Dopo il concerto dell’Ohibò di Milano, abbiamo incontrato gli Street Clerks che ci hanno rilasciato un’intervista sul loro percorso e sul loro futuro nella musica.

Dopo la formazione nel 2007, la band partecipando prima a X-Factor nell’edizione 2013 e poi diventando resident band del programma di Sky Uno E Poi C’è Cattelan, diventa un caso unico in Italia con una presenza televisiva costante.

Dopo il primo album Fuori del 2015, gli Street Clerks hanno pubblicato nel 2018 il disco Com’è Andata La Rivoluzione, e nell’estate 2019 il singolo Ho Fame.

«”Ho Fame” è venuta da sé in uno di quei pomeriggi in cerca di ispirazione, in cui mi sono accorto che per coprire l’ansia e il nervosismo di non riuscire a terminare la canzone, avevo appena ingurgitato voracemente un pacchetto di patatine e una barretta di cioccolato – racconta Valerio, voce e chitarra della band – da lì è partita la riflessione su quanto, legato al cibo, ci sia tutto un mondo sommerso di emozioni, paure, ansie…ma anche momenti di piacere. Siamo in estate quindi è stato inevitabile legare tutto ciò all’angoscia per il drammatico momento della prova costume!».

street clerks

01 Ci siamo incontrati al concerto di Milano, che momento è per gli Street Clerks?
Allora, per quanto riguarda i live siamo contenti perché veniamo dall’estate e lo show piace, per questo tour stiamo lavorando ad alcune date, ma ancora dobbiamo definire le cose.
Per noi i live sono molto importanti perché negli ultimi anni abbiamo lavorato prevalentemente in televisione.
Fino al 2013 abbiamo suonato ovunque con tanti artisti però eravamo molto giovani e avevamo una voglia incondizionata di suonare, poi dal post X-Factor abbiamo iniziato con la televisione e meno tempo per i live, ma soprattutto nell’ultimo anno abbiamo ripreso a macinare chilometri per suonare. E ci piace molto!

02 Dopo il disco Com’è Andata la Rivoluzione e il singolo Ho Fame, ci sono altri progetti discografici?
Sì, stiamo scrivendo nuovi pezzi che non sappiamo ancora come farli uscire. Stiamo capendo se far uscire un nuovo album, dei singoli o un EP. Stiamo studiando una formula che ci piaccia in questo particolare momento per la discografia.
Stiamo anche pensando di far uscire dei singoli con due canzoni alla volta, con lato A e lato B come fosse un singolo in vinile. probabilmente faremo una cosa del genere, che richiami un po’ al vintage, agli anni sessanta e settanta, che poi rispecchia anche le nostri maggiori influenze musicali.

03 La vostra Marlene è colonna sonora del film Forse è Solo Mal di Mare, com’è nata questa opportunità?
Andrea Benassai, con il quale abbiamo registrato Com’è Andata La Rivoluzione, è anche autore di molte colonne sonore, e stava collaborando con il film, dato che avevamo appena finito di lavorare all’album, ha proposto la nostra canzone.
Noi abbiamo accettato anche per la dimensione del film e della storia. Ci piaceva anche andare a Linosa a passare qualche giorno. Siamo andati lì a girare un giorno solo, per arrivare o tornare c’è una nave al giorno sempre se il mare te lo permette. È stata un’esperienza molto divertente.

04 Come procede la partnership con Alessandro Cattelan?
Non sappiamo mai tanto tempo prima notizia riguardo E Poi C’è Cattelan, ma con Alessandro collaboriamo su tante cose. C’è un bel rapporto con noi.

05 Avete un percorso singolare, siete partiti come una band, poi X-Factor come tanti, e poi siete diventati la resident band di una trasmissione televisiva, che è forse l’unico caso in Italia. Come valuti il percorso finora e dove migliorarsi?
Ci sono molti pro. Nel mondo dello spettacolo se riesci a fare molte cose ti fa sentire più al sicuro, sono anche esperienze che ti arricchiscono. Siamo partiti con una forte alchimia tra noi e la voglia di suonare, in televisione, dopo il periodo iniziale in cui sembrava tutto un divertimento, abbiamo iniziato a pensare che la gente poteva dimenticarsi che infondo siamo una band che scrive e suona.
Abbiamo compiuto anche trent’anni e ti fermi un po’ a pensare su cosa fare nella vita in generale, e quello che ci rappresenta di più è proprio scrivere e suonare.
X-Factor è stata una bellissima vetrina, abbiamo conosciuto tantissime persone oltre a Cattelan che ancora oggi ci sono vicine, ma all’epoca non si poteva suonare, è stato difficile far capire chi fossero gli Street Clerks.
Ora stiamo lavorando sulla nostra identità, che per noi è molto chiara, ma ci farebbe piacere che arrivasse di più a chi ci ascolta.

Intervista: Davide Di Cosimo

 

Street Clerks setlist

la setlist del concerto di Milano che ci hanno regalato gli Street Clerks