(intervista a cura di Davide Di Cosimo)

Benedetta Raina, la giovane cantautrice indie-pop di Alessandria, ci presenta il suo primo EP “Frammenti”, occasione di questa intervista Benedetta ha realizzato per Il Terzo Lato Del Vinile una playlist che potete ascoltare qui.

Benedetta Raina: “queste canzoni rappresentano il caos dell’adolescenza”

Benedetta, Frammenti è il primo Ep. Come ci sei arrivata?
Frammenti è importante non solo perchè sia il mio primo progetto, ma perché rappresenta gli ultimi anni della mia adolescenza. Ho scritto queste canzoni in momenti solitari, di sconforto prevalentemente, che sono quelli più produttivi a livello creativo. È un lavoro di tre, quattro anni se penso a quando ho iniziato a buttare le prime cose nero su bianco.
Le canzoni sono collegate tra loro, il titolo evoca la realtà frammentata del momento in cui sono state scritte che, attraverso la mia velocità di crescita, mi faceva riflettere su come già riascoltandole dopo qualche tempo ne percepivo la distanza.

Come hai scelto l’ordine delle canzoni?
L’ordine è puramente casuale, ascoltandolo dall’inizio alla fine, forse il filo conduttore può essere l’emotività, ma mi piaceva rappresentare un vetro che stava per esplodere e le canzoni sono appunto dei frammenti.
Mi piaceva rappresentare la casualità degli effetti e la sincerità fotografica di queste canzoni.

Hai anche altre canzoni nel cassetto?
Ho molte canzoni a cui sto lavorando e altre sono già ultimate, però queste mi sembravano quelle giuste da racchiudere in Frammenti, perché tutte rappresentano il caos dell’adolescenza secondo me.
In generale poi scrivo tanto, per quanto riguarda gli arrangiamenti mi lascio molto condurre dagli altri, dove poi dico la mia, in base ai miei riferimenti musicali.

Benedetta Raina Frammenti

Da buon amante del vinile non posso non chiederti della copertina di Frammenti?
Mi piace molto un primo piano in copertina, trovo sia giusto e più coinvolgente mostrarsi al pubblico, poi abbiamo inserito questi frammenti di vetro, alcuni sembrano lenti dove vedere il mondo. È forse anche uno scudo dove ti proteggi nel guardare il mondo di oggi.

Quali sono le tue ispirazioni più grandi?
Ho iniziato con lo scrivere in inglese e devo dirti che Tyler Joseph dei Twenty One Pilots è una grandissima ispirazione per me, è grazie a lui che ho iniziato a suonare l’ukulele, ma anche le tematiche trattate nelle loro canzoni e il modo di raccontare.
A livello italiano mi piace molto Calcutta e anche Francesca Michielin.

Domanda di attualità: come stai vivendo questo particolare avvicinamento alla maturità?
Male, ho realizzato che adesso si può finalmente uscire un po’ di più, ma se hai la maturità in realtà devi studiare e non puoi uscire!
Una volta finiti gli esami spero di dedicarmi completamente alla musica che è una passione che non abbandonerò mai, poi se andasse tutto per il verso giusto sarebbe stupendo.