(articolo a cura di Davide Di Cosimo)

In occasione del ventesimo anniversario di Tokyo Eyes, primo storico singolo dei Velvet. Abbiamo realizzato un’intervista celebrativa (che potete trovare QUI) con Pierluigi Ferrantini, voce del gruppo, il quale ha inoltre ripercorso in esclusiva per Il Terzo Lato Del Vinile, la storia della band canzone per canzone, realizzando anche una playlist che viaggia da Tokyo Eyes all’ultimo disco, Storie.

Pier: “le canzoni dedicate ai figli sono esplosioni di glicemia senza senso”

Tutto Da Rifare

Per il nostro disco successivo Velvet del 2007, iniziavamo a respirare un po’. I brani sono tutti registrati in analogico, diversi tra di loro, in modo orchestrale. Quei brani sono molto eleganti.
Tutto Da Rifare è la sintesi di tutto quello che ti ho appena detto, era una canzone pop ma di classe, rappresentava anche la nostra crescita come compositori e come musicisti. A Sanremo fece un’ottima figura.

Non è Per Me Non è Per Te

Eravamo in fissa con i Coldplay e con le canzoni da stadio e in qualche modo ci prendevamo i nostri spazi per avere delle parti strumentali emozionanti.

Ora

Questa è una canzone scritta da Alessandro (Sgreccia, chitarrista dei Velvet, ndr) e raffigura noi. Ognuno dei protagonisti della strofe rappresenta uno di noi nel modo in cui ci vedeva Alessandro. Io ovviamente ero quello dei funerali dove pioveva sempre. Era una frase che ci dicevamo spesso e l’aveva colpita tal punto da inserirla in questa canzone.

Crollasse Pure Il Mondo

Crollasse Pure Il Mondo è anche il titolo della nostra biografia (di Fabio Bernabei con prefazione di Jovanotti, 2009, ndr) e in quel caso rappresentava la solidità delle nostre spalle, avevamo dimostrato tante cose, abbiamo lottato quando dovevamo. Non è stato un percorso semplice il nostro, ma come quello di tutti, in realtà non viviamo in un mondo semplice.
Scrissi la canzone per mio figlio Pietro che era appena nato. È una dichiarazione d’amore “sensata” per mio figlio, non amo le canzoni dedicate ai figli e non avrei mai pensato di scriverne una, perché spesso sono delle esplosioni di glicemia senza senso. Crollasse Pure Il Mondo è per mio figlio, ma è molto oscura e anche profonda. Io dico che ci sarò finché potrò, non potrò difenderti da tutto. Non esiste il papà supereroe, non posso prevedere il futuro e può dire al figlio di stare tranquillo.
Il senso più profondo era quello, era avvisare che ti scontrerai con un mondo che preferisce mettere la polvere sotto al tappeto piuttosto che affrontarla. Sembra profetico ma è quello con cui ci scontriamo quotidianamente. Non siamo gente che si aiuta, se non nella nostra cerchia ristretta.
Quello che insegno ai miei figli è questo: imparare a cavarsela da soli. Io e la madre li aiuteremo, ma non potremmo farlo per sempre e forse è anche giusto che sia così.

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Parte Uno QUI

Parte Due QUI 

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