Se fosse un vinile ti preoccuperesti di controllare dove sia la puntina perché Mind The Gap parte col botto e senza fronzoli. E ti incuriosisce per forza. Non è che decidi tu. Sei come travolto dalla musica fin dai primi secondi.
Roba da supereroi.
Come riuscire a farti cambiare luogo. Quando ascolti una cosa riuscita, sembra sia stato facile arrivarci, ma chi, come noi, ascolta decine e decine di dischi d’esordio, sa che dietro un risultato così immediatamente efficace c’è un lavoro molto lungo o delle personalità forti e sicure delle loro influenze. O magari entrambe.
E così i The Falls da Roma ci portano a colpi di batteria e chitarre distorte nell’Inghilterra post-punk.
Brit-pop ma non solo. Man mano che si ascolta il disco, in particolare da Let The Music Be Your Savior, dove viene introdotto il piano, ci troviamo dentro gli anni sessanta. Ma non quelli di Claudio Villa e Gianni Morandi. Quelli degli Who e dei Beatles.

E la musica torna ad essere un piacere. Uno spazio ancor prima che si sfogo e di salvezza. Di intrattenimento.
Divertentissima anche Run Away, in cui si cita Don’t Look Back In Anger degli Oasis.
E come fosse un vinile, cambi lato e scopri altre sfaccettature. L’aplomb è sempre in pieno stile inglese. Un gentiluomo che passeggia a Savile Row magari nel giorno in cui i Beatles suonarono sul tetto della Apple Records.
Un gentiluomo che, nonostante l’Oscar Wilde dentro di lui, fa i conti con le sue sensazioni e si apre al pubblico, come accade in Alive in cui il piano accompagna una romantica lettera d’amore.

Ma come la pioggia e il sole che si alternano durante la finale di Wimbledon, il morale torna subito in alto con i suoni di The Call che alternano e uniscono due melodie e due stili diversi.
Chiude tutto Running Out With Time, la traccia più contemporanea dell’intero disco. il padrone qui è la chitarra distorta ed il testo rispecchia le problematiche di questa società. Cose sconcertanti, ma intervallate per qualche secondo da un piano come un raggio di sole sull’asfalto bagnato.

In conclusione Mind The Gap non è un falso storico. Non è una fotocopia di qualcosa già esistente. Citare non vuol dire copiare. È musica. È divertente. Non è scontato. E ci piace.

Davide Di Cosimo