In vista del FIM 2019, Salone della Formazione e Innovazione Musicale, che si terrà il 16 e 17 maggio dalle 9:30 alle 24:00 a Milano in Piazza Città di Lombardia a ingresso gratuito, abbiamo intervistato Verdiano Vera, fondatore della manifestazione e attivo da sempre nel mondo della musica e della comunicazione.

01 Ciao Verdiano, intanto grazie per averci invitato!
Grazie a voi di partecipare!

02 Cosa ti spinse a iniziare il tuo percorso musicale?
È una passione che mi porto dietro da piccolo quando ho iniziato a suonare la chitarra, poi al Conservatorio di Genova e poi ho iniziato a lavorare come tecnico del suono in uno studio di registrazione. Poi è stato tutto in divenire, produzioni, arrangiamenti, produzioni di trasmissioni televisive e molto altro.

03 Hai inventato il FIM, com’è nata questa idea?
Sì l’ho inventato insieme al mio team e siamo tutti appassionati di musica e sono professionisti nel settore degli eventi, dalla comunicazione all’ufficio stampa, ai social al giornalismo, cultura e arte, e i commerciali. Siamo un team molto vario e molto completo.
Nel 2012 ci siamo resi conto della crisi del mercato della musica in generale. I discografici non si rassegnavano al digitale e perseveravano nella stampa dei cd, i ragazzi si iscrivevano ai talent e pensavano ci fosse solo quello, i negozi di strumenti musicali non si piegavano all’ecommerce. Noi abbiamo cercato di mettere ordine e creare un dialogo.
Il mercato era disgregato e l’abbiamo unito in una rete per capire le problematiche e trovare delle soluzioni.
Il primo FIM tenutosi nel 2013 a Villanova d’Albenga in provincia di Savona era incentrato proprio su questo.
Dopo sette edizioni, parlando e dialogando con le istituzioni, abbiamo capito che il mercato della musica si può aiutare partendo dal basso, trasmettendo la cultura della musica e abbiamo poi sviluppato il progetto fino a oggi.
Il problema nel nostro settore è la mancanza di cultura e la consapevolezza di quello che si sta ascoltando, noi stiamo cercando di formare il pubblico del futuro.

 

 

04 Abbiamo pubblicato tutte le info sul Fim 2019, ma sei quello che ne sa di più, quindi ti chiedo di descrivercelo a modo tuo.
Avremo duemilaseicento ragazzi accompagnati da quattrocento insegnanti, provenienti dalle scuole di tutta Italia e potranno vivere due giorni di musica a trecentosessanta gradi dove potranno conoscere le sfaccettature del mondo, della cultura e del mercato della musica confrontandosi con dei professionisti, avranno inoltre la possibilità di suonare all’interno di una manifestazione importante come il Fim.
Avremo il premio Leonardo incentrato sulle innovazioni e le invenzioni musicali, poi il Da Vinci’s Spirit un concerto prog per rievocare lo spirito di Leonardo, Il 15 maggio c’è una serata che anticipa il Fim dove ci sarà, tra le altre cose, un concerto live da ascoltare in cuffia e alcune proiezioni in 3d.
Insomma, ci saranno parecchie cose interessanti!

05 Quali sono i tuoi progetti futuri?
Ti sembrerà strano ma sto già pensando al Fim 2020, stiamo dialogando con dei partner per rendere l’evento più grande.
Personalmente poi porto avanti le mie attività come lo studio di registrazione, le etichette discografiche e comunicazioni e rassegne di eventi sempre incentrati nell’ambito musicale.

06 Qui sul terzo lato, non posso non chiederti il disco a cui sei più affezionato.
Sicuramente The Wall dei Pink Floyd, è quello che ho ascoltato di più in tutta la mia vita.

Intervista: Davide Di Cosimo