LA CANZONE TACHELES DI LOBOLOTO (FEAT. ARTAN RROKU), DALL’ALBUM “EVEN THE STONES FALL”, IN USCITA NEI PROSSIMI MESI, NASCE IN UNA NOTTE DI VENTO E PIOGGIA, QUANDO LE ANIME NON SONO MAI TRANQUILLE, E SVOLGE IL COMPITO DI SPRONARE L’ASCOLTATORE, IN QUESTO PERIODO STORICO PRIVO DI INIZIATIVE, LO VUOLE COINVOLGERE AL CAMBIAMENTO, A QUELLO VITALE CHE FA VIBRARE GLI STIMOLI PER LA CREAZIONE E L’ELEVAZIONE DEL PROPRIO ESSERE.

IF YOU CAN DREAM
YOU CAN ALSO LIVE IT

L’onirico nella realtà priva di sogni e di ideali. Una realtà asettica, che non ha più niente da regalare, una realtà che coinvolge in prevalenza il lato virtuale, senza empatia, trasformando l’essere umano in un robot nemmeno in grado di sognare ed avere una propria corrente di pensiero, se non quella comunicata dai social.

YOU’RE CATCHING SOMEWHERE ELSE
IN THE PLACE THAT BRINGS YOU LOST

Cerchi altro nell’ambiente che ti fa sentire perso, nelle strade che ti ospitano come un lamento. Tutto è stretto, tutto è vago e tu hai un bisogno sfrenato di uscire dalla nebbia che ti avvolge e non ti permette di vedere oltre.

Ma perché Tacheles?

Tacheles, dall’yddish “parlare chiaro e in modo schietto”, era un’iniziativa artistica sviluppatasi nell’omonimo edificio di Berlino (Kunsthaus Tacheles) nel 1990. Situato in Orianenburgstrasse, il fatiscente palazzo divenne sede di svariati artisti, con l’intento di denunciare la libertà di censura di espressione artistica imposta dalla DDR, divenendo così il simbolo della controcultura berlinese, conseguente alla neonata riunificazione della capitale tedesca. L’edificio, completamente dipinto di murales e opere d’arte, anche sulle scale che portavano ai piani superiori, conteneva studi artistici, workshop, un nightclub e un cinema. All’esterno, nel giardino, una mostra di sculture in alluminio.
Nel 2012 l’edificio venne definitivamente chiuso e gli artisti rimasti lo lasciarono placidamente, tranne per quelli della Metallwerkstatt, ovvero della lavorazione dell’alluminio, che tuttora combattono contro lo sfratto.

Tacheles è un esempio di ciò che accade oggi: tutto ciò che è creatività ed espansione del proprio pensiero viene distrutto per dar spazio al nulla, al vago. La canzone vuole comunicare la presa di posizione da parte di chi crea, per non sprofondare nel silenzio, ma piuttosto valorizzare il proprio pensiero, rendendolo concreto, comunicativo, senza aver paura del giudizio di chi guarda o ascolta. Il fastidio di quest’ultimo è solamente la prova che il proprio pensiero stia funzionando.

YOU ARE THE GUIDE OF ALL YOUR CHOICES
DON’T SATISFIED
THE OTHER’S FAKES TO HONOUR THEM

Non soddisfare gli errori altrui per onorarli.
Non avere paura di chi non ha voce.
Abbandonarsi agli stimoli.
Non abbandonare la propria arte.
Il silenzio non è più loquace.

– TACHELES LIVE NELL’ANIMAL HOUSE STUDIO DI FEDERICO VIOLA
Chitarra: Matteo Mangherini
Batteria: Edoardo Cavallari
Voce – piano: Alice Lobo