Dal 14 febbraio è in rotazione radiofonica il nuovo singolo di Tiziano Ferro Amici per errore, la traccia numero 2 e il quarto singolo estratto dall’album Accetto Miracoli, certificato Platino e pubblicato lo scorso il 22 novembre. Il brano è stato presentato in anteprima assoluta dal vivo sul palco del Teatro Ariston nella quarta serata ed ecco le parole dell’artista:

«La canzone parla degli eventi inaspettati della vita, è una storia di sliding doors sui rapporti interpersonali, che a volte diventano qualche cosa di diverso da ciò che avremmo desiderato, ma non per questo di minor valore. In Amici Per Errore mi domando quale sia la linea di separazione tra l’amicizia e una relazione che non è diventata amore perché la vita ti ha portato altrove, nonostante restino un’attrazione e un’empatia fortissime. Credo che a chiunque possa capitare nella vita di diventare “amici per errore”, ma non è una canzone autobiografica. Lo spunto me lo ha dato il tema de Le passanti di Fabrizio De Andrè, un brano – in origine di Georges Brassens – su un uomo che s’innamorava a prima vista delle donne che gli passavano davanti per caso e fantasticava su come sarebbe stato conoscerle davvero».

Tiziano Ferro Amici per Errore: la recensione

Da sempre Tiziano Ferro racconta con un’umanità, sensibilità e con un’empatia disarmante le emozioni che, spesso, nascondiamo dietro ad un “non importa”.

Amici per sbaglio è una delle nostre storie con la quotidianità, il nostro rapportarci con noi stessi e con gli altri di fronte ad una situazione che non è semplice.

In nessun modo vorrei essere altrove. Non per niente sono ancora qui. Io che da te dovrei soltanto imparare a difendermi. Non è l’amore quello che ci serve, ma è molto più: è la verità.

La continua lotta tra ciò che è giusto e ciò che si desidera, l’agire secondo la ragione da una parte e il volere dell’anima dall’altra. La consapevolezza che ci prende per mano, la consapevolezza che dovremmo difenderci. Ma difenderci da cosa? Dalla non verità.

Amici per sbaglio è quella condizione con cui capita di convivere: ci guardiamo allo specchio mentre cerchiamo di convincerci a mettere un punto ed accogliere l’esigenza di un rapporto maturo dove non basta solo la dolce e ingenua infatuazione, dove l’amore non basta, ma serve la verità per poter star bene.

Infondo siamo dalla stessa parte di un’altra metà. Amici altrove, amici per errore. Allontanarti per urlare per sempre in testa il tuo nome. È un altro viaggio mettila così. Stringimi forte che non voglio perderti. In nessun modo vorrei averti vicino. In nessun modo vorrei averti lontano.

Essere dalla stessa parte, l’uno di fronte l’altro ed essere amici.

Amici altrove, amici per errore: quando l’unica cosa che si può “avere” dall’altra persona è questo. Si definisce altrove, si definisce errore perché, in fondo, sappiamo benissimo che non è un rapporto basato sull’espressione di sentimenti liberi di essere.

Si accetta di creare quel diplomatico rapporto pur di non perdere completamente quella persona, per poter usare una banale scusa per restare, in qualche modo, in contatto.

Non è così facile e Tiziano Ferro sintetizza questo disordine emotivo nella frase Allontanarti per urlare per sempre in testa il tuo nome.  Ma tra crederci e convincerci c’è Stringimi forte che non voglio perderti. In nessun modo vorrei averti vicino. In nessun modo vorrei averti lontano. 

E la ragione ci porta verso È un altro viaggio mettila così.

Scomporre la parola amore in due consonanti tre vocali, ci perdiamo. Già le sei, sole del mattino svela ogni ombra per quello che è.  Tutti i frammenti di luna spezzati sui quali Dio scrisse di te e di me.

In questo pezzo torna il tema della fede e del rapporto con Dio che Tiziano Ferro ha spesso riportato nelle sue riflessioni in musica, descrivendolo sempre con rispetto e poesia. Anche in questa circostanza, l’artista affida la riflessione notturna a Dio per ricomporre quei frammenti che raccontano di una storia.

Quella storia che, infondo, avrebbero bisogno di essere illuminata dalla luce del sole e non restare così, nel bagliore educato e discreto della luna.

Amici altrove, amici per errore. Allontanarti per urlare per sempre in testa il tuo nome. È un altro viaggio mettila così. Stringimi forte che non voglio perderti. E quel rumore di fondo non smette mai, i lampi di felicità, l’eco della nostalgia. 

Una riflessione che riporta alla realtà che si traduce in quel rumore che ci accompagna nella quotidianità in cui i momenti della felicità ci compaiono all’ improvviso come dei bagliori nelle giornate grigie. Ed è inevitabile la nostalgia di quei momenti. Ma come si traduce questa nostalgia?

Il tono che usa Tiziano Ferro in tutto il pezzo è “pacato”, voce e musica sono essenziali e indossano l’abito della riflessione e sì, anche un po’ della rassegnazione. La nostalgia è quel sentimento a cui si può solo annuire, specialmente quando si accetta la diplomatica amicizia.

Amici altrove, amici per errore. Sbagliare strada poi trovare in tutti i posti il tuo odore. È un altro viaggio mettila così. Stringimi forte che non voglio perderti.

 L’odore di quella persona satura la nostra mente quando si prova a cambiare strada, imbattendoci anche in direzioni diverse da quello che siamo per cercare qualcosa che dica bugie a quella nostalgia. Ma no, perché per quanto possiamo controllarli, i sentimenti sono gli unici a dire la verità, sempre, e allora impariamo ad accettare.

Accettiamo questa amicizia, ma anche il fatto che vorremmo essere stretti per non perdersi, per non perderci.

Irma Ciccarelli