C’era la tangenziale a fare da cornice al concerto romano de Le Luci Della Centrale Elettrica. E forse proprio questa, fatta di sopraelevate e intermittenza ha reso tutto più terreno e reale.
Viteculture Festival organizza l’evento all’ExDogana di Roma che probabilmente rende parecchio il concetto che sta alla base della produzione di Vasco Brondi.
Un’antica periferia, il recupero di un vecchio abbandono, lo sfascio di una città-santuario dove finalmente è possibile trovare ancora qualcosa che possieda valore e bellezza.
Siamo alla settima delle venti date dell’estivo Terra Tour e l’energia non manca. Il coinvolgimento di Brondi nei confronti di questa città è ben visibile e lo si può notare dai suoi discorsi sugli inizi, circa dieci anni fa, quando dopo l’uscita del primo disco, i primi concerti a cui accorreva davvero qualcuno furono quelli di Roma.
Da quei tempi che vedevano un ragazzo poco più che ventenne protagonista di questo progetto, sono cambiate un po’ di cose.
Il nuovo album, come questo concerto, è una sperimentazione musicale più conscia e meno improvvisata. Ad accompagnare Brondi sul palco ci sono Marco Ulcigrai alla chitarra, Giusto Correnti alla batteria e alle percussioni, Matteo Bennici al basso e al violoncello e Angelo Trabace al pianoforte, tastiera e sintetizzatore.

Il tutto ha inizio sulle note dei coinvolgenti nuovi brani con la terzina Coprifuoco, Qui e Stelle Marine. Il cantautorato di Brondi è ricco di citazioni che non manca di raccontare nei vari intermezzi, sì perché oggi Le Luci si presentano meno timide e introspettive.
I ritmi di pezzi come Ti Vendi Bene e Questo Scontro Tranquillo fanno muovere e ballare “felici da fare schifo” proprio tutti i presenti.
Il pianoforte regala una intensa interpretazione di I Sonic Youth e successivamente, chitarra alla mano con Una Cosa Spirituale.

Infondo Terra è un album che ha tutto, non ha perso nulla del passato, ma la nostalgia, per la semplicità, sembra cogliere tutti quando lasciato solo dalla band Brondi regala una perla grezza come Piromani, proveniente dal primo disco, Canzoni Da Spiagga Deturpata.

Tornano tutti sul palco per le esecuzioni di Un Bar Sulla Via Lattea, I Destini Generali, A Forma Di Fulmine e l’inno celebrativo di questo album, Nel Profondo Veneto.

Un live perfetto sotto tanti punti di vista, emozionante e da ricordare. Sicuramente meritate soddisfazioni per queste Luci che regalano momenti stupefacenti anche oggi, dove quasi dieci anni dopo, la spiaggia deturpata è diventata Terra.

Articolo e foto: Alessandra Ruberto