Ci sono dei dischi, in questo caso non vinili, ma cd, che fanno parte della tua vita perché quando nasci un certo periodo vedi crescere e cresci insieme agli artisti che hanno più o meno dieci anni di più.
Ma qui oggi la musica va veloce e tu stai indietro, per parafrasare, ma succede che poi crescendo davvero finisci col crescere ulteriormente con dischi che sono più grandi di tuo padre, con miti che erano giovani negli anni settanta o ottanta e quella musica che ti ha cresciuto finisce nel dimenticatoio.
Per molti, ma non per tutti.
Io sono uno di quelli che ancora non si capacita dello scioglimento dei Lunàpop e penso che …Squerez? sia l’ultimo grande album della musica italiana. E certe volte mi sento davvero solo, e sì le cose cambiano, ma a certi dischi vuoi bene come se li avessi scritti tu, e in un certo senso è così.

Sono quelle canzoni che si trovano fra le righe delle scritte sulla Smemo, tra il casco e la sella del motorino parcheggiato fuori la scuola con l’ansia che te lo ruberanno prima o poi (sia il casco che il motorino) e le partite a calcetto durante l’ora di ginnastica e la successiva ora di latino in cui il sudore si attaccava alla maglietta e quando provi a scrivere qualcosa la tua mano diventa nera (questo è un problema solo dei mancini, ma oltre ad essere della Lazio ho anche quest’altra incombenza).
Sono quelle canzoni che racchiudono un po’ il senso del Terzo Lato. E poi spunta Micòl che coverizza Mia Nonna di Tiziano Ferro e mi rendo conto che non è passato poi così tanto tempo anche se fare il calcolo di 2003 con 2017 non è facile perché non finiscono con 0 o 5 e ci penso un po’ e la matematica non sarà mai il mio mestiere Antonello.

Micòl, dicevamo, stravolge la canzone, registra un video per PopUp Live Session, che non conosco ma saluto e ringrazio per aver dato la possibilità a me di arrivare a lei attraverso quel video che tra l’altro, ho visto per la prima volta al Villaggio Olimpico, a pochi metri dal vecchio liceo verso il quale camminavo con le cuffie nelle orecchie e il lettore cd portatile, a casa di un mio amico che considero uno dei cantanti/musicisti più bravi che conosca e della sua splendida ragazza, lui a dir la verità nel momento in cui partì il video era al bagno, e così mi ritrovai a guardare il video con Ele Nut che mi confessò che il suo liceo era più vicino del mio, ed erano anche gemellati e anche io e lei siamo gemellati dato che amiamo la personalità artistica di quel ragazzo ora in bagno.

Ma i tempi della scuola sono finiti, e anche quelli dei lettori cd portatili con i quali ho avuto sempre una sfiga incredibile e il primo giorno che ne compravo uno mi cadeva e si rompeva e pensavo: “sfortunati nella musica, fortunati al gioco” ma nemmeno quello.
Però riascoltare Mia Nonna, contenuta in 111 Centoundici di Tiziano Ferro del 2003, che comprai in un negozio nel primo pomeriggio subito dopo la scuola, in questa versione 2017 di Micòl, mi fa davvero sorridere perché lei è davvero brava e perché rivaluta uno dei dischi ai quali sono più affezionato.

Sto scrivendo queste ultime righe mentre guardo la copertina biancoceleste del vecchio 111 Centoundici, che erano i chili di Tiziano a diciotto anni, i miei forse non erano nemmeno la metà, ma mi sentivo nella sua stessa bilancia di pensieri e ansie a quel tempo. Ora Tiziano è diventato una popstar internazionale che esporta la musica made in Italy in tutto il mondo, ed è molto lontano dal toccare i tempi più introspettivi e adolescenziali che a me piacevano tanto e non ricordo un concerto in cui ha suonato Mia Nonna, ma tutto torna in un certo senso.
Mia nonna dice chi cerca trova, ma chi non trova cerca troppo e a forza di cercare cade giù.
Io ho trovato Micòl. Grazie Tiziano, come diceva Socrate so di non sapere, ma so anche di non cadere.

Davide Di Cosimo