Dopo l’esperienza ad Amici ’19, Michelangelo Vizzini, in arte Michelangelo, presenta al suo pubblico il primo singolo “in due a lottare”, che racconta del suo rapporto d’amore.

Una storia che, come ha affermato lo stesso Michelangelo, sta avendo grande riscontro grazie al fatto che le persone si rivedono nelle sue parole.

Del resto, quello che vorrebbe l giovane cantante, è proprio quello di riuscire ad emozionare, ma non solo. Ecco cosa ci ha raccontato in questa intervista!

Michelangelo, dopo Amici arriva In due a lottare

Come nasce il brano “In due a lottare”, il tuo primo singolo? Quale frase secondo te è quella portante?

“In due a lottare” è il resoconto di quello che è l’amore per la mia attuale ragazza, di quanto sia difficile oggi lottare. In questo periodo, mi stanno scrivendo persone che si ritrovano nel testo di questa canzone e mi fa molto piacere, anche perché questo brano non è stato scritto per questo momento.

La frase che preferisco di più è “che la vita ha un senso siamo in due a lottare” perché racchiude l’intero senso della canzone, che se si è in due è più facile lottare e ottenere risultati.

Stai lavorando a un album?

Stiamo lavorando per far uscire un altro singolo, e speriamo si possa fare, vista la situazione. Come tematiche mi trovo molto nel parlare di me, nell’intimo, quindi la scia è sempre quella di “In due a lottare”, però vorrei sperimentare qualcosa di nuovo. Ci saranno delle sorprese.

Quali sono le cose che ti permettono di affrontare le difficoltà? Penso anche alla tua esperienza ad Amici e il continuo confronto con gli altri, non solo con i tuoi compagni, ma anche con i professionisti del settore.

Amici è stata un’esperienza molto bella, si deve dare il mille per mille tutti i giorni tutto il giorno. È stato un ambiente molto pesante, ma stimolante allo stesso tempo, essere giornalmente a contatto diretto con personaggi importanti.

In cosa sei cambiato dopo quella esperienza?

È stata soprattutto un’opportunità di crescita, tante persone che giornalmente di danno tanti consigli, non ricapita così spesso. Ho cercato di prendere tutto quello che potevo prendere. Sono migliorato tantissimo, anche a livello umano.

È cambiata anche la tua percezione della musica?

Mi piace molto la musica di adesso, mi piacciono molto quegli artisti che stanno anche un po’ rinnovando la stessa musica italiana, come ad esempio Mahmood, che sta rivoluzionando la musica italiana con melodie nuove ed Elodie.

Quali sono i tuoi punti forza?

Mi ritengo una persona molto semplice e alla mano, ho questa indole a lottare e di far vedere quello che sono. In molti oggi non si mostrano come sono. La risposta definitiva credo che sia la mia semplicità.

Il rapporto tra social e musica: come lo vivi?

Credo che i social influenzino moltissimo il modo di comporre musica, sono importanti, io ne uso tanti e ritengo che ogni social abbia il suo scopo. Ad esempio, su Instagram è un uso più professionale, racconto perlopiù di quello che faccio come cantante mentre TikTok pubblico contenuti più informali e divertenti. Bisogna saperli usare perché ogni piattaforma utilizzata nel modo giusto ti può dare spunti e farti conoscere sotto diversi punti di vista.

Con i social c’è tanta comunicazione, cosa si potrebbe fare per migliorare la comunicazione nei social?

La comunicazione nei social può essere un po’ velata e mascherata, si fa vedere quello che si vuole, non è una vera comunicazione. Può creare danni e spesso personaggi di rilievo hanno delle responsabilità. Si possono divulgare anche contenuti sociali, cercare di far arrivare dei concetti importanti, per una comunicazione che può essere anche più di spessore. Credo nella responsabilità sociale dell’artista.

Tu cosa vuoi portare alla musica?

Io cerco di curare ogni dettaglio nella canzone, mi piace tanto la ricerca nella parola, nel trasmettere emozione nella parola, è comunque difficile mettere un’emozione nella parola. Voglio emozionare.

Quanto conta un videoclip per la musica?

Penso che un videoclip possa raccontare molto bene una canzone, ovviamente se fatto bene. Nel mio caso, ho voluto raccontarlo nel modo migliore cercando di dare tanto alla canzone stessa.

Qual è stato il tuo background musicale?

Ho iniziato a cantare a 7 anni, dedicando “A te” di Jovanotti a mia madre alla festa di una sua amica, mi sono buttato un po’ per caso sul palco. Mia madre ha capito che oltre al canticchiare qualcosina c’era altro, da lì i miei genitori mi hanno sempre supportato in tutto e ne sono molto grato. L’ho capito anche negli anni successivi, mia madre mi ha sempre portato ai provini. Nel 2012 ho sostenuto il più importante, quello per “Io canto”. Mi selezionarono, iniziai a prendere lezioni di canto, a fare la vera gavetta. Anche se ero piccolo mi sono reso conto di voler fare questo nella vita, è stato tutto molto naturale, ero proiettato con la mente nella musica.

Qual è il tuo primo ricordo musicale?

Adele. Cantavo tantissime canzoni di Adele perché le cantava mia sorella.

Ascolti musica in vinile?

Purtroppo no ma mi piacerebbe molto. Penso che il primo vinile che acquisterò una volta comprato il giradischi sarà di Aretha Franklin.

Irma Ciccarelli