(articolo a cura di Davide Di Cosimo)

In occasione del ventesimo anniversario di Tokyo Eyes, primo storico singolo dei Velvet. Abbiamo realizzato un’intervista celebrativa (che potete trovare QUI) con Pierluigi Ferrantini, voce del gruppo, il quale ha inoltre ripercorso in esclusiva per Il Terzo Lato Del Vinile, la storia della band canzone per canzone, realizzando anche una playlist che viaggia da Tokyo Eyes all’ultimo disco, Storie.

Pier: “col senno di poi, avremmo dovuto fare tante cose molto prima”

Il Torto Dei Beati

Altra canzone di Alessandro (Sgreccia, chitarrista dei Velvet, ndr). Eravamo a Torino a registrare il disco Nella Lista Delle Cattive Abitudini, e anche quella è stata un’esperienza bellissima.
Per quel disco stampammo anche il vinile con una versione diversa dal CD, dove incidemmo Connection, prima versione di Confusion Is Best, cover degli Elastica, con Beatrice Antolini, e Io Sto Bene con i Cor Veleno. Quel vinile è un bellissimo oggetto.
A Torino siamo stati bene ci sentivamo davvero a nostro agio, cambiammo molte cose, dall’etichetta al management, e forse lo abbiamo fatto troppo tardi. Secondo me dovevamo farlo già dal secondo disco, ma eravamo fortunati perché la hit la scrivevamo sempre e sembrava andasse tutto bene. Col senno di poi avremmo dovuto prendere delle decisioni molto prima, però, dai, uno le esperienze le trae vivendo e sbagliando.
Il Torto Dei Beati era abbastanza complessa da registrare. Ale Bavo e Gianni Condina di Casasonica ci prendevano in giro perche ci dicevano “ragazzi questa canzone è una bomba ma riuscirete a suonarla dal vivo?”. Mi ricordo la loro faccia quando il nostro tour arrivò a Asti dove vennero ad ascoltarci. Quel giorno abbiamo suonato una versione pazzesca, forse ognuno di noi ha dato qualcosa in più proprio per fargli vedere quanto potevamo renderla meravigliosa, ed è infatti la prima cosa che ci dissero nei camerini.

Tutti a Casa

Questa è una canzone che amo follemente. Il punto di partenza come ispirazione era On The Way To The Club, contenuta in Think Tank, disco epocale dei Blur, che ha questo basso profondissimo che volevamo rendere anche noi.
La canzone poi prende un’altra direzione. Qual brano mi piace tantissimo, mi dispiace tantissimo che non ha avuto il successo che secondo me poteva meritare, ma in quel momento non andò tutto liscio. Per me rimane una grande canzone.

Cattive Abitudini

Questo è un altro brano che Poffi (Pierfrancesco Bazzoffi, bassista dei Velvet, ndr) ama, e anche io. È una canzone ambiziosa, dove spostiamo l’asticella compositiva, di certo non è una canzone semplice, ma in quel tempo avevamo la necessità di fare cose che ci rendessero soddisfatti come musicisti. Nella Lista Delle Cattive Abitudini ha avuto un ottimo impatto, è un disco che in tanti ancora amano.
Le atmosfere erano molto oscure Bauhaus, Interpol quelle influenze lì. Non eravamo in momento di particolare solarità dal punto di vista musicale. La copertina era tutta nera, le atmosfere molto dark. Vivevamo quel periodo in quel modo.

Normale

A dieci anni da Tokyo Eyes arrivò il momento di festeggiarci con una raccolta, ma volevamo prenderci la soddisfazione che non ci eravamo presi al momento giusto, cioè quella di vestire le nostre canzoni preferite con un vestito nuovo. Ci eravamo talmente bene con Ale Bavo e Gianni Condina, che gli chiedemmo di produrre insieme Le Cose Cambiano, dove inserimmo anche due inediti tra cui Normale, che secondo me è un’altra delle nostre tre migliori canzoni.
Normale era uno di quei provini che girava da tanto tempo e non trovava mai la via definitiva e in quel periodo la trovammo: arrangiamento molto minimale, testo profondo. Mi piace tutto di quel brano e mi piaceva suonarla dal vivo e vedere la reazione del pubblico, sebbene non era semplicissima da cantare, non era un inno, la portano tutti nel cuore. Normale è bellissima.

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