Dal 13 ottobre disponibile nei negozi e nei digital store l’ album “Illegacy” della pianista e compositrice Roberta Di Mario, (Warner Music Italy – Publishing: Red&Blue/Abiudico/ I Mean).
Un disco composto da 10 songs, un progetto raffinato, intimo e potente al tempo stesso, capace di proiettare chi ascolta in un luogo onirico ed evocativo. Prodotto artisticamente da Roberta Di Mario, Cristian Bonato e Federico Mecozzi, “Illegacy” è registrato al Numeri Recording Studio (Cavallino, RN) da Cristian Bonato.

Illegacy, 10 tracce che vi proietteranno in un mondo in bianco e nero e colore fatto di sogni e cinema e visione. Al centro della musica”.
Roberta Di Mario.

01 Ciao Roberta, benvenuta su Il Terzo Lato Del Vinile. E’ da poco uscito il tuo disco Illegacy, cosa hai provato appena hai concluso tutto il lavoro?
Ciao a tutti, è un piacere essere qui per questa intervista, grazie!
Ho provato tanta gioia e orgoglio. Il mio “Illegacy” è il mio viaggio di ritorno verso casa, verso il pianoforte, le mie radici. Un nuovo album è un grandissimo sforzo emotivo e artistico, ma credo che in tempi di crisi come oggi serva fare dischi, serva fissare la musica in qualcosa che puoi tenere tra le mani, serva condividere la musica, perché la musica non condivisa che senso ha?

02 Ogni artista vive una strana emozione quando esce un suo lavoro. Quali sono le soddisfazioni più belle finora per Illegacy?
L’album piace tantissimo, il pubblico mi scrive, vuole interagire, vuole suonare la mia musica, non solo ascoltarla. Tanti erano in cerca di musica pianistica e hanno trovato in Illegacy la loro risposta. Questo mi rende immensamente felice e grata, a loro e all’universo!

03 Illegacy è un disco in cui il pianoforte è il protagonista. Nel corso degli anni come è cambiato il tuo modo di esprimerti attraverso lo strumento?
E’ tutt’ora un viaggio di emozioni e sperimentazione. Venendo dalla musica classica ed essendo passata attraverso universi sonori differenti, attraverso il jazz, il cantautorato, le soundtrack, oggi il mio modo di suonare e comporre è versatile, ricco di suoni diversi e di intensità. E tanta verità. D’altronde noi musicisti siamo ciò che abbiamo ascoltato e suonato…

04 Le tracce di Illegacy sono tutte accompagnate da videoclip per rendere ancora più tridimensionale la musica. Com’è nata l’idea e come è stata portata avanti?
Perché amo scrivere per il cinema e con un progetto visual Illegacy riesce con più potenza a raccontare che la musica è l’altra metà del cinema e a catapultare l’ascoltatore in un mondo di bianco, nero e colore tipicamente cinematografico! E’ in uscita il sesto videoclip No Intimacy, girato a Venezia. E’ una bellezza!;)

05 In un’altra intervista hai detto che c’è stato un momento in cui hai sentito che tutte le parole che potevi infilare nelle canzoni erano note musicali, senza parole lasci spazio alla fantasia e all’emozione delle persone e le parole le mettono loro. È un concetto davvero affascinante.
Si, credo fortemente che la musica strumentale abbia ancora più forza di una canzone (che comunque adoro…), la musica pianistica ancora di più. Il pianoforte è una macchina straordinaria che ti porta verso mete e viaggi inaspettati, verso emozioni nascoste, intime, profonde scardinando il tuo mondo interiore al massimo della potenza e della magia. Non servono parole, serve la musica e a volte il silenzio.

06 Diamo grande risalto alla copertina. Come mai hai scelto quell’elegante fotografia per Illegacy?
Perché l’anfiteatro dell’Anima di Cervere è un posto magico, che unisce contemporaneità e mito.
C’è qualcosa di potente e mistico in questo scatto e abbiamo sentito che potesse essere lo scatto giusto per rappresentare al meglio Illegacy.

07 La domanda di rito te la devo fare: che rapporto hai con il vinile e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
Adoro il vinile, spero di poter presentare il prossimo Album anche in questo “modalità” così affascinante che coccola orecchie e cuore!
Tanta musica mi ha cambiato la vita, da Bach, Debussy, Rachmaninov, a Sting. La musica cambia la vita e ci rende migliori.

Intervista: Davide Di Cosimo