Seconda intervista a Massimo Di Cataldo, dopo quella in occasione del concerto-evento al Piper di Roma per i suoi 50 anni (qui l’articolo).
Stavolta abbiamo incontrato l’artista romano, reduce dal grande successo in Ora o Mai Più e Tale e Quale Show, in occasione della pubblicazione del suo ultimo singolo Con Il Nastro Rosa, celebre brano di Lucio Battisti del disco Una Giornata Uggiosa del 1980, che sarà contenuto nel nuovo album, la cui uscita è prevista in primavera, di Massimo Di Cataldo.

Hai pubblicato da poco il nuovo singolo, Con Il Nastro Rosa, di Lucio Battisti. Qual è il tuo rapporto con questa canzone e con Battisti?
Con Il Nastro Rosa è una delle canzoni che più mi ha colpito da ragazzo e ha dato l’inizio al mio lavoro in un certo senso. Ascoltandola sognavo di fare questo lavoro.
Battisti e Mogol hanno scritto una sorta di grammatica di quella che è la musica italiana. Ho una grande ammirazione nei confronti di Mogol e del suo lavoro di autore. È stato un connubio straordinario.

Hai girato il video ufficiale di Con Il Nastro Rosa al CET di Mogol. Che esperienza è stata?
Bellissima. La prima volta che ci siamo incontrati abbiamo parlato di questa canzone, del suo significato. Poi il discorso si è allargato. Sono rimasto ospite in casa sua e di sua moglie Daniela. Sono davvero rimasto felice e onorato. Mi hanno dato la possibilità di entrare al CET e girare il video nella sala dedicata a Battisti. Era piena di foto in bianco e nero dedicate al lavoro di Battisti e Mogol. È stato davvero interessante.
Anche attraverso quelle fotografie si vedeva proprio l’approccio che c’era. Battisti aveva in mano tanti strumenti e anche io ho sempre approcciato in questo modo.
Quando poi abbiamo ascoltato la mia versione di Con Il Nastro Rosa, Mogol è rimasto piacevolmente colpito. Ero al settimo cielo!

Come hai approcciato nell’arrangiamento di Con Il Nastro Rosa?
Ho mantenuto la struttura originaria della canzone. Per quanto riguarda la parte finale, quando gli accordi girano in maniera diversa, ho usato la mia voce anziché una nuova chitarra elettrica per riprendere lo stesso riff.
Non volevo stravolgere o snaturale. Volevo riprendere le forme e le linee del brano per riproporlo con colori diversi.
Mi è sempre piaciuto suonarla dal vivo e ho deciso di pubblicarla in questa versione che poi è quella che suoniamo live ai concerti.
La gente porta avanti il pezzo. Basta partire con i primi accordi e la cantano tutti. Ce l’abbiamo nel dna. È davvero bello essere sul palco e suonare questa canzone che ha un significato diverso per ognuno di noi. Chi la ascolta la fa propria e la trasferisce nella sua esperienza personale.

Il tuo singolo precedente Ci Credi Ancora all’Amore è un pezzo stupendo. Sembra la seconda parte di Se Adesso Te Ne Vai.
Effettivamente sì, ci può essere un collegamento con Se Adesso Te Ne Vai. A distanza di tempo arriva il momento in cui fai il punto della situazione, anche perché la vita ti mette di fronte a delle incognite e quindi ci si chiede che senso ha avuto quello che è stato vissuto finora. Forse l’aspetto più profondo di tutto questo è legato all’affetto che si ha ancora che non è soltanto un ricordo, ma probabilmente, ci spinge a vivere nuovamente queste emozioni e a riscoprirci vivi.
Io credo che la possibilità di amare è straordinaria. Questo cambia tutto.

Stai registrando il nuovo album. Puoi darci qualche anticipazione?
Il concetto è quello del long playing degli anni sessanta e settanta. Dopo i singoli in 45 giri i brani venivano raccolti nel 33. Quindi conterrà i singoli pubblicati finora: Con Il Nastro Rosa, Ci Credi Ancora all’Amore, Domani Chissà e Prendimi l’Anima. Mi piacerebbe infatti pubblicare l’album anche in vinile. Dobbiamo ancora lavorare all’artwork e alla copertina che sarà stessa sia per il cd che per il vinile. Concettualmente sto pensando tutto il disco come fosse un vinile.
In questa fase stiamo lavorando su molti brani poi dovremmo fare una selezione. Le nuove canzoni daranno il senso a tutto l’album e si legheranno con questi quattro singoli.
Con Il Nastro Rosa sposa il concetto di questo disco che parla molto di relazioni e emozioni cercando di andare a raccontare situazioni reali.

Massimo Di Cataldo

Potrebbe essere il tuo primo vinile. Incredibile ma vero.
Incredibile ma vero! C’ho messo un po’ eh!

Ho cercato i tuoi i tuoi dischi in vinile. Ho trovato dei 45 giri per jukebox in cui da un lato c’eri tu dall’altro gli Oasis.
Bellissimo! Sì, me lo ricordo. Da un lato c’era Liberi Come Il Sole e dall’altra Roll With It. Considera un giorno a Londra ho incontrato in un negozio di strumenti musicali Noel Gallagher. Loro avevano appena pubblicato un loro disco e per la promozione in Italia c’era un cartello girevole dove da un lato c’erano gli Oasis e dall’altra c’ero io, non gliel’ho detto, non ho avuto il coraggio, ma provavamo le chitarre e abbiamo fatto una strimpellata insieme. Lui suonava un’elettrica e io una acustica. Un incontro casuale di pochi minuti.

Ultimo vinile della tua collezione?
A Natale ho ricevuto un vinile di Battisti che mi mancava: Umanamente Uomo: Il Sogno. Bellissimo.

È stato molto positivo il tuo ritorno in tv in Ora o Mai Più e Tale e Quale Show. Che esperienze sono state e se hanno influito al nuovo album?
Bellissime esperienze. Impegnative e divertenti. Mi hanno dato la possibilità di cimentarmi con canzoni che non avrei mai pensato di cantare, sia per le cover in Ora o Mai Più, sia in Tale e Quale dove si interpreta il personaggio originale cercando le sue sfumature. È stata come una scuola dove anche a livello vocale ho scoperto sfumature e timbriche che prima non avevo utilizzato, cantando canzoni anche internazioni, Bee Gees, Doors, Police.
Ero molto preso dal lavoro di interpretazione che ho dovuto mettere da parte il flusso creativo, al contrario in questo momento ho un grande ritorno di creatività per il nuovo album. Mi piace lavorare sulle cose che ancora non sono state fatte. Questo disco sta crescendo con molto amore.

Intervista: Davide Di Cosimo