“La canzone di De Luca” che ha come protagonista proprio Giovanni Usai è la punta di una matita che disegna volti, persone e situazioni di vita vissuta dall’autore-infermiere. Le sonorità sono volutamente energiche e caratterizzate da alcuni singolari dettagli, come i cori dei bambini che conferiscono alla canzone i connotati di un inno alla vita.
«Ho scelto “La canzone di De Luca” perché De Luca sono io – spiega l’autore a proposito del suo nuovo singolo – De Luca siamo tutti noi infermieri che ogni giorno ci portiamo dentro un mondo che si incontra e mescola con tante altre realtà, fatte di vita, di normalità, di sofferenza a volte estrema. Ci aspettiamo che questa canzone faccia sorridere ed emozionare, perché è fatta di vita vera e di emozioni vissute».

Giovanni Usai: l’intervista

Ciao Giovanni, La Canzone di De Luca è dedicata agli infermieri. Come vivi questo momento?
Bene, è un momento in cui la motivazione dell’infermiere è al suo massimo apice. Siamo effettivamente importanti per la gente, nei cui occhi vediamo tantissima paura, ma è proprio da lì che parte la salvaguardia.

Com’è nato il brano?
È nato come una marcia, di base molto meno pop ma poi lavorando con il mio produttore artistico siamo arrivati a smussarla verso il pop, dove poi abbiamo inserito anche il coro dei bambini.

 

Che rapporto hai con il vinile e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
Michael Jackson mi ha assolutamente sconvolto. Per quanto riguarda la musica italiana decisamente Ivano Fossati. Quindi per scegliere dei dischi dico Bad e La Mia Banda Suona il Rock.

Se guardi al tuo percorso, come ti immagini tra un po’ di tempo?
Devo lavorare in maniera durissima e costante. Contro di me c’è il nuovo non-mercato musicale. Bisogna lavorare su stessi, e solo da lì che vengono fuori i risultati.
Nel tempo spero di raccogliere quello che avrò seminato.
I progetti immediati saranno sicuramente un nuovo singolo per l’estate e un album di dieci canzoni per l’inverno che è già pronto.

Intervista: Davide Di Cosimo