In occasione del concerto di Franco126 (live report qui) abbiamo incontrato il direttore artistico di Rock in Roma 2019, Sergio Giuliani, col il quale abbiamo parlato dell’importanza del Red Stage e in generale dell’organizzazione di tutta la rassegna. È ovvio che non poteva mancare una parentesi sui vinili.

Franco126 rock in roma Giuseppe Maffia

01 Ciao Sergio, intanto ti ringrazio di averci invitato a partecipare, ti chiedo subito l’importanza del Red Stage.
Figurati! Il Red Stage è un’arena intermedia, può ospitare circa cinquemila persone. Non tutti lo sanno ma questo è un palco storico, hanno suonato qui Lou Reed, David Byrne, Joe Cocker, Buena Vista Social Club, Ivano Fossati, Battiato e molti altri artisti.
Il Red Stage è quasi un salotto nel verde, è molto accogliente e giovanile, dai risultati mi sembra uno spazio riuscito, è un luogo che in città manca.
Il Red Stage è una via di mezzo tra un’arena concerti e un teatro.

02 State già pensando qualcosa per il prossimo anno?
Stiamo progettando una nuova arena nell’area più grande. In divenire stiamo pensando di realizzare una scuola di musica e di video maker.

03 Quanto Rock in Roma ha a che fare con l’ippodromo delle Capannelle?
La gestione dell’ippodromo è una cosa diversa. Lo gestisce la società Hippogroup che a mio avviso ha mantenuto questo bene pubblico in buono stato. Noi abbiamo un accordo con loro e ogni anno ci consentono di fare le nostre proposte che realizziamo con grande sinergia, colgo l’occasione quindi per ringraziarli.

04 Ci sono state molte polemiche sulla line-up “rock”, voi avete realizzato anche un video provocatorio con 90min di Salmo.
Il termine rock non definisce un genere ma la musica a trecentosessanta gradi. Noi abbiamo voluto realizzare un festival diffuso e individuato i luoghi più adatti.
Il Red Stage è un luogo giovanile che non vuole stare comodo, un festival in stile inglese dove si sta in piedi e si condivide.
La cosa importante è che questo è un luogo di periferia, ma non si respira un’aria di periferia attraverso questi grandi eventi.

05 Devo chiedertelo: un vinile a cui sei particolarmente legato?
Ah! Forse quello dei Velvet Underground, per la sua copertina con la banana e le sue canzoni. Poi anche un vinile di Venditti e De Gregori, Roma Capoccia. Ce ne sono tanti di vinili a cui sono affezionato, però se devo scegliere dico questi due.

Intervista: Davide Di Cosimo
Foto: Giuseppe Maffia