“Zan Zarà” (Irma Records) è il nuovo disco di inediti della band Musica Da Ripostiglio. L’album è stato anticipato dal singolo “Dente Delinquente”.

Undici brani dove si racchiude tutto il mondo artistico della band, dallo swing al latin, dalla leggerezza di alcuni brani passando ad argomenti più profondi e riconoscibili. Un disco che fotografa perfettamente l’attuale natura artistica dei Musica da Ripostiglio, sempre in equilibrio tra il teatro e la musica.

In “Zan Zarà” oltre all’aspetto musicale si percepisce il loro amore per la teatralità e le gags in genere e proprio per questo motivo sono stati coinvolti due grandi attori del teatro e del cinema italiano: Rocco Papaleo (“Vado male in latino”) e Giorgio Tirabassi (chitarrista e cantante nel brano “Zan Zarà”).

«È stato un lavoro che ci ha stimolato molto e ci ha fatto scoprire nuove sonorità che sono andate ad arricchire il nostro bagaglio di esperienza musicale – raccontano i Musica da Ripostiglio – una delle parti più soddisfacenti della registrazione è stata la possibilità di arricchire il nostro suono con ospiti musicali come il sopranista Stefano Cocco Cantini e incursioni amiche di attori come Giorgio Tirabassi alla chitarra e alla voce in “Zan Zarà” e Rocco Papaleo, che si è prestato a giocare con noi sulla canzone “Vado male in latino”. Per la realizzazione del disco ci siamo affidati all’esperienza del produttore artistico Alex Marton, con il quale abbiamo sviscerato e approfondito tutte le varie strade musicali per far sì che il disco suonasse davvero alla Ripostiglio…anche perché da camera ci sarebbe sembrato eccessivo!».

Teatro Menotti

01 Ciao Luca, siete in scena con Trattoria Menotti al Teatro Menotti di Milano. Noi siamo a Roma, ci racconti che succede?
Trattoria Menotti è uno spettacolo del Teatro Menotti, saremo in scena fino al 16 giugno. L’operazione è molto interessante perché il teatro è a rischio di chiusura. Questo spettacolo è una messa in scena di una vera trattoria milanese degli anni sessanta, si racconta nello spettacolo come nella realtà che vogliono chiudere il teatro. Lo spettacolo è molto divertente, ci sono tante canzoni della Milano di quel periodo che credo sia rimasto nel cuore di molti milanesi.
Dal 3 giugno è partito un crowdfunding per salvare il teatro. Noi siamo in scena dal 23 maggio fino al 16 giugno, e la città si sta coinvolgendo. Credo che i milanesi riusciranno a salvare il teatro, sono persone molto attente alla cultura.

02 Al disco partecipano Rocco Papaleo e Giorgio Tirabassi e durante i vostri concerti teatrali siete entrati in contatto con Favino, Alessandro Haber e molti altri. Come sono nati questi incontri?
Sono nati attraverso gli spettacoli teatrali. Con Rocco Papaleo portiamo avanti A Ruota Libera, scritto da Giovanni Veronesi con Alessandro Haber, Sergio Rubini, Rocco e noi di Musica Da Ripostiglio.
Parliamo di persone molto sensibili alla musica. Rocco è sempre stato un musicista e un cantautore, la sua partecipazione sul disco è nata da qui.
Giorgio Tirabassi è un grande chitarrista e ha sempre suonato, abbiamo fatto degli spettacoli teatrali, quindi collaborare in Zan Zarà è stato molto naturale.
Con Giorgio condividiamo la passione per Django Reinhardt.
Con Favino abbiamo fatto Servo Per Due, una grande spettacolo con tanti attori. Il mondo del teatro, così come la musica è fatto di incontri, di stima e di amicizia, da lì nascono poi dei progetti nuovi.

03 Ci racconti un aneddoto divertente?
Alessandro Haber è un attore immenso. Non sai mai quando recitano o quando ti stanno dicendo la verità. Noi facciamo con lui lo spettacolo A Ruota Libera, lo accompagniamo, e a un tratto si gira e inizia a accusarci che sbagliamo gli accordi. Non sappiamo mai se scherza o dice sul serio. Però stiamo al gioco!

04 Zan Zarà è anche un mantenere delle tradizioni. Ci racconti il suo terzo lato?
Zan Zarà è un disco molto vario anche nelle tematiche. Seguiamo e inseguiamo la leggerezza e per noi è fondamentale. C’è molta autoironia, ma ci sono anche canzoni che hanno una profondità. In ogni caso raccontiamo di storie reali di noi stessi: quattro quarantenni che vivono in Maremma in un posto di provincia con una natura meravigliosa. Spero si percepisca questo. Non potrei mai essere il cantautore che racconta Milano, perché non è la mia realtà.
Abbiamo appagato la nostra curiosità musicale. Sicuramente l’ironia è preponderante, ma abbiamo cercato di rappresentare un’altalena di sensazioni diverse. L’essere umano vive tante vite in una e dentro ci sono tante esperienze.

05 Se dico vinile?
Io in realtà ho sempre avuto più rapporto con le musicassette. Nella mia famiglia non c’era un giradischi e negli anni ottanta, quando ho iniziato a ascoltare musica, lo facevo attraverso le musicassette.
A casa mia si ascoltava solo Celentano, e devo dire è stata una figura che in un certo senso mi ha segnato. Però i miei primi ricordi musicali sono le canzoni napoletane fischiettate.

Intervista: Davide Di Cosimo