Nel 2005 i Velvet portarono al Festival di Sanremo una delle canzoni italiane più belle di sempre: Dovevo Dirti Molte Cose, cosa c’entra Search And Destroy degli Stooges? Ce lo racconta Pierfrancesco “Poffi” Bazzoffi, bassista del gruppo romano.

“Avevamo appena concluso la registrazione di Dieci Motivi e subito abbiamo deciso di trasferirci in una saletta prove piccolissima per cominciare a preparare il tour che da li a poco avremmo cominciato.
Eravamo euforici,stanchi, incazzati ma con tanta voglia di rivincita e soprattutto con tanta voglia di tornare a suonare live, finché Ale non tira fuori la sua bomba nel cassetto al nome Dovevo Dirti Molte Cose.
I nostri piani sono del tutto cambiati, rifacciamo le valige e torniamo di corsa in studio per registrarla insieme ad un altro brano Confessione Di Una Mente Pericolosa.
La nostra casa discografica (Universal) aveva mandato Dovevo Dirti Molte Cose alla Rai per provare a pubblicizzarla con Sanremo e in soli due giorni siamo stati presi come Big nella sezione gruppi del Sanremo 2005.
Sarebbe dovuto uscire il singolo di Dovevo Dirti Molte Cose, ma a noi non andava per nulla far uscire un solo brano, ci sembrava poco rispettoso per chi avesse speso i soldi per acquistare il singolo.
Già da tempo Pier aveva in mente di eseguire dal vivo Search and Destroy degli Stooges, in quel momento abbiamo deciso di pubblicarla insieme a Dovevo Dirti Molte Cose, volevamo cambiarla un po’,renderla nostra come abbiamo fatto in tutte le cover che abbiamo registrato, e ci siamo ispirati agli E.M.F. che anche loro avevano “coverizzato” Search and Destroy.
In studio eravamo uno di fronte all’altro a suonarla e risuonarla per portarla alla perfezione, finché Simone (produttore di Dovevo Dirti Molte Cose) ci disse:”Ok ragazzi a posto”. Noi ci siamo guardati senza capire cosa volesse dire. Lui di nuovo: “Il brano e’ registrato ed e’ perfetto così, mi manca solo la voce di Pier”. In effetti la canzone andava alla grande così.
Oggi a distanza di 10 anni e’ ancora una goduria per noi suonarla dal vivo così come l’avevamo registrata in quella mezz’ora!”

Pierfrancesco Bazzoffi