(articolo a cura di Davide Di Cosimo)

In occasione del ventesimo anniversario di Tokyo Eyes, primo storico singolo dei Velvet. Abbiamo realizzato un’intervista celebrativa (che potete trovare QUI) con Pierluigi Ferrantini, voce del gruppo, il quale ha inoltre ripercorso in esclusiva per Il Terzo Lato Del Vinile, la storia della band canzone per canzone, realizzando anche una playlist che viaggia da Tokyo Eyes all’ultimo disco, Storie.

Pier:”questa è la scaletta perfetta per un concerto dei Velvet”

Tokyo Eyes

Mi ricordo benissimo il momento in cui è nata Tokyo Eyes una chitarra in camera mia, come tutte le canzoni di Versomarte del resto. Stavo cercando di suonare degli accordi diversi dal normale. In quel periodo ascoltavo i Pizzicato Five , gruppo giapponese che aveva delle armonie molto gioiose.
Giocando su questi accordi divertenti e pensando al Giappone ho improvvisato questa Tokyo Eyes, e come nella maggior parte dei casi per le nostre canzoni di grande successo, ci lavorammo pochissimo.
Riascoltandola oggi, Tokyo Eyes è molto centrata nel suo pop.
Considera che il nostro primo contratto con la Emi era a eliminazione, nel senso che prevedeva tre singoli e in base ai risultati si decideva se andare avanti oppure no. Se Tokyo Eyes non avesse riscosso un buon successo la Emi avrebbe potuto licenziarci. Quando il video venne mandato a Mtv che iniziò a trasmetterlo molto spesso trainando anche il successo radiofonico, allora capimmo che la strada sarebbe stata più lunga, la Emi stracciò quel tipo di contratto e ce ne fece uno di cinque anni.
Tokyo Eyes è una canzone molto importante per i Velvet perché ci ha dato la possibilità di procedere per il nostro percorso.

Nascosto Dietro Un Vetro

Questa è una canzone fondamentale, dopo Tokyo Eyes arrivò la proposta di partecipare alla selezione per Sanremo Giovani e noi portammo Nascosto Dietro Un Vetro, che scrissi per esorcizzare il dolore per la morte di mia madre, che era avvenuta anni prima ed è stato chiaramente un evento che mi ha cambiato la vita. Passai gli anni successivi a capire cosa potesse succedere e tutto questo mi ha dato la forza per scrivere canzoni, se non avessi avuto questa perdita forse non avrei intrapreso questo percorso. È da lì che ho tirato fuori la creatività per non impazzire trovando uno sfogo nella musica.
Ero però molto timido sull’argomento, ricordo una riunione prima di Sanremo e con molta delicatezza l’ufficio stampa della Emi mi chiese se avessi voglia di raccontare da dove provenisse quella canzone e io, sicuramente sbagliando da un punto di vista prettamente commerciale, dissi che avrei preferito tener fuori questa storia a discapito di più articoli e pubblicità.
Nascosto Dietro Un Vetro è molto ben riuscita secondo me, si riferisce molto ai Verve, all’inizio posso dire che parte quasi con un plagio di una canzone proprio dei Verve. A Sanremo se ne accorsero tutti, ma ce lo perdonarono perché in fondo era il mondo da cui provenivamo o forse perché non c’era ancora Twitter.

Boy Band

I primi tre singoli furono Tokyo Eyes, Nascosto Dietro Un Vetro e Boy Band. Ti rendi conto di che velocità ha avuto il tutto. Subito dopo aver suonato Nascosto Dietro Un Vetro a Sanremo facciamo uscire Versomarte e partiamo con il BrandNew Tour di Mtv, a cui volevamo partecipare a tutti i costi. Eravamo noi, Caparezza, Tiromancino.
Col senno di poi questa scelta doveva essere ragionata. Il pubblico a quell’epoca non era pronto per avere una band come noi che ritenevamo normale partecipare a Sanremo e poi a suonare nei club rock.
Se tu pensi che oggi, vent’anni dopo, le band pop italiane sono diventate leader del movimento alternative proprio per l’alternanza dei loro movimenti.
All’epoca stavi da una parte o dall’altra. Band come noi erano troppo alternative per il classico pop italiano, e eravamo troppo pop per essere accettati dal piccolo e, per certi versi, violento mercato dall’alternative.
Forse se ci fosse nel 2020 una band che azzeccasse tre singoli come Tokyo Eyes, Nascosto Dietro Un Vetro e Boy Band, riempirebbe lo stadio Olimpico.

Parte Due QUI