Sette anni dopo il suo primo libro esce Il Pentagramma Dell’Anima della giornalista milanese Stefania Bonomi.
Nella scrittura di questa seconda opera, l’autrice ha scelto una doppia narrazione, nella creazione di una storia i cui spunti di riflessione, nel corso dello svolgimento della trama, sono davvero tanti e particolari. I quattro personaggi che si “incontrano” nel romanzo vivono in luoghi diversi: due su questo pianeta (Maria Sole e Lucas Prandi) e due in una dimensione energetica e spirituale dove si arriva una volta terminato il percorso terreno (Leonardo Alfieri e Amanda).

Mondi connessi dove chi è di là e anela al ritorno, ha il compito di aiutare chi, di qua, si è perso, o ha perso la forza per condurre una vita che sia degna di questo nome.

«Mentre scrivevo questo romanzo – racconta l’autrice – ero pienamente consapevole che i personaggi terreni fossero frutto della mia creazione narrativa, ma quando ho iniziato a raccontare il mondo energetico in cui si trovava Leonardo Alfieri ho percepito che nella narrazione stava accadendo qualcosa di particolare. Chi mi parlava, mi raccontava anche in modo molto dettagliato il mondo energetico in cui si trovava, aveva grandi occhi azzurri e la descrizione di se stesso mi riportavano all’amico Giorgio Faletti mancato nel luglio del 2014».

Un “Pentagramma dell’anima” condiviso da tutti e quattro i protagonisti che li condurrà verso la purificazione e la riscoperta dell’amore.
La musica dell’anima è la vera protagonista di questo romanzo. Una favola moderna in cui l’autrice ha ricordato uomini che della propria arte hanno vissuto prima e dopo la fine.

01 Ciao Stefania, sono passati sette anni dal tuo libro precedente, cosa hai fatto nel frattempo?
Realmente ho sempre lavorato nel settore discografico anche come giornalista, poi per motivi contingenti ho cambiato settore e ho percorso il territorio della medicina. Ho aperto quindi uno studio promozione connesso a questo.
Non ho abbandonato la scrittura, ma dovevo scegliere cosa fare in quel momento.

02 Il pentagramma Dell’Anima è molto incentrato sulle energie invisibili attraverso la musica, da dove proviene questa tematica?
Nel 2015 ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della fisica quantistica. Ho cambiato molte prospettive sul modo di pensare. Il libro nasce dall’incontro di due persone che avrebbero dovuto incontrarsi attraverso un’energia superiore di un mondo energetico proveniente dalla nostra morte.
Il Pentagramma Dell’Anima è scritto inizialmente di getto ma poi la storia si è evoluta. Il narratore è uno dei personaggi, Leonardo Alfieri e scrive di concetti su energia e musica come canale emozionale più alto.
Lui deve riuscire a purificare Maria Sole, donna disincantata e senza motivazioni per vivere, ma ha la dote di suonare il pianoforte. Attraverso la musica Leonardo e Maria Sole riescono a comunicare.

03 Credo che scrivere un libro sia molto difficile. Immagino ci sia stato un lavoro enorme per arrivare alla versione definitiva.
Sì, faccio una prima gettata, una sorta di scheletro, poi vado a incrementare ogni capitolo. Calcola che al completamento dell’opera ci arrivo dopo almeno un anno e mezzo. È un modo di scrivere un po’ particolare. come diceva il mio amico Giorgio Faletti “per il primo libro hai tutta la vita, per il secondo ti danno tre mesi”. Il Pentagramma Dell’Anima doveva intitolarsi Dopo La Fine, ma poi l’elemento musicale è diventato preponderante per tutti i personaggi del romanzo e allora ho modificato il titolo.

04 Il protagonista del libro Leonardo Alfieri è stato un modo per riscoprire il tuo amico Giorgio Faletti, in che modo?
Quando ho iniziato a scrivere il romanzo, i personaggi erano tutti di fantasia. Poi però scrivendo di Leonardo Alfieri che era un comico e poi uno scrittore di libri gialli ho capito di parlare di Giorgio Faletti.
Una volta completato il romanzo mi sono resa conto di aver scritto in modo molto dettagliato il mondo energetico dell’altra dimensione, allora ho chiamato il mio amico Marco Cesati Cassin e gli ho dato una bozza. Lui dopo dieci giorni mi ha chiamato e mi ha chiesto se avessi letto dei romanzi legati a quel mondo e io ho detto di no. Allora mi ha detto che probabilmente avevo subito un processo di canalizzazione.
Quando entri in una fase creativa importante, tipo che inizi a scrivere alle dieci di mattina e finisci alle cinque del pomeriggio senza nemmeno accorgertene, si crea una sorta di canale da cui puoi trarre delle indicazioni.
Questo non vuol dire che sono una medium e che ho parlato con Giorgio Faletti, ma una comunicazione c’è stata.
Quando andiamo via dal nostro corpo l’energia rimane, e quella di Giorgio era veramente tanta.

05 Il Pentagramma Della Musica è incentrato sulla musica. Quali sono i dischi o le canzoni che ti hanno influenzato?
In questo libro sono citati John Lennon, Cat Stevens, i Queen ma anche gli italiani Concato e Laura Pausini.
Il disco che mi emoziona di più in assoluto è di David Bowie, ma non è citato in questo romanzo.
Imagine di John Lennon è la base del mio romanzo. Se leggi il testo parla di un altro mondo. Il brano de Il Pentagramma Dell’Anima è quello.
Mentre scrivevo le parole di Lennon non le avevo a mente, ma nel momento in cui, nel romanzo, viene fuori il primo brano è Imagine.
All’interno del Pentagramma Dell’Anima si parla di Lucas che è un realizzatore di video musicali che per una situazione d’amore distruttiva è diventato alcolizzato e sogna una ragazza Amanda, la sua guida spirituale, che canta Imagine.
A quel punto sono andata a riascoltare la canzone e rileggere il testo. È stato davvero strano.
Pensa che quando avevo finito il libro, già con il titolo definitivo, Il Pentagramma Dell’Anima, mi ha chiamato un mio amico chiedendomi di accompagnarlo alla presentazione del disco di Dodi Battaglia e rimango pietrificata quando Dodi ha detto che dentro all’album c’era una canzone scritta da Giorgio Faletti che si chiama Un’anima.
Faccio la presentazione a Milano e qualche giorno dopo mi chiama una libreria dell’Isola d’Elba perché alla presentazione c’era una signora dell’Elba che chiedeva una copia del libro. Quindi poi abbiamo organizzato anche lì una presentazione. Ed è tutto molto strano perché l’Elba era la casa di Giorgio Faletti. Una sorta di messaggio come per dire che lui esiste ancora.
Chiaramente sono messaggi a cui devi credere. Alcuni magari pensano che sia matta, ma glielo lascio credere. Io ti posso dire che non ho fatto nulla di proposito, è stato tutto attraverso la scrittura. E sono molto contenta per questo libro che sta andando molto bene.

Intervista: Davide Di Cosimo