charlotte e Barbara, ad esempio, le uniche vere vincitrici.

06 Io ho trovato anche continui riferimenti alla tua ulteriore, ennesima, grande passione: la musica e i Beatles.
Non potrebbe non essere così. Alcuni passaggi dei precedenti romanzi li ho addirittura ambientati a Liverpool. Qui non mancano i riferimenti a nomi e accadimenti della storia degli scarafaggi e ad altri superbi intagliatori di melodie capaci di farmi piangere, come Ruggeri o il sommo De André. Loro si ostinano a parlare di me nei loro testi, ad emozionarmi, mi sembrava doveroso vendicarmi. È più forte di me, non riuscirò mai a farne a meno, e lo considero un valore aggiunto.

07 Quando sfondi con una major dell’editoria e diventi ricco e famoso?
Ma io ho già sfondato! Come tutti ho cercato di passare dalle grandi case editrici, ma non mi hanno calcolato. Gli ultimi romanzi non li ho nemmeno proposti. Io finisco e pubblico su Amazon in tempo reale a costo zero, e seguo on line l’andamento di vendite e gradimento. Così facendo ho ampiamente superato le 6000 copie e sono da anni ai vertici del settore avventura storica, anche se ancora non capisco come sia possibile. Lo scrivo a lettere che è più chiaro: seimila copie vendute! Non mi pare vero. Dei soldi mi interessa poco, un lavoro ce l’ho, la scrittura per me è solo passione (e in parte auto-terapia esistenziale). Per questo gli eBook li vendo a 1 euro scarso, e i cartacei al prezzo minimo consentito. Fa molto “indie”, a dirla tutta, ma la realtà è che cavalco una vera e propria rivoluzione nel settore.

08 Chi ti dà una mano?
Tanti appassionati amici e collaboratori, un team di pezzi pregiati che mi riempie di orgoglio e che vezzeggio a modo nei ringraziamenti. Qui menzione doverosa per l’eclettica Laura Cipolla che ha creato l’illustrazione originale di copertina e per il maestro Glauco Cartocci che mi ha sommerso di consigli preziosi e ha curato l’impaginazione della versione cartacea.

09 Savanna è una trama indipendente, ma è il quarto romanzo di una serie. Leggendoli, ho notato una netta differenza di stile narrativo e di approccio ai temi trattati. A cosa è dovuta questa evoluzione?
Semplice. Dal primo al quarto romanzo ho cambiato 9 case, 6 città di residenza, 2 lavori, 4 impieghi, preso un paio di centinaia di aerei, conosciuto tante persone e letto vagonate di libri.
Se non bastasse, come risposta, aggiungi che ho avuto un paio di figli. Cresco io, mi completo, varia ciò che ho da comunicare e come lo faccio. Essere diventato genitore, soprattutto, mi ha aperto rotte impegnative e intriganti e, al contempo, mi ha reso un navigante più saggio, che deve pensare non solo a sè ma anche al suo equipaggio.
Mi permetto di dire che oggi mi sento all’apice di una parabola, ma per non rischiare che la mia esistenza (e di conseguenza le mie trame) diventino piatte, stai tranquillo che non ho ancora finito di “viaggiare”. Su ulteriori figli non ci scommetterei molto, ormai, ma per il resto io non starò mai fermo, perchè un orizzonte mi stanca dopo pochi mesi, non avere la prospettiva di un posto sempre nuovo dove andare, dove non conosco nessuno, mi toglie ossigeno.
Mi fermerò solo con l’ultimo respiro, o poco dopo, nella speranza di fare come mio padre, che ha l’enorme fortuna di non avere mai messo radici, nemmeo alla fine.

10 Dove mando tutti i nostri lettori a comprare i tuoi libri?
Su Amazon, digitando Vito Franchini, oppure su www.vitofranchini.com o sulla pagina FB “Racconti d’Africa”. L’alternativa è scrivermi o venirmi a trovare (emaildivito@gmail.com), sono sempre pronto.

Grazie Vito, sei sempre un vulcano. Quando torni a scrivere per il Terzo lato del Vinile?
Quando trovo il motivo giusto per tornare a Roma. Promesso.

Intervista: Davide Di Cosimo