In onore del quarantesimo anniversario di Boy, disco d’esordio della band di Dublino, abbiamo selezionato le quaranta canzoni più importanti della storia degli U2. Brani che ripercorrono, attraverso la loro musica, messaggi di grandi ideali mandati ai loro ascoltatori, ai nemici del bene e, in generale a tutta l’umanità.
Il messaggio delle canzoni è la particolarità più grande che caratterizza la band di Bono, che nel corso degli anni ottanta è riuscita a ritagliarsi un posto d’onore assieme a ben più illustri musicisti e compositori, ma quel parlare diretto al cuore delle persone è una strada senza nome che tutti abbiamo attraversato almeno una volta nella vita.

30 The Little Thing That Give You Away
La prima canzone suonata molti mesi prima dell’uscita di Songs of Experience del 2017, è una ballad degli U2 alla vecchia maniera. Un testo disperato e quel sometimes gridato al cielo all’infinito rende il brano colmo di pathos è forse uno dei collegamenti più netti tra l’innocenza e l’esperienza degli ultimi due dischi degli U2, che attraverso l’ispirazione di Blake e i racconti di un mondo vicino ma lontano riescono a rendere credibile il simbolismo di racconti visti con la lente di ingrandimento tra ricordi riportati alla luce e solitudini attuali.
Tutti i miei pensieri sono così azzardati e tutta la mia innocenza è morta, a volte mi sveglio alle quattro di mattina quando tutte le tenebre brulicano e mi coprono di paura e volte sono così pieno di rabbia e dolore, così lontano dal credere che un sole possa riapparire. A volte la fine non sta arrivando. La fine è qui.

 

29 Magnificent
Seconda traccia e secondo singolo di No Line On The Horizon del 2009, Magnificent è uno dei capolavori degli U2 moderni. Le tastiere liquide e i suoni netti e distanti dilatano tra i versi di un personaggio. Per ogni canzone del disco infatti Bono ha dichiarato di essersi ispirato a un personaggio, per Magnificent si tratta del sassofonista Charlie Parker nella New York degli anni cinquanta. Magnificent ha anche un riferimento biblico al canto del Magnificat appunto: L’anima mia magnifica il Signore, e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore.

 

28 Staring At The Sun
The Edge in splendida forma realizza attraverso i suoi consueti effetti un’atmosfera difficilmente riproducibile dal vivo, infatti la canzone dopo alcuni tentativi, venne poi suonata solo in acustico. Ma oltre alla particolare musica, che hanno reso la canzone uno dei fortunati singoli di Pop del 1997, a far riflettere ci pensa Bono con uno dei suoi testi più controversi e ispirati.
Non sei l’unico che fissa il sole
Spaventato di cosa potresti trovare se ci tornassi dentro
Non mi sto succhiando il pollice, sto fissando il sole
Non sono l’unico che è felice di accecarsi

 

27 All I Want Is You
Il singolo che chiude gli anni ottanta degli U2 nel modo più appropriato. Tre accordi e una dedica innamorata fanno di questo brano una delle canzoni fondamentali degli U2.
Il video della canzone venne girato in bianco e nero a Ostia e forse lega ancor di più gli U2 con la città di Roma dopo il celebre concerto allo stadio Flaminio durante il Joshua Tree Tour.

 

26 I Will Follow
Quarant’anni fa gli U2 aprivano Boy con questa storica canzone, è l’unica infatti a esser stata suonata in ogni tour della band. I Will Follow è in un certo senso l’inizio degli U2 o almeno l’inizio di Bono, di un ragazzo che si mette un nome d’arte per poter sopravvivere alla precoce perdita della madre tra le macchine che esplodono e il verde incontrastato della sua isola. I Will Follow è il rock and roll che entra tra le crepe del dolore.

 

25 Vertigo
Nel 2004, gli U2 avevano superato i quarant’anni qualcuno li dava sul viale del tramonto a diventare dei dinosauri del rock come tanti altre vecchie glorie. Poi all’improvviso in radio impazza questo brano che stravolge tutto e diventa uno dei singoli più riusciti del gruppo. Rock and roll, Bono che segue la chitarra e i cori e urla come un ventenne. La canzone doveva inizialmente intitolarsi Full Metal Jacket, poi Native Son, ma poi si scelse di lavorarci ancora su e lì uscì fuori Vertigo. Non c’è molto altro da aggiungere.

 

24 Stay (Faraway So Close)
Secondo Bono è la miglior canzone degli U2 insieme a Please. Faraway So Close è il proseguimento de Il Cielo Sopra Berlino, a firma sempre di Wim Wenders. E la canzone, contenuta nella colonna sonora del film, sembra proprio parlare di un angelo caduto o dall’incolmabile distacco di una vicinanza che non unisce al punto giusto. All’inizio la canzone doveva essere regalata a Frank Sinastra, ma poi la band scelse di tenerla per sé e fu incisa su Zooropa nel 1993.

 

23 The Unforgettable Fire
Già solo per il titolo sarebbe perfetta o per la copertina dell’omonimo album del 1984 con quel vecchio castello di Moydrum invaso dalle piante. Ma questa canzone va ancora oltre, il titolo è preso da una mostra di quadri di alcuni tra i superstiti della bomba atomica di Hiroshima, il testo è un affresco, la musica è quella di una band di quattro persone che suonano come un unico essere vivente comunicativo.

 

22 Even Better Than The Real Thing
Se ascolti Achtung Baby per la prima volta rimani di certo spiazzato, poi lo ascolti una seconda volta e una terza e all’infinito e più lo ascolti e più ne capisci la genialità. Even Better Than The Real Thing è una canzone con cui gli U2 reinventano loro stessi e il rock alternativo. È una pietra miliare.
La canzone, vent’anni più tardi, nel 2011 venne pubblicata con un nuovo mix e aprì le date del capitolo finale dello U2360° Tour, per poi essere in scaletta nei successivi tour degli U2.

 

21 Beautiful Day
La banalità dell’allegria in un rock essenziale. Bono dedica il suo brano a un suo amico che ha passato la sua vita dentro un ufficio e poi ha scoperto di avere una malattia e da quel giorno ha iniziato a vedere il mondo nella sua natura più meravigliosa.
Beautiful Day è il singolo che riporta nel 2000 gli U2 sulla terra dopo aver esplorato per tutti gli anni novanta suoni e vie sperimentali.

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Davide Di Cosimo