Le Vibrazioni tornano sul palco del Festival di Sanremo scegliendo di presentare al pubblico il brano “Dov’è”, che continua il filo conduttore con il singolo “Così sbagliato” portato sullo stesso palco nel 2018, dopo 5 anni di pausa.

Le Vibrazioni, formate da Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda saranno diretti dal Maestro Peppe Vessicchio, che li accompagnerà anche nelle prossime date del tour.

Inoltre, per la serata dei duetti, Le Vibrazioni scelgono di fare un “sodalizio da band”, chiamando sul palco i Canova per interpretare il brano Un’emozione da poco” di Anna Oxa.

Il brano “Dov’è” racchiude molte tematiche: dal sentirsi socialmente a posto fino allo scorrere del tempo e dei sentimenti rappresentato dall’immagine di una clessidra al posto del cuore. Di tutto quello che racchiude questo pezzo, cosa deve arrivare principalmente? 

Francesco Sarcina: Il testo di questo brano è semplice e diretto con immagini molto nitide. Il messaggio è che la semplicità e la gioia non sono così ovvie come crediamo perché in realtà siamo totalmente oberati e annichiliti da una marea di inutili valori. L’essere umano ha sempre cercato una via di fuga per anestetizzarsi un po’ perché abbiamo paura di vedere com’è davvero la realtà e di gioire delle cose semplici.

Per assurdo, ci diventa più difficile concepire il concetto di gioia nella semplicità e andiamo a cercare qualcosa di irraggiungibile perché ci dilata il tempo. In realtà il tempo lo perdiamo e basta e arriviamo alla fine chiedendoci dov’è la gioia. La clessidra al posto del cuore: è quel tempo che ci prendiamo per riprendere le forze, riprendere fiato quando arriva un brutto colpo. Quando arrivano i brutti colpi ci si chiede “perché proprio a me”?

Arrivano in varie vesti: da una perdita in famiglia fino agli insuccessi personali e professionali, ma alla fine quello che bisogna fare è sempre rialzarsi in un modo o nell’altro altrimenti l’altra soluzione è rimanere in ginocchio a terra. Ma non è il mio caso, proprio come persona: la natura stessa ti fa risollevare, in un modo o nell’altro.

Oltre al dolore, al cuore, c’è la mente che trova sempre qualche via di fuga più semplice, scappando dal problema e usa sempre gli stessi schemi. Questa canzone è una riflessione psicologica che ci invita a guardare in faccia il problema e prendersi la responsabilità di affrontarlo con tutta la sofferenza e solitudine necessaria per annientare e desertificare i valori indotti e ritrovare quelli veri.

Desertificare significa: fermarsi, soffrire e trovare aridità, ma, grazie al cielo, quei valori veri, come i figli, la famiglia, la “banda”, riaffiorano immediatamente. L’asso di tempo tra la solitudine e ritrovarsi ti dà una grande forza e la sofferenza di capire che molte cose erano fasulle è vero, ti rendono triste e ti mettono addosso molta delusione, ma ti fa rafforzare quell’amore per cui ti sei rialzato.

Poi, inevitabilmente tutto questo torna perché è ciclico e il lavoro è quello di imparare a non farsi ammaliare da falsi valori.

Stefano Verderi: Questo concetto può essere applicato anche a noi, come band perché abbiamo dovuto superare tante problematiche e momenti sia di successi che di insuccessi.

Questa consapevolezza può arrivare dopo un percorso (l’anno scorso abbiamo festeggiato vent’anni di band e ci siamo fermati per 5 anni) e dopo che ci si pongono delle domande: Dov’è? Dove sono i valori veri? Dov’è la gioia? Come si può ricominciare? La sofferenza è sempre un movente per andare avanti.

Qual è la parte di questo pezzo che vi sentite più vostro? Da un accordo, ad un determinato ritmo fino al testo. 

Alessandro Deidda: In questa canzone c’è un ragionamento molto semplice, ma dove ci sono una crescita e una dinamica che esplodono per dar valore alle parole. Questa volta diversamente da Così Sbagliato, la forza di questo brano è la semplicità.

Francesco Sarcina: Così Sbagliato, musicalmente, era molto più complessa, c’era più impeto, mentre in Dov’è c’è stato un lavoro inverso: abbiamo scremato il più possibile e c’è un approccio molto attuale (oggi si tende molto a spogliare e a togliere), dando più spazio alla melodia e al testo. Questo non vuol dire che sotto non ci siano accorgimenti musicali e strumentali.

Stefano Verderi: La musica va ad accompagnare quello che è il significato del testo, come diceva prima Francesco: c’è un concetto di desertificazione, valori indotti con una semplificazione basilare per tornare alle origini, partendo con un accordo semplice e in modo lineare per essere “scarni” nell’arrangiamento.

Questo aspetto è voluto perché deve accompagnare il significato del testo e fa r emergere questo discorso “ok, mi trovo per terra, in un deserto. Dov’è?”. E questa riflessione si traduce in una situazione musicale dilatata.

Alessandro Deidda: un’altra particolarità di questo brano è il fatto che sia stato scritto al pianoforte, invece che alla chitarra come i classici pezzi de Le Vibrazioni.

Francesco Sarcina: Ritornando al testo, c’è una cosa che voglio sottolineare sul filo conduttore tra Così Sbagliato e Dov’è: quando siamo tornati a Sanremo nel 2018, dopo una pausa di 5 anni, Così Sbagliato raccontava il fatto che si ringraziava l’altra persona di accettarci nonostante si è sbagliati, ammettendolo e sottolineando questa “caratteristica”. Invece, in Dov’è la conseguenza è che l’ammissione venga “rigirata”, tranne per quelle persone che sono consapevoli di come sei scelgono di rimanere.

Un’emozione da poco, la cover che abbiamo scelto, continua questo filo conduttore. “La mia incoerenza è pensare che vivresti benissimo anche senza”

Quest’estate ci siamo lasciati con l’idea di una raccolta, di un doppio album. C’è ancora questa intenzione e di vedere questo progetto anche in vinile?

Francesco Sarcina: Soprattutto in vinile! Il cd lo saltiamo, andiamo direttamente con un bel vinile.

Alessandro Deidda: Magari fanno l’autoradio per il vinile! Adesso, mettiamo il caricatore di vinili nel baule della macchina!

Francesco Sarcina: Mentre il cd è una via di mezzo, il vinile rimane e rimarrà sempre!

Alessandro Deidda: È un oggetto che ci piacerebbe sempre fare: ha un odore. È vero che oggi ognuno si fa la sua playlist, la sua raccolta e diventa più complesso riuscire a trasmettere la passione per il Vinile.

Irma Ciccarelli