Charlie e La Fabbrica di Cioccolato Il Musical arriva finalmente in Italia, dopo i quattro anni al Theatre Royal, Drury Lane di Londra.
Il musical è ovviamente basato sul celebre romanzo di Roald Dahl, edito per la prima volta nel 1964.
La Cattedrale della Fabbrica del Vapore di Milano sarà, dall’otto novembre, l’unica sede italiana a ospitare la rappresentazione.
I biglietti sono disponibili in prevendita su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali.
Lo spettacolo sarà coprodotto con il Comune di Milano.
Il libro “La Fabbrica di Cioccolato” di Roald Dahl è pubblicato in Italia da Salani.
La regia è di Federico Bellone che ha curato anche la scenografia dello spettacolo.
I panni di Willy Wonka saranno indossati da Christian Ginepro che ci ha rilasciato un’intervista sul musical.

01 Ciao Christian, quanto è attuale oggi il significato di questo musical?
Lo è. Come per tutte le grandi storie veniamo colpiti è il tema insito che è quello che di solito ci fa commuovere. Il tradimento dell’infanzia è attuale e eterno. Ogni bambino verrà tradito in maniera ineluttabile a partire dalla morte dei genitori o da tanti altri schiaffi della vita.
La nostra creatività di bambini si va a rinchiudere dentro un castello come succede anche a Willy Wonka. Artista è colui che è quello che fa, è fondamentale capire che se abbiamo la forza di mantenere l’incanto del bambino, allora quel bambino smetterà di piangere.

02 Quando hai deciso di accettare questo ruolo?
Quando mia moglie mi ha detto di farlo. Ero titubante perché mio figlio vive a Roma, si chiama Alessandro ed è la mia poesia. È una cosa molto intima che sto condividendo con voi. Era un’occasione che non potevo perdere e sono molto felice di essere in questa meravigliosa giostra.

03 Willy Wonka è un personaggio molto particolare, ci sono state tante difficoltà?
Sì, questa è la storia di un uomo che deve passare il cucchiaio di mano a un erede. Io, come ti dicevo sono padre, e quando fai un figlio cominci un po’ a morire. Affrontare questi temi poteva creare una tempesta dentro di me che mi poteva impedire di essere un valido interprete nel trasmettere le cose, certe volte non riuscivo nemmeno a parlare dall’emozione.
Per il resto, il nostro regista Federico Bellone, aveva le idee piuttosto chiare e altri problemi non ci sono stati, tranne perdere sei chili!

04 Lo spettacolo si svolgerà alla Fabbrica Del Vapore, c’è una connessione con la Fabbrica di Cioccolato?
Milano è avanti sul ribattezzare spazi che in altri posti dell’Italia sono abbandonati o gestiti male, invece questa città è piena di posti che vivono una commistione di passato, presente e futuro. La cosa bellissima è che essendo una fabbrica, il pubblico verrà immerso dentro la Fabbrica di Cioccolato, ci sarà una sorta di architettura industriale che rappresenterà proprio una fabbrica.

05 Affinità tra il Willy Wonka del libro e il tuo?
Il libro è pieno di immagini dove Willy Wonka è un po’ un folletto quindi mi ci vedo, io poi nasco come un danzatore. Il film del 1971 con Gene Wilder è più vicino alla rappresentazione corretta, se leggi il libro. Quello di Johnny Depp del 2005 è una sorta di Michael Jackson.

06 Cosa ti aspetti di lasciare al pubblico milanese?
Che venga al pubblico la voglia di andare a teatro, spero di lasciare l’eco del luogo in cui erano bambini e Willy Wonka è riuscito a nascondere nel bagagliaio il bambino in lui, molti di noi questo bambino lo hanno soffocato col cuscino tra l’infanzia e l’età adulta, invece ce n’è tanto bisogno.
Ciao ragazzi, ci vediamo a teatro, magari creeremo un bel disco di cioccolato!

Intervista: Irma Ciccarelli