(articolo a cura di Davide Di Cosimo)

In occasione del ventesimo anniversario di Tokyo Eyes, primo storico singolo dei Velvet. Abbiamo realizzato un’intervista celebrativa (che potete trovare QUI) con Pierluigi Ferrantini, voce del gruppo, il quale ha inoltre ripercorso in esclusiva per Il Terzo Lato Del Vinile, la storia della band canzone per canzone, realizzando anche una playlist che viaggia da Tokyo Eyes all’ultimo disco, Storie.

Pier: “tanti complimenti per La Razionalità, ma nessuno la passava in radio…”

Scrivimi Quello Che Fai

Storie credo sia il disco più bello dei Velvet. Tutte le canzoni di cui abbiamo parlato prima sono le nostre migliori, fare un concerto con questa scaletta sarebbe bellissimo. Dentro Storie ci sono quattro o cinque veramente di grandissimo livello, solo che non avevamo più la forza per imporle. Eravamo in un periodo storico in cui essere fuori dalle major pesava da un punto di vista promozionale, non era come oggi dove si può fare riferimento al digitale. Era una vera e propria fase di mezzo. Il pubblico della musica alternativa era al minimo storico perché si andava intorno a un cambio generazionale. Le radio non ci hanno dato spazio. Io forse conservo ancora i messaggi dei direttori artisti importanti delle più grosse radio italiane che ci facevano i complimenti per La Razionalità, però non lo passò nessuno. Tanti mi facevano i complimenti in privato, ma oltre durante alcune nostre ospitate nessuno lo ha messo in playlist, lo passò solo Radio2 o Radio1 e poche altre.
La Razionalità aveva le potenzialità per essere una vera hit, ma non eravamo ancora nell’epoca storica in cui si potevano fare le cose da soli, ciò è successo più o meno due anni dopo con I Cani e via con gli altri, per fortuna.
Forse le tempistiche di Storie non sono state perfette, ma le canzoni sì.
Scrivimi Quello Che Fai con Fabrizio Bosso, è stata una emozione quando è venuto in studio. All’inizio non riusciva a entrare nella canzone. Io dentro di me pensavo a come dire a un colosso della musica come lui che non mi piaceva quello che stava facendo. Poi si è agganciato in un modo in cui non abbiamo dovuto più toccare niente. Ed è venuta fuori una roba magica.

Eravamo Io e Te

Questo è un brano molto particolare, senza un vero e proprio ritornello ma con molto calore dentro. Una canzone difficile da suonare per il suo essere minimale. Sono molto legato a Eravamo Io e Te perché era proprio quello che volevamo fare, e questo vale anche per la prossima canzone.

Cento Corpi

Qui collaboriamo con Alberto Bianco per il testo. In quella fase mi piaceva anche condividere un brano con gli artisti che stimavo e Bianco lo apprezzo da sempre. Per Una Vita Diversa collaborammo con Federico Dragogna dei Ministri, che avrei forse dovuto mettere. Ma ho scelto Cento Corpi. Mi piaceva far entrare altre persone nella nostra musica.

I Perdenti e Gli Eroi

Questa canzone rappresenta gli inizi soprattutto miei e di Alessandro (Sgreccia, chitarrista dei Velvet, ndr), quando guardando avanti eravamo solo entusiasti e non avevamo paura. Mi è piaciuto ricordare quei momenti, con tutta la loro malinconia, in cui sapevamo cosa volevamo fare e dipendeva da noi diventare perdenti o eroi.

Evoluzione

Evoluzione è un esperimento a cui Poffi (Pierfrancesco Bazzoffi, bassista dei Velvet, ndr) è molto legato e ho scelto di inserirlo anche per questo. Rappresenta una sorta di gioco, non è una canzone vera e propria, è una specie di pensiero politico in cui abbiamo mescolato citazioni di grandi statisti e di persone comuni trovate su internet. È uscito fuori come sia le persone comuni che i grandi personaggi storici possano avere allo stesso modo dei pensieri critici molto profondi.

Parte Uno QUI

Parte Due QUI 

Parte Tre QUI

Parte Quattro QUI

Parte Cinque QUI