(Foto di Pamela Rovaris)

L’abbiamo vista esibirsi sul palco dell’Ariston durante la prima serata (4 febbraio) e quello che ha comunicato, nonostante la sua confessione di essere una persona molto “agitata”, è stata quella di una giovane interprete che sa quello che vuole comunicare al pubblico, in modo preciso, pulito e con una determinata emozione.

Tecla porta sul palco di Sanremo 2020 il brano “8 Marzo” di cui gli autori per la parte letteraria sono Piero Romitelli e Rory Di Benedetto, mentre i compositori della parte musicale sono Piero Romitelli, Rory Di Benedetto, Emilio Munda, Rosario Canale e Marco Vito.

Perchè la scelta di questo brano? Ce lo racconta nella nostra intervista!

Tecla a Sanremo 2020: la nostra intervista

Com’è avvenuta la scelta del brano sanremese rispetto ad altri e quali sono i motivi che ti hanno portato a “8 Marzo”. 

8 Marzo è stato uno dei primi brani che mi hanno proposto e quando l’ho sentito ho capito che era la mia canzone e che mi potesse rappresentare in quanto giovane donna. Credo che potrebbe rappresentare anche tantissime altre persone, oltre le donne, che sono disposte ad ascoltare una canzone comprendendola.

Qual è la parte di testo che vorresti arrivasse di più al pubblico?

“E non basta ricordare di una festa con un fiore se qualcuno lo calpesta” questa frase è un emblema: è inutile ricordare la figura della donna solo per quel giorno quando per tutto l’anno non la si tratta come meriterebbe.

E cosa possono fare l’arte, in generale e in ogni forma, e la musica?

L’arte e la musica sono la stessa cosa, cioè metodi di espressione con cui si dovrebbero comunicare determinate cose. Soprattutto la musica è un mezzo che serve a sensibilizzare tanti animi.

Sono 70 anni per il festival, qual è la canzone interpretata da una donna che ti è stata di ispirazione e perché?

Il terzo fuochista di Tosca è un brano di una difficoltà assurda e lei è meravigliosa. È stato un punto fisso, d’ispirazione perché ha avuto il coraggio di presentare qualcosa di nuovo e di interessante quando, solitamente, a Sanremo si presenta la “classica” canzone italiana. Lei ha portato sul palco dell’Ariston una banda che si è esibita in uno spettacolo, è stato innovativo questo.

Come ti prepari al parco sanremese? In cosa ti aiuterà la tua esperienza come attrice?

In realtà, sono una persona molto agitata quindi sto affrontato tutto con un po’ d’ansia, ma con tanta carica. Della recitazione, mi porto dietro il sentire e il credere in quello che dico e spero di poter comunicare quello che ho dentro al pubblico.

Irma Ciccarelli