Un evento imperdibile dell’artista che ha scritto pagine importanti della musica italiana: il 25 aprile al Piper Club di Roma, Massimo Di Cataldo festeggia i suoi 50 anni insieme a tanti amici e ospiti illustri.

A 25 anni dal suo esordio nella scena musicale, il cantautore ripercorre tutti i grandi successi che lo hanno portato sui palchi più importanti d’Italia e non solo. Dal suo primo brano, in finale al festival di Castrocaro nel ’93 dall’ironico titolo Io sto sbroccando per te a tutte le sue più belle canzoni tra cui Come sei bella, Che sarà di me, Con il cuore e Se adesso te ne vai brano composto nel ’96 e in gara al Festival di Sanremo nella categoria Big. Un viaggio attraverso la storia di Massimo Di Cataldo, costellato di importanti riconoscimenti, come i tre dischi di platino per l’album “Anime” e il disco d’oro per “Dieci”.

Il concerto del 25 aprile sarà un’occasione per celebrare il compleanno dell’artista con tutti i fan che, dalla metà degli anni ’90, sono cresciuti accompagnati dalla sua musica e per presentare alcuni brani del prossimo album: tra questi Prendimi l’anima pubblicato nel 2017 e Domani chissà lanciato nel gennaio del 2018.

MASSIMO DI CATALDO “I MIEI 50 ANNI”
25 aprile 2018 – Piper Club, Roma
Biglietti in prevendita sul circuito Ticketone

01 Ciao Massimo, vorrei ripercorrere con te la tua carriera. Agli inizi, dopo il liceo artistico, hai partecipato a opere cinematografiche e televisive. Che esperienze sono state? Avevi già le idee chiare sulla musica o ti sarebbe piaciuto anche continuare in quel percorso?
Guarda è un percorso molto difficile per chi lo fa di professione per cui figuriamoci. Per me è stato un esperimento, da ragazzo ne ero affascinato. Però la musica è la mia passione più grande e una forma di comunicazione privilegiata per me. In ogni caso il lavoro come attore è molto impegnativo e prenderebbe anche molto tempo alla composizione musicale, che per me viene prima.

02 Ad inizio anni 90 hai raggiunto il successo musicale grazie alle partecipazioni al Festival di Castrocaro e di Sanremo. Prima di salire sul palco, giovanissimo, cosa ti aspettavi dal futuro?
Intanto era già molto importante quello che mi stava succedendo. Essere arrivato lì già mi sembrava un evento eccezionale perché comunque sai delle centinaia di altre persone che ci provano.
Oggi è sempre più difficile andare avanti, per cui quando sei in un punto di arrivo bisogna tenerselo stretto.
La situazione è un po’ un videogame, specialmente dall’avvento dei talent che continuano a far uscire sempre più soldatini, che forse toglie anche un po’ di valore per quello che c’è dietro, alla personalità. Ho paura per questo. Ci vuole sempre più forza di volontà.

Copertina del disco “Siamo Nati Liberi” del 1995. L’album vede al suo interno collaborazioni con Renato Zero, Ramazzotti e Enrico Ruggeri

03 Per il tuo primo album Siamo Nati Liberi sei entrato in contatto con Zero, Ramazzotti, Ruggeri, poi con la Walt Disney per Pocahontas. Come sono nate queste collaborazioni e com’è il tuo rapporto con gli altri artisti?
Le collaborazioni che hai menzionato sono nate perché c’era anche il supporto dell’etichetta Epic di Sony Music per cui facendo parte della scuderia avvenivano magicamente queste cose.
Ho ricevuto grande stima che mi ha dato uno slancio in quegli anni da parte di molti artisti.
La collaborazione per Pocahontas la reputo una delle cose più importanti che ho fatto e mi lega ad un mondo intramontabile che è quello dei cartoni Disney.
Il rapporto con altri artisti è un po’ particolare. Ognuno poi è preso da se stesso e dalle cose che fa. Spesso mi capita di incontrare Ruggeri che ho visto di più negli ultimi tempi anche con la nazionale cantanti.
Gli altri è più difficile però ho un ottimo ricordo e un grande piacere ogniqualvolta ci incontriamo.

04 Domanda che ti avranno fatto milioni di volte, ma non posso tirarmi indietro.
Se Adesso Te Ne Vai, pezzo che entra di diritto nella storia della musica italiana, è il tuo brano più celebre. Com’è nato, che rapporto hai con questo singolo?
Un rapporto un po’ conflittuale in un certo senso. La canzone nasce da una situazione reale e nel tempo diventa qualcosa da portarsi addosso e da esorcizzare ogni volta che la canti, forse proprio per questo è così sentita.
E’ una delle canzoni italiane più conosciute nel Sudamerica e sono anche in credito da questo punto di vista.
Ti dirò, ci sono anche altre canzoni che ho amato di più e a cui sono molto legato ma non hanno avuto lo stesso successo di questa.
Sicuramente sono fortunato e grato per le vicissitudini successive alla mia scrittura della canzone che l’hanno portata a diventare quello che è.

 

05 Nel 1997, assieme al disco Crescendo, hai lanciato il tuo sito internet che ha riscosso notevolissimo successo. Hai partecipato attivamente alla sua progettazione?
Assolutamente. Lo faccio sempre anche tuttora. Mi piace la tecnologia e le nuove forme di comunicazione.
E in fin dei conti sono stato un pioniere, non esisteva facebook, ma sul mio sito era già presente una chat dove si poteva interagire. Ho sempre amato la possibilità di utilizzare i media per rivolgermi agli altri e adesso anche la musica passa attraverso queste vie.

06 Successivamente c’è stato un distacco dalla Epic per la BMG e poi sei arrivato a produrre la tua musica autonomamente con Dicamusica. Come hai vissuto il passaggio da una major a un’etichetta indipendente, con i suoi pro e contro?
Allora, ho dovuto fare una scelta. Ho scelto di portare avanti la musica e ciò in cui credevo, cioè la mia forma di espressione, vedevo che man mano che andavo avanti con le major ero sempre più esposto a compromessi che riguardavano mode e numeri e mi sono distaccato da una forma commerciale per nobilitare un po’ di più quello che stavo facendo, anche se ovviamente è un discorso più elitario che riguarda più chi mi segue attentamente.
Ci sono anche tante cose da seguire per il pubblico che magari si ricorda una mia vecchia canzone e non ascolta il mio ultimo singolo, ma c’è anche un altro tipo di pubblico più attento che continua ad ascoltarmi e a venire ai concerti.
Credo sia stata una scelta necessaria anche per una mia questione di etica legata all’importanza che do alla canzone, per cui è una scelta che rifarei.

I Consigli Del Cuore – Raccolta 1994-2006 è l’ultima produzione discografica pubblicata con la BMG

07 Oltre alla tua musica, a quali progetti ti dedichi?
Mi piace lavorare molto in produzione, anche nel dietro le quinte della musica. Da qualche anno sono un delegato degli artisti del NUOVOIMAIE, che si occupa dei diritti degli artisti interpreti e esecutori, è una realtà molto importante in Italia, io sono tra i fondatori ed è per me un modo per portare avanti i diritti di chi fa questo mestiere, che spesso viene preso alla leggera da chi non conosce le dinamiche del lavoro di un artista, di un cantante, di un attore o un doppiatore. Molto spesso la gente si limita a quello che conosce di te, che è solo la punta dell’iceberg, mentre invece dietro c’è un grosso lavoro e grandi sacrifici che spesso purtroppo non vengono riconosciuti. Il nostro istituto si occupa appunto di considerare, anche a livello economico e di diritti connessi di remunerazione, gli artisti che hanno prestato la loro arte e il loro ingegno alle produzioni distribuite.

08 Quest’anno festeggi 50 anni, proprio il giorno del tuo compleanno sarai 25 al Piper per festeggiare insieme ai tuoi fan. Cosa si deve aspettare il pubblico, puoi svelarci qualcosa? Ospiti?
Canterò gran parte delle mie canzoni del mio repertorio che andranno quasi cronologicamente a ricostruire i miei 25 anni in musica, a partire dalla canzone che presentai a Castrocaro che poi non ho praticamente più eseguito dal vivo, passando per quelle di Sanremo, del Festivalbar e tutte le mie canzoni più amate.
Gli amici che hanno confermato la loro presenza sul palco che sono dei colleghi per certi versi, attori brillanti che non faranno mancare la comicità, ci sarà il mio caro amico Antonio Giuliani, l’eclettico Leonardo Fiaschi e il divertentissimo Carmine Faraco.
Mi verranno a trovare tanti altri amici e colleghi musicisti, ma non posso aggiungere altro per il momento.
Questo è il modo migliore per festeggiare i miei 50 anni, e i miei 25 in musica, in realtà ho iniziato da bambino ma sono cose che non hanno lasciato fonogrammi. Ho lavorato tanto nello scenario underground fin dagli anni ottanta, però la mia prima canzone conosciuta e incisa e stata quella che presentai a Castrocaro. Per cui sono 25 anni dalla mia canzone pubblicata.

 

09 Suonare in un luogo mitico come il Piper credo faccia sempre un effetto particolare. E’ Cosi?
Certo, è un posto eccezionale. Ci sono passati tutti i più grandi. Nel 1968 i Pink Floyd, esattamente 50 anni dopo, eccomi!

10 Domanda di rito: che rapporto hai con il vinile e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
In assoluto The Wall dei Pink Floyd, avevo dodici anni credo quando ascoltai Another Brick In The Wall e da lì c’è stata una svolta.
Prima di The Wall ascoltavo le sigle dei cartoni animati, in realtà ascoltavo anche i Beatles che in casa si ascoltavano, ma da The Wall c’è stata una svolta che mi ha portato a scoprire la musica inglese.
Ancora ascolto vinili, la maggior parte delle cose che mi piacciono le ho in vinile. E’ un modo quasi rituale di ascoltare la musica, è diversa anche la percezione.
Ho diversi dischi dei Pink Floyd, dei Beatles, Led Zeppelin e molti cantautori italiani come Battisti, Dalla, De Andrè e tanti altri.
Il vinile è un supporto che ancora continua a dare soddisfazioni, nonostante il cd per un periodo l’abbia superato per tanti motivi, ma ora che andiamo per la musica digitale, il vinile è tornato una realtà molto importante che accade in quel momento in maniera analogica.
È un fatto straordinario quando appoggi la puntina e cominci a sentire qualcosa che ti attraversa.
il mio prossimo singolo uscirà tra pochi giorni, spero che poi, come negli anni 60 con i 45 giri che diventavano il 33 giri, di pubblicare il mio nuovo album in vinile. Ho questa idea in testa.

“Domani Chissà” è il singolo pubblicato da Massimo Di Cataldo a gennaio 2018

12 Essendo tu un cantautore vorrei chiederti quali sono i libri a cui sei più caro e quali sono le tue ispirazioni letterarie più grandi.
Le ispirazioni vengono dalla musica italiana, Mogol, De Andrè, Dalla. Molto spesso dietro ad alcune canzoni ci sono grandi autori non conosciuti così bene, perché poi le canzoni venivano affidate agli interpreti.
Però ho sempre attinto dalla cultura musicale italiana, che ho studiato tanto e in seguito ho imparato a fare mia, assieme allo studio e alla passione per la poesia.

13 Hai portato la tua musica in tantissimi posti, hai incontrato molte città, culture differenti. Ti chiedo di raccontarci un aneddoto che occupa un posto speciale nel tuo cuore.
Sono stato in tantissimi posti, è difficile scegliere, però ricordo che a Toronto, in cui ho suonato quattro volte a distanza di due anni, al Wonderland Theatre, nel cartellone c’erano Springsteen, gli U2 e mi sono trovato di fronte ad una platea di trentamila persone… è stato molto bello!

14 Massimo, chiudo ringraziandoti e dicendoti che era destino che in qualche modo ci incontrassimo. Durante la mia adolescenza per un periodo sono andato a scuola zoppicando aiutato solo da una stampella (di mia cugina) con scritto “Massimo Di Cataldo ti amo”.
No dai…(ride). Ci vediamo il 25 al Piper, ti aspetto con piacere!

Intervista: Davide Di Cosimo