Pubblico caldissimo quello del Quirinetta di Roma per l’evento andato in scena il 03 aprile 2018. Noi eravamo lì, tra tantissima gente di tutte le età, che aspettava da tanto tempo il ritorno della band milanese dopo anni di silenzio e un festival di Sanremo che ha dato nuova visibilità attraverso il successo del singolo Così Sbagliato.
Le Vibrazioni presentano così l’album V e danno spazio ai più grandi successi lasciandosi trascinare dal calore del pubblico romano, che crea un’atmosfera magica generando vibrazioni positive in cui la condivisione musicale ne esce vincitrice. E uno spazio come il Quirinetta, così intimo, diventa un grande stadio pieno di emozioni.
Incontriamo tanti colleghi, qualche volto noto, ma soprattutto tantissimi ragazzi sudati con birra in una mano e smartphone nell’altra che non vogliono perdersi nemmeno un istante della serata.

Le Vibrazioni – Francesco Sarcina e Stefano Verderi

Prima della band di Dedicato a Te salgono sul palco i Moltenoire che vengono accolti con grande entusiasmo e calore in un teatro già colmo di gente. Grandi applausi caricano la band che sale sul palco con grande impatto e regala grandi emozioni rock con i suoi brani più celebri e il nuovo singolo Tutti i Giorni è Domenica dedicato al pugile Emiliano Marsili, campione mancino che ha recentemente vinto al Palazzetto Dello Sport di Roma contro Bentacourt il titolo della pace dei pesi leggeri.

Tra un concerto e l’altro abbiamo avuto l’occasione di intervistare Domenico “Nick” Castaldi dei Moltenoire, che avevamo già intervistato a settembre dello scorso anno in occasione dell’uscita dell’album On Tv (qui).

I Moltenoire sul palco del Quirinetta

01 Ciao Nick, sensazioni a caldo?
Per noi venire a Roma è sempre bello, è una città calda, ricca di arte, per chi fa musica o si occupa di arte venire qui è sempre magico.
Con Le Vibrazioni abbiamo un grande rapporto di amicizia, sono delle persone estremamente semplici e con la voglia di fare musica, e questa cosa ci accumuna.
Una cosa molto importante è che per la prima volta nella mia carriera musicale ho trovato un gruppo che è diventato “big” e ha voglia di dare spazio a chi ancora non lo è. Questa solidarietà è splendida e va presa come esempio, nel rock di solito ognuno pensa al suo orticello, mentre con loro succede questo.

02 Oggi il mondo musicale continua a cambiare sempre più velocemente, che consiglio daresti a una band?
Oggi è molto difficile amare quello che si fa, il consiglio che posso dare a chi vuole affacciarsi nel professionismo è di farlo sempre con passione e con la voglia di dire qualche cosa. Non conta come, conta il perché. Per me è importante la scrittura. Il consiglio è la passione e la voglia di divertirsi e non finalizzare tutto al business.

Domenico “Nick” Castaldo durante l’intervista

03 Come nascono le vostre canzoni?
Io scrivo sia testi che musica. Fin da piccolo ho sempre avuto questo bisogno di concretizzare le immagini che vedo. Anche se la musica la conosco, l’ho studiata, per me rimane immagine e cerco di individuare il tema, poi arrivo dai miei compagni di viaggio e dopo delle discussioni andiamo in studio a sperimentare e registrare.

04 La domanda di rito te la devo fare: qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
Moltissimi. Il disco a cui penso ogni volta che tiro fuori la chitarra dalla custodia è Song For America dei Kansas, che è stato il primo vinile che ho comprato. Ricordo che avevo visto su una rivista metal la copertina e poi ho comprato il disco.
Mi piacciono molti generi, ho studiato la classica, la fusion, r’n’b, Robert Johnson, Charlie Parker… ma la nostra fortuna è stata che per tanti anni abbiamo dovuto mettere da parte i nostri sogni per andare avanti nella vita e provvedere alle nostre famiglie.
Ho prodotto molti album per altre band anche all’estero e mi sono accorto registrando il nostro ultimo anno On Tv di quanti amici abbiamo conosciuto.
Mi sono trovato faccia a faccia con Gary Wallis dei Pink Floyd e gli ho fatto ascoltare il nostro disco. Lui ha voluto registrare tutte le batterie da noi. Nathan East bassista dei Toto ha voluto registrare da noi. Stessa cosa con Jack La Furia, Federico Zampaglione e molti altri amici.
Questo perché ci siamo contaminati e abbiamo conosciuto molta gente.
Ora stiamo pensando al nostro futuro perché non è mai tardi per sognare, non c’è un’età per fare musica.

Emiliano Marsili durante il brano a lui dedicato dai Motelnoire

05 Rimanendo in tema vinile, la copertina di un album è molto importante. La vostra come è nata?
Avevo un’idea folle. Io adoro i lupi, in particolare il lupo cecoslovacco, mi ritrovo molto nella sua personalità, perché sa stare da solo e in branco, e quando sei nel branco hai delle regole. Un po’ come quando fai musica che devi sempre guardare le spalle ai tuoi compagni.
Per noi il motel è un luogo importante, i colori delle stanze, e allora siamo andati in una stanza e abbiamo portato un lupo per realizzare il servizio fotografico.
Il lupo si chiamava Attila ed era abbastanza incazzato, l’unico che riuscì a domarlo è stato mio figlio che allora aveva tre anni.
La copertina è importante per un disco, in questo c’è molta rabbia perché le ingiustizie sono tante.

06 Il vostro singolo attuale Tutti i Giorni è Domenica è dedicato a Emiliano Marsili. Qual è il vostro rapporto?
Emiliano è un nostro fratello, un amico di vecchia data che ci ha sempre dato dei buoni consigli di vita. E’ un grande campione che insegna sacrificio, perseveranza e anche la voglia di non avere fretta. L’importante è cercare di arrivare ad un obiettivo.
E noi nella musica siamo un po’ come lui. Tutto le battaglie che fai ti lasciano delle ferite, però è bello avere dei segni.
Tutti i Giorni è Domenica è per lui. Io non ho mai conosciuto nessuno come lui. Tutto quello che ha fatto l’ha conquistato con i denti ed è rimasto umile. È un grandissimo esempio.

Intervista: Davide Di Cosimo