La serata del 29 Agosto a Castel Sant’Angelo all’interno della manifestazione ArtCity 2019 nel meraviglioso cortile Alessandro VI, ha come protagonista Simone Graziano, pianista fiorentino il cui genere oscilla tra il classico e il jazz e che farà uscire il suo sesto album nel mese di Ottobre.

Simone, durante il concerto, ha anche affermato che per lui è molto importante creare una connessione con il luogo nel quale si esibisce. Un concetto su cui basa i primi due brani di ogni live, che vengono sempre improvvisati a fine di creare un legame con l’ambiente in cui vengono suonati, preferendo ciò ai binari standard delle scalette o ai vantaggi promozionali del caso.

Una ricerca di Architettura musicale e quale miglior spazio se non Castel Sant’Angelo, che risulta uno dei luoghi più perfetti dove mettere in atto la tridimensionalità delle sue note.

Quando la musica fluttua completamente tra le pietre e le poltrone e viaggia attraverso le persone guardando dall’alto una Roma di fine agosto, Simone Graziano presenta il brano Giacomo e Serafino affermando che l’accostamento di queste due parole creava un suono che alle sue orecchie era soddisfacente. Il nome Serafino è quello di suo nonno mentre Giacomo è semplicemente una sua intuizione.
Verso la fine del concerto fa un omaggio ai Radiohead di Thom Yorke suonando Daydreaming, brano del 2016 appartenente all’album A Moon Shaped Pool.

Oltre alla connessione con il luogo l’artista cerca un costante legame con il pubblico facendolo partecipare, in piccolo, anche a un suo brano suonando una melodia che la platea avrebbe dovuto intonare durante il brano.

Simone Graziano, alla sua terza apparizione nella capitale, non smentisce gli ascoltatori e dimostra di essere uno fra i più importanti esponenti del jazz italiano in questo momento.

Deco