(intervista a cura di Davide Di Cosimo)

Tavo ci presenta il suo nuovo EP Theia, a cavallo tra il precedente album Funambolo e un disco di prossima pubblicazione. in occasione di questa intervista ha selezionato per Il Terzo Lato Del Vinile i brani di una playlist che potete ascoltare qui.

Tavo: “la distanza spesso non coincide con la diversità”

Dopo un disco intero perché hai deciso di pubblicare un EP?
Theia è la prima parte dell’album nuovo che pubblicherò a fine anno. Queste sei tracce hanno un filo conduttore che rappresenta una parte delle tematiche che affronterò nel nuovo disco.
Il titolo Theia, deriva dalla mitologia greca, era la madre della Luna e il gigantesco pianeta che si è schiantato contro la Terra quando non c’era ancora la vita. I detriti generati da questo impatto sono schizzati in orbita e con il passare di migliaia di anni, per la legge di attrazione gravitazionale, si sono radunati in quella che oggi conosciamo come Luna.
Ho pensato a questo titolo anche grazie allo scrittore Roberto Mercadini che dice che “la Luna è un’Eva strappata dal fianco della Terra”.
In queste canzoni c’è questo concetto di distanza che molto spesso non coincide con diversità.
Un altro concetto che emerge da queste canzoni è che a volte i più grandi errori comportano cose meravigliose.

C’è un ordine particolare nelle canzoni?
Sì, l’ordine segue un ciclo di notte e giorno per poi tornare alla notte. il disco inizia con L’astronauta e L’indiano, che rappresenta l’inizio del viaggio interiore. Se ci fai caso questo brano, Il Tempo di Ballare e Annabelle hanno ambientazioni notturne. Il disco diventa più chiaro con Gange e Sott’odio per finire nuovamente con La Notte.

Sento tante contaminazioni musicali nel tuo sound. Che lavoro è stato?
È il mio modo di ascoltare, vengo dall’ascolto del cantautorato italiano, ho ascoltato l’elettronica e il rock, ho studiato chitarra jazz al conservatorio. Non ho mai ascoltato categorizzando la musica. Tutti gli ascolti che fai sono ingredienti per tirare fuori il tuo stile.
In questo disco mi sono sentito libero di suonare quello che mi andava di fare.
Theia è inserito nell’indie-pop ma indie vuol dire un po’ tutto, si sono rotte tante barriere.
La struttura armonica e i testi sono rimasti pressoché gli stessi, abbiamo lavorato tantissimo sulla ricerca sonora, è praticamente da marzo 2018 che ci stiamo lavorando.
Ho cercato lavorare immaginando di guardare lo spazio da uno spioncino.

tavo theia

Puoi accennarci qualcosa sul nuovo disco?
Sarà più di un disco, è un lavoro originale che spero possa essere funzionale. Le canzoni di Theia saranno comprese. Adesso stiamo lavorando sulla chiusura degli ultimi brani, non posso anticipare molto, ma ci saranno molte canzoni, di più rispetto ai classici album contemporanei.
Posso accennare con piacere invece che abbiamo strutturato un lavoro grafico per tutte le copertine dei singoli che si potranno riunire in un unico paesaggio, tipo un girone dantesco.

Ci hai regalato una versione L’astronauta e l’Indiano, che rapporto hai con questa canzone?
L’astronauta e l’indiano erano due giocattoli a cui ero molto affezionato da bambino. Ho preso queste due figure per intraprende questo viaggio onirico e sentimentale, e riutilizzarle come fossero due Virgilio. Sono due differenti tipi di viaggiatori di cui avevo bisogno per Theia.

Il vinile che ti ha cambiato la vita?
Suonavo come chitarrista in una band, in sei anni abbiamo fatto più di quattrocento date. È stato durissimo e bellissimo. Se devo scegliere un disco è Are You Experienced di Jimi Hendrix. Non lo dimenticherò mai.