(intervista a cura di Davide Di Cosimo)

Il Maestro Gabriele Ciampi, direttamente da Los Angeles, ci presenta il suo nuovo brano She Walks in Beauty, ispirato dalla celebre poesia di Lord Byron.

Gabriele Ciampi: “con questo brano ho voluto dare ampio spazio alle donne”

She Walks in Beauty è ispirato da Lord Byron, perché proprio lui?
Sì, è una poesia che trasmette un messaggio di speranza in un momento di incertezza dove poi appare una figura femminile come fosse una luce.
Credo non ci sia poesia più adatta per il momento che stiamo vivendo, secondo me aveva solo bisogno di essere messa in musica. Ho provato con un linguaggio minimale a dare musica a questa poesia con la voce di Teura e il violoncello di Livia De Romanis.
C’è un dialogo tra la voce e il violoncello che non ho voluto trattare come un semplice strumento, ma come fosse una voce, difatti il primo inciso è affidato solo al violoncello.

Ti ispira molto la poesia?
Ho sempre ammirato il linguaggio minimalista di Byron dal quale traggo ispirazione per la mia musica in cui cerco di comporre poche note che arrivino in modo diretto.
Mi piace anche leggere molti libretti d’opera che sono sempre legati a un testo, mi piace capire le influenze poetiche di un compositore.
Trovo la poesia con i suoi ritmi e i suoi suoni una forma più vicina al mio stile musicale rispetto ai romanzi o ad altri tipi di scrittura.

Com’è stato collaborare con Teura e Livia De Romanis per She Walks in Beauty?
Teura e Livia sono elementi principali della mia orchestra. Con Teura abbiamo lavorato per tanti live, Livia collabora con me dal 2011. Con questo progetto ho voluto creare l’occasione per dare ampia visibilità alle donne che hanno spazi di espressione molto limitati nel mio ambito, invece io cerco una sorta di parità di sessi anche nella musica.
In generale cerco di lavorare sempre con musicisti che ho sentito e mi hanno colpito, a cui affido poi le parti che reputo opportune. Non è vero che se scrivi una parte può poi suonarla chiunque, il musicista ci mette la sua interiorità e la sua personalità. Pensando a questo brano, avevo bisogno di una voce e di un violoncello e non potevo che chiamare loro due.

Hai lavorato ai brani del nuovo disco al The Village di Los Angeles e ad Abbey Road, quali emozioni hai percepito da questi luoghi mitici?
Sto entrando nel pop in questo momento praticamente, e entro nei loro templi. C’è un’atmosfera surreale, sono abituato e vedere l’orchestra e dirigere in questo caso è tutto diverso.
Un musicista può anche fare il produttore e viceversa, ma trovo sia un errore perché sono due lavori molto diversi. Il fatto di trovarti tra quei macchinari analogici o tra vecchi camerini e luci ti fa rivivere tante emozioni e dal punto di vista creativo tutto ciò è stimolante.
Abbey Road è un po’ la ciliegina sulla torta, lì utilizzano macchine degli anni settanta e la masterizzazione, che anche oggi è un passaggio fondamentale, è molto calda.

Gabriele Ciampi She walks in beauty

Hai dei progetti in cantiere?
She Walks in Beauty farà parte di un disco che uscirà a fine ottobre e rappresenta un mio cambiamento, direi che sarà un album di maturazione compositiva per me che provengo dal classico e dal lirico, ho cercato di muovermi anche nel pop internazionale attraverso l’elettronica e l’utilizzo dei synth che verranno utilizzati attraverso un dialogo con l’orchestra. Sarà una sperimentazione ancora più decisa rispetto al mio disco precedente Hybrid.
La contaminazione rappresentazione un mio modo di essere e anche il mezzo per creare qualcosa di innovativo e interessante, perché se ci pensi dopo Mozart e Beethoven si è inventato tutto.
L’elettronica, se ben organizzata, secondo me può coesistere con la struttura classica che rimane ovviamente di fondamentale importanza.

Qual è il tuo rapporto con il vinile?
Per She Walks in Beauty abbiamo lavorato a distanza con il produttore per ovvi motivi di emergenza, e la stiamo continuando anche per gli altri brani. Ho pensato di realizzare l’album in digital download e in vinile, di cui sono appassionato anche per la sua qualità sonora.
Ascolto prevalentemente in vinile, qui in America il cd è morto del tutto. Il vinile quando è registrato bene è un’altra cosa. Mi piacciono i dischi di musica classica e in generale i vinili dell’epoca, ne ho trovato uno molto raro di Rachmaninov che reputo uno dei miei compositori ideali, è un concerto per pianoforte durante un soggiorno proprio a Beverly Hills. Ascoltare con i fruscii del vinile è fantastico.
Se ascolti i vinili originali di Battisti si sente che la perfezione discografica di oggi sia per certi aspetti controproducente. Sono contento del reset generale che sta avendo la discografia. Negli ultimi anni abbiamo ascoltato canzoni perfette ma trasmettono poche emozioni. Mentre nel vinile tutto questo rimane intatto.

È una domanda che ti avranno fatto mille volte ma: Obama, Papa Francesco, i Grammy. Che esperienze sono state?
Il concerto alla Casa Bianca del 2015 è stato incredibile. Mandai una mail con il mio primo album e la segreteria ufficiale dopo sei mesi mi ha invitato. Ho conosciuto il Presidente Obama e la First Lady, è stata una grande soddisfazione.
Ho incontrato Papa Francesco in occasione di un concerto in Vaticano, le sue parole sono state molto forti.
Sono cose che non capitano tutti i giorni.
Un’altra soddisfazione è stata quella di aver ricevuto la Green Card dalla presidenza Obama, dove mi hanno invitato a diventare residente e cittadino americano.
Sono anche in giuria ai Grammy Awards,è un’altra grande soddisfazione.
Sono cose che mi fanno capire quanto noi italiani siamo forti. Abbiamo dentro di noi una grande forza e spero di tornare un giorno. Mi considero comunque un “cervello in prestito”. Qui sicuramente si hanno più opportunità, ma noi siamo forti.