(intervista a cura di Davide Di Cosimo)

Torna Paolo Meneguzzi con “Il Coraggio”, nuovo singolo che anticipa un disco di prossima pubblicazione. Il brano è stato scritto e prodotto con Emilio Munda in questi giorni di sofferenza.
“É con piacere – dichiara Paolo – che annuncio l’uscita del mio nuovo singolo: “Il Coraggio” e a seguito, dopo diversi anni, è in arrivo il mio nuovo Album. In questo momento così delicato che ci obbliga ad uno stop forzato, ho sentito l’esigenza di farvi ascoltare i miei brani nuovi e di anticipare l’uscita. É già tutto pronto. Perciò ecco a voi il mio nuovo singolo. Spero possa essere di compagnia, di forza e di sostegno in un momento così difficile. Approfittiamone per meditare e per ripartire più forti di prima”.

Paolo Meneguzzi, tra Heidi e Michael Jackson, “ero un ottimo calciatore e un cantante mediocre”

Ciao Paolo, “Il Coraggio” segna il tuo ritorno sulle scene. Cosa racchiude questo singolo?
Buongiorno, sì un parziale ritorno, nel senso che ci sono sempre stato. In modo diverso, in maniera più indi nel senso di indipendente e con meno rumore che mi dà ancora fastidio alle orecchie in realtà. Infatti ho deciso di rispondere alle interviste online senza smanie televisive o radiofoniche. Il coraggio fa parte della quotidianità di chi e’ chiuso tra le 4 mura di casa, se e’ fortunato ad averla, da un sistema che non ti permette di fare molto altro se non lavorare e “cercare di sfamare la tua famiglia”.

Il tuo ultimo album è del 2013, sette anni dopo torni con Il Coraggio. Ma la gente si ricorda il Paolo di Verofalso, dei Festival di Sanremo e dei Festivalbar. Come hai vissuto emotivamente le varie fasi del successo?
Si parla sempre del successo quasi fosse il risultato ottimale di questo lavoro. Non mi stancherò mai di ripetere che il successo e’ collegato all’arte solo per l’aspetto economico che ne deriva. Non conosco nessun artista che fa questo lavoro con amore con cui mi fermo a parlare di successo. La musica e’ musica in ogni situazione, sia che tu faccia l’operaio e ci dedichi poco tempo, sia che tu sia Vasco Rossi e canti a San Siro. Chi lega il successo alla musica non fa questo lavoro con l’intento corretto. E’ una cosa che spiego spesso ai giovani. Non confondete e non mischiate le cose. Il successo e’ il successo, vivere per la musica e’ vivere per la musica e io direi che ho sempre vissuto per la musica, il successo e’ stata una conseguenza che ho sfruttato per fare qualche soldino in più.

Ora sei un papà, anche fisiologicamente sarai di certo diverso rispetto agli anni in cui le tue canzoni riempivano le radio. In quali cose sei cambiato di più e dove sei rimasto pressoché lo stesso?
Sono sempre stato molto alternativo, benché mi giudicassero più pop del pop. Certo ero Pop ma avevo una visione completamente nuova per quello che sono stati gli anni 2000 e le sonorità che ascoltiamo ancora oggi nei dischi Trap o dancehall.
Amavo l’amore, le ragazze, la discoteca, le mode. Ero uno skateboarder, un deejay, un ottimo calciatore e un cantante mediocre. Ma avevo una passione così grande per la musica e per le nuove tendenze che mi sono mangiato letteralmente ogni cosa di questo lavoro. Ero una macchina e ho fatto di me stesso una specie di ciborg che non pensava ad altro che a viaggiare a conoscere, a fare esperienze nuove, ad ascoltare e ad ascoltarmi. Così ho trovato nei miei difetti i miei punti di unicità rispetto agli altri che erano tutti uguali.
Non sono cambiato molto anche se sono cambiati molto gli interessi. Ora faccio lo stesso per i ragazzi della mia scuola artistica. A livello emozionale non cambia niente. Come dicevo si vive per la musica.

 

Sei il direttore artistico di una scuola di 600 artisti. Come ti trovi in quei panni?
Bene perchè trasformo le persone. Ho una grande possibilità. Insegnare ad appassionarsi, e per quello che credo che sia la vita la passione e’ quello che la salva in ogni circostanza.

Guardando anche al tuo percorso e generalizzando, pensi che un periodo florido musicalmente come quello che hai vissuto tu, con i supporti di Mtv, del Festivalbar e di tantissime radio possa ritornare anche in diverse forme oppure si è in un punto discografico totalmente diverso e certe cose non accadranno più?
Credo che vada reimpostato tutto il sistema streaming. Confido che il prossimo Covid non attacchi gli uomini ma che attacchi i vari 5G, e che si crei un crash così grande da riportare tutto a zero. Non succederà. La globalizzazione se ne fotte dei medio piccoli e fa guadagnare solo chi già guadagna e che genera già i numeri. Avrete notato tutti quanto e’ difficile adesso come adesso far numeri online. Ormai o sei dentro o sei fuori. Il privilegio di riuscire e le probabilità di sfruttare l’online anche solo per vivere, a queste condizioni, sono pari a 1 su 1 milione.

Domanda di rito: che rapporto hai con il vinile e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
E’ scontato dire Thriller di Jackson. Consumai più di tutti In Questo Mondo Di Ladri di Venditti e Al Di Là Del Muro di Barbarossa. In realtà non e’ che li ricordo come i miei dischi preferiti anzi credo che non fossero per niente il mio genere preferito. Ma erano quelli che avevo, mio padre non mi comprava molta musica, sicuramente mi hanno insegnato delle cose e hanno fatto parte di un percorso di costruzione della mia passione.

Hai dichiarato che “Il Coraggio” aprirà la strada al tuo nuovo album, puoi darci qualche anticipazione, raccontarci le tue emozioni nel lavorarlo o cosa ti auguri maggiormente per queste nuove canzoni?
Guarda ti sembrerò negativo su tutto, ma in realtà sono super sereno. Vivo con un concetto di musica sempre più da eremita. Sono un vicino di casa di Heidi, la natura, gli alberi, le montagne, una chitarra e internet. Alla peggio mungerò qualche mucca cantandogli il coraggio e lo posterò su Tik Tok facendo milioni di views perché cosi funzionerà. Detta proprio così, del risultato della mia musica non mi frega proprio nulla, a me basta poterla fare ovunque io sia, basta che ci sia la mia famiglia e il mio piccolo Leonardo, portando rispetto a tutti i miei fans naturalmente come credo di avere sempre fatto e cercando di tramandare la mia passione ai miei allievi o chiunque io possa incontrare.