(intervista a cura di Davide Di Cosimo)

Modigliani pubblica il suo nuovo singolo “Questa Serie è una Bomba” che racchiude tante citazioni delle serie tv più amate come contorno alla bellezza della vita quotidiana.
Il video ufficiale, al contrario, è un omaggio agli anni novanta.

Modigliani, l’intervista

Cosa racchiude Questa Serie è Una Bomba?
È stato molto divertente scrivere questa canzone in cui ho pensato che una relazione può essere avvincente come una serie tv, anche se magari è priva di sparatorie o traffici di droga.
In una relazione si possono raggiungere dei traguardi importanti come quello di andare a convivere e dello stare bene in casa e per questo il ruolo della serie tv diventa molto importante.
Il testo è in gran parte formato da citazioni di serie tv, potrebbe essere stata scritta in questo periodo ma in realtà ci abbiamo lavorato oltre un anno fa e avevamo già deciso la data di pubblicazione, è assurdo ma si è quasi verificata la situazione della canzone.

Qual è stato il percorso che ha portato alla versione definitiva?
A livello di arrangiamenti abbiamo lavorato in team con Samuele Dessì e Valerio Smordoni e sono molto contento sia a livello professionale che umano. Ora, abbiamo purtroppo interrotto le lavorazioni ma speriamo presto di tornare a lavorare per altre cose.
A livello musicale non abbiamo discusso prima di metterci a lavoro. Siamo partiti senza conoscere la meta. Le influenze degli anni novanta sono rimaste per il contesto storico dal quale proveniamo ma ci sento molto gli anni sessanta, considera che sia io che Valerio siamo molto affezionati ai Beatles.

Se il brano gioca con l’attualità delle serie tv, il video è molto vintage. Di chi è stata l’idea?
Il video è stato ideato e diretto da Valentino Congia. Ci sembrava banale fare un video con le serie tv e lui ha pensato di lasciare come filo conduttore le canzoni ma di ambientarlo negli anni novanta.
Nella prima versione del video c’era un gol dell’Inter e io in realtà sono milanista, il gol di Ronaldo era troppo! In realtà anche lui è milanista però mi ha detto che Ronaldo è stato un simbolo di quegli anni ed era giusto lasciarlo, ma abbiamo poi inserito il gol di Savicevic del Milan nella finale di Champions League del 1994.

 

A che punto sei con le registrazioni del nuovo album?
Questo è il terzo singolo, ma è il primo del nuovo disco. in realtà le canzoni le ho scritte e sono quasi pronte. Avrei voluto terminare le lavorazioni entro maggio e pubblicarlo verso ottobre, ma non sarà più così, anche perché non sapendo se torneremo mai a suonare nei concerti non mi sembra tanto sensato far uscire un album.
Nel frattempo sto scrivendo altre canzoni, ma dobbiamo tutti capire come evolve la situazione.

Forse non è ancora tempo di tirare le somme, ma sei soddisfatto di quello fatto finora?
Sono abbastanza positivo, sono sempre andato a crescere. Sono contento di come sta andando anche se su tre singoli, come hai detto tu, è difficile tirare le somme. Penso che mi farò un’idea più reale dopo aver pubblicato il disco, che credo sia il metro più importante per un artista, anche se ormai l’ascolto dei singoli è fondamentale e immediato, ma è da un album che capiamo se quell’artista ci possa piacere o meno.

Modigliani, dipingi gli occhi nelle tue canzoni?
Sì, diciamo che nelle canzoni non mi pongo limiti di profondità, alcune volte ci riesco altre volte no ma in fondo fa parte del gioco.
Per dieci anni ho avuto una band e poi ho voluto intraprendere la carriera solista che voleva dire proprio ripartire da zero e quindi volevo un nome legato a Iglesias, la mia città, e che suonasse bene, allora mi sono ricordato che qui vicino è presente la tenuta Modigliani del nonno e del papà di Amedeo dove si forniva il legname alla miniera.
Amedeo veniva a trascorrere le vacanze qui spesso e uno dei suoi primi ritratti lo fece a Medea Taci che fu forse il suo primo amore. Lei morì molto giovane di meningite e lui venne toccato profondamente.
Mi piace pensare che abbia iniziato la sua arte proprio qui.

Che rapporto hai con il vinile e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
Sono sincero, ho da poco il giradischi. Alcuni dischi li ho presi dalla casa di mio padre tipo De Gregori o Elton John che ascolto con piacere. Tra quelli che ho comprato io sicuramente i Beatles, Abbey Road lo ascolto in continuazione. Ho scoperto De Andrè in vinile che è tutta un’altra cosa.
Mi piacerebbe vedere il mio primo album in vinile!