Io sono Fasma è il titolo del nuovo e secondo album di Fasma, noto al gran pubblico anche grazie alla partecipazione alla 70 esima edizione del Festival di Sanremo nelle nuove proposte con il brano “Per sentirmi vivo”.

La volontà dell’artista e del suo team di amicizia, durante la nostra intervista ha più volte specificato il lavoro di squadra, nasce dalla voglia di mostrare cosa si ha dentro, in modo libero e senza restare prigionieri di un determinato genere.

Infatti, all’interno di questo album passiamo da assoli di chitarra, all’autotune fino ad un tocco di musica dance.

Ecco la tracklist di Io sono Fasma: Tu sei Fasma; Fenice; Lo faccio davvero feat. Lil Zeff; Nudi; S.D.A.; 2000; Per sentirmi vivo; Cosa? Scusa!; Tommy; BASTA!; NO(I); Ricetta-RR; 100m sotto terra feat Barak da Baby; Non so chiedere aiuto feat. Riviera.

Fasma e il nuovo album: l’intervista

In quest’album, Io sono Fasma, si passa dagli assoli di chitarra elettrica, all’autotune fino alla dance: come sei arrivato a queste scelte musicali e creare un’omogeneità del suono per questo album?

Lavoro sempre insieme a GG, la persona che si occupa di curare anche la parte strumentale dal primo pezzo fino a quest’ultimo album.

Abbiamo lavorato insieme su tutto sia per quanto riguarda il testo che la base e il fatto che ci sia tanta complicità tra noi due è dovuto ad un legame di amicizia e questo ci ha portato a decidere in modo molto naturale, venendo da sè, gli aspetti di questo album.

Per esempio, l’uso della chitarra non è stata una scelta indirizzata per quel determinato pezzo, così come per gli altri brani: tutto è nato in maniera naturale.

Quando entriamo in studio, la prima cosa di cui parliamo non è come vogliamo fare una canzone, ma è “come ti senti oggi? Che emozioni stai provando?” e ci muoviamo in base alle risposte.

Ogni scelta è stata fatta in maniera naturale, quasi “ignorante”, senza andare a contemplare un genere o rispettare alcuni canoni (a parte quelli della nostra musica).

Un nostro album non lo facciamo uscire perché “deve uscire”, ma perché abbiamo delle cose da dire, da far sentire. Ed ecco Io sono Fasma.

Nel titolo compare il tuo nome d’arte: è per sottolineare il fatto che ci sia molto più di te rispetto ai lavori precedenti?

No, con questo album vorrei indicare un concetto superiore: far capire che Fasma e Tiberio sono la stessa persona e questa musica è nata dal dialogo con un individuo che non esiste, ma con cui si riesce a dire quelle cose che non riesci ad esprimere con nessuno.

Ho voluto tirare fuori la mia parte più vulnerabile e portare delle maschere sarebbe stato stupido e incoerente con la persona che sono.

La cosa più importante per noi è proprio la coerenza e Fasma è stato pensato e deciso come un concetto e spero che in un futuro le persone possano vedere Fasma non come un “Io sono Fasma” quindi “Tiberio è Fasma”, ma come “Io sono Fasma e anche io la penso in questo modo”.

Tra i tanti messaggi, qual è quello che secondo te potrebbe arrivare di più alla tua generazione (dalla voglia di rivalsa fino all’importanza della comunicazione)?

La verità, perché questa vince sempre su tutto.

“Ho sempre saputo di non essere l’unico ad avere bisogno di esprimersi, ma sento di essere uno dei pochi fortunati ad aver trovato una maniera per farlo….Perché, nell’individuo risiede la collettività.” Tu sei Fasma.

Quali sono gli aspetti, le circostanze che rendono complicato se non impossibile la comunicazione e soprattutto, la giusta comunicazione?

Sicuramente una parte integrante dei limiti della comunicazione siamo noi stessi e la nostra insicurezza personale, la paura del giudizio personale. Il limite più grande è la paura di essere e per questo che prima ti ho risposto che quello che arriva è la verità: abbiamo paura di affrontarla, soprattutto la nostra di verità.

Nasciamo con delle convinzioni che sono state imposte dalla vita di qualcun altro e non dalle nostre conclusioni e consapevolezze. Per quanto riguarda la mia esperienza, io e i miei amici abbiamo creato la nostra realtà partendo dai nostri pensieri e dai nostri valori.

Nonostante ci siano state tante porte in faccia, alla fine stiamo ottenendo i risultati e quello che per la gente è un punto di arrivo, per noi è una nuova partenza. Io ci sono riuscito, noi ci siamo riusciti e non abbiamo i super poteri, quindi puoi farlo anche tu.

Dal momento che il brano Tu sei Fasma ha un messaggio così forte, importante ed universale, perché hai preferito portare sul un palco come quello di Sanremo Pe sentirmi vivo e non questo pezzo?

Non è stata una scelta perché mentre componevamo l’album non abbiamo detto “questo pezzo lo presentiamo a Sanremo”. Ho composto Per sentirmi vivo insieme a GG e dopo un mesetto che l’ascoltavo abbiamo pensato che era il pezzo che rappresentasse la nostra musica, quindi è stata una scelta non dettata dalla razionalità, ma dall’emotività.

Sinceramente, penso che prima di poter dire qualcosa a qualcuno bisogna mostrarsi per quello che siamo e Per sentirmi vivo è la miglior presentazione che potessi avere. L’album è una scoperta e ti permette di entrare in intimità con le persone e con Per sentirmi vivo ci riesco.

Non ho mai pensato a quale fosse il brano più adatto per il Festival, ripeto, una scelta dettata dalle emozioni e non da un pensiero studiato a tavolino.

La canzone Tu sei Fasma: da un punto di vista strutturale e musicale, sembrano due brani, anche un po’ contrastanti, riuniti: come è nata questa canzone e come sei arrivato a questo risultato?

È una traccia che è nata così: un brano che avesse un continuo e che introducesse questo album. È un discorso continuo e non una traccia a sé stante all’interno di un album, ma che ne fa parte ed è come se fosse l’anteprima di quello che verrà suonato dopo.

Qual è l’emozione con cui ti pensi in questo momento? Anche perché come dici nel brano 2000 “Ci sono mille voci sotto che sanno il testo”.

Sono semplicemente carico e abbiamo ancora tante cose da dire, da fare e vogliamo utilizzare, non sfruttare che è ben diverso, al meglio le possibilità che ci stanno dando le persone.

Esprimere ciò che siamo e riuscire a far esprimere chi fa parte della nostra realtà, d’altro canto i featuring di questo album sono con persone della nostra famiglia. Le persone hanno capito qualcosa di noi e noi di loro perché ci siamo aperti e c’è stato un confronto.

Prossimamente partirà anche un instore tour. Cosa ti aspetti dal pubblico dopo l’esperienza di Sanremo?

Non mi aspetto nulla di nuovo perché le persone sono sempre quello che sono: la cosa bella è che con la mia musica io non porto maschere, come la gente che mi ascolta.

Che rapporto hai con il vinile?

In questo momento ne ho proprio uno qui davanti! Spesso quando siamo in studio, ne mettiamo sempre uno su e lo ascoltiamo. Sarebbe bellissimo poter incidere un nostro album in vinile!

Irma Ciccarelli