Abbiamo incontrato Valentina Parisse in occasione della 87° edizione dello CSIO Roma a Piazza di Siena, concorso ippico internazionale nel cuore di Villa Borghese a Roma.
Dopo aver cantato l’inno di Mameli in apertura del concorso internazionale CSIO Coppa delle Nazioni Intesa San Paolo, evento a cui ha preso parte anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e, prima dell’entusiasmante passaggio delle Frecce Tricolori, Valentina ha scambiato quattro chiacchiere con noi presentandoci il suo singolo attualmente in radio, Dannata Lotta.

Ciao Valentina, a diciotto anni sei andata in Canada, hai composto il disco Vagabond tra Italia, Inghilterra e appunto Canada. Mi racconti la tua storia.
Tutto parte da una passione familiare. Sono figlia di un ex ferroviere in pensione e di una casalinga, e come ti accennavo al telefono, mio papà è un grandissimo appassionato di musica e colleziona da sempre vinili. Io da bambina cantavo sempre e a quattordici anni riesco a ottenere un provino che vinco per uno studio di registrazione a Roma, così la mattina andavo al liceo classico Albertelli, a due passi da qui, e il pomeriggio iniziavo a lavorare alle prime cose, immaginare cose scrivere per me e per anni.
La prima cosa che ho scritto è stata per Filippa Giordano. Con un po’ di materiale incuriosisco un team di produzione in Canada e finito il liceo mi hanno telefonato e sono partita. Da sola. Tre lire in tasca. Per mantenermi ho iniziato lavorando in un ristorante e poi è andata bene. La mia fortuna è stata proprio finire in Canada, è un posto dove la natura è possente e ti fa capire il nostro ruolo nel mondo. Lo consiglio a tutti.

Poi hai pubblicato Vagabond, il tuo disco d’esordio.
Sì, ho portato qui Vagabond, e in tutta onestà, non mi aspettavo l’accoglienza che ha ricevuto. Si sono aperte delle strade e si è creata l’opportunità della pubblicità. Io sono la vocina di Eni Gas e Luce! È partito poi un tour ho suonato a Praga e in Germania e in Italia, comprese le date al Blue Note di Milano e all’Auditorium Parco Della Musica qui a Roma.

Prima di arrivare a Dannata Lotta, hai scritto insieme a Phil Palmer le musiche per Rivoluzione di Renato Zero.
Sì! Per noi romani Renato è un pezzo di Roma che cammina! Siamo due sorelle e un fratello e dormivamo nella stessa stanza, mio fratello in camera aveva due vinili: A Night At The Opera dei Queen e Via Tagliamento di Renato Zero. Il primo concerto a cui sono andata è stato proprio di Renato con mio fratello.
Incontrarlo è stato un effetto pazzesco. A livello tecnico lui ha ribaltato completamente la canzone. Quando scrivi per gli altri, ti rendi conto dell’importanza , come dice Jovanotti, dell’elemento umano nella macchina. Renato ha dato l’anima per la sua idea e me sono resa conto ascoltandolo a pochi metri da lui.

Valentina Parisse

Per me la vita è una guerra, ho ascoltato Dannata Lotta e mi piace molto. Proviene dal tuo carattere o da qualche avvenimento particolare?
Questo brano nasce dalla rabbia. Ogni giorno c’è un motivo per arrabbiarsi. Noi sappiamo quanta fatica facciamo per qualsiasi cosa. I nostri sogni sono molto semplici, vogliamo realizzarci per qualcosa per cui abbiamo studiato o lavorato.
Dannata Lotta è partito da lì. Da ciò che non ti uccide ti rafforza. Ho avuto tanti episodi nei quali poi fissi il muro bianco, ti fai un film. E ti senti morta. Ma ciò che non ti uccide ti rafforza.

Se dico vinile?
Vinile è poesia, calore… quando la puntina salta proprio in quel punto! Il mio approccio nasce da lì, da mio padre che tornava a casa e mi faceva ascoltare i vinili. Ho un rapporto viscerale con il vinile e con la musica. E anche oggi c’è tanta bella musica.

Il vinile che porteresti su un’isola deserta?
Blue di Joni Mitchell. È una pugnalata. L’ho scoperta in Canada, lei e Celine Dion sono i grandi simboli musicali del Canada. Joni Mitchell era una rivoluzionaria, ma diceva i suoi concetti con garbo.

Villa Borghese è ancora un giardino. Prospettive future?
Sì, sono felicissima di essere qui. La prospettiva principale è terminare l’album e portare la musica ovunque ci sia un microfono, ma anche se non c’è va bene uguale!

Attualmente sei tra i cento giudici di All Togheter Now, il programma di Canale5 condotto da Michelle Hunziker e J Ax.
Sì, forse sono uno dei giudici più buoni. Ma non ce la faccio a non emozionarmi quando vedi dei ragazzi con quella scintilla. L’importante è che ci sia un amore sincero, come in un rapporto a due.

Intervista: Davide Di Cosimo