Dopo la pubblicazione dei singoli Cornice e Cosmopolitan, e in attesa del nuovo disco abbiamo incontrato In Arte Gibilterra con il quale abbiamo realizzato un’approfondita intervista sul suo progetto musicale.

01 Cornice e Cosmolitan esprimono un senso di solitudine.
Sì, di base scrivere è un modo per sfogarsi e andare avanti. Le relazioni, le ragazze, ma principalmente poi è una ragazza in particolare che mi porta a sfogare le emozioni. Preferisco mettermi al piano forte che andarmi a prendere una birra con un amico. Scrivo un giro di accordi e poi raramente modifico le cose.
Cornice parla proprio di questa ragazza, Cosmopolitan l’ho scritta tanto tempo fa, inizialmente per un’altra ragazza che ho conosciuto in un modo e si è rivelata in un altro. C’è molta delusione in quella canzone lì. Cornice è più constare il fatto che non pensavo che una ragazza mi piacesse così tanto.

 

 

02 Ho trovato in queste canzoni un lato dark dell’indie. Che ne pensi?
Credo che siamo differenti dall’indie o dalla scena pop attuale per il modo di scrivere e la crudità di alcuni immagini che vengono utilizzate. Di base poi non ascolto troppo la musica attuale, sono curioso, mi informo, ma non mi influenzano. Molti ragazzi li prendono come riferimento. Io non sono contaminato, nelle mie playlist ci sono i Velvet Underground, Pink Floyd, Doors.
Per le produzioni musicali ci siamo affidato a un beat maker che lavorava con Tritolo, Clementino e abbiamo unito queste sonorità trap, rap e hip pop. Quindi ti ringrazio: è bello il lato oscuro dell’indie.

03 Cosmopolitan è stata ispirata da una frase di Murakami. Che rapporto hai con la letteratura per le tue canzoni?
C’è stato un periodo in cui non ho letto tanto perché ero sempre in viaggio verso Napoli per registrare. Il libro di Murakami me lo prestò mia madre e dalla prima pagina rimasi incollato e il succo della frase era tipo “bevi aspettando che qualcuno passi per parlare”, una ragazza giapponese, sola che cercava di uscire dalla monotonia ma finiva sempre a letto con qualcuno. Quest’immagine mi ha colpito e ho scritto Cosmoliptan intorno a questo concetto.
Ora sto leggendo di fantascienza e di gialli. La sera mi piace proprio leggere piuttosto che guardarmi una serie.

04 Non posso non chiederti dei video!
Certo. Li ha realizzati entrambi Antimo Campanile. E aiutano a creare poi l’immagine di In Arte Gibilterra.
Quando mi proposero il video di Cornice ero anche scettico, ma credo che ognuno fa il suo lavoro e mi sono fidato. Appena l’ho visto mi sono ricreduto.
Per Cosmopitan l’idea di base è venuta invece a me, riprendendo la staticità del primo video. C’è un piccolo intro in pov, per usare un termine pornografico e poi più sequenze.
Anche i video devono avere la loro definizione artistica. Tanti invece, senza critiche, si rifanno a quelli indie, il riferimento secondo me è Oroscopo di Calcutta.

 

In Arte Gibilterra

 

05 Raccontami tutto del video di Cosmopolitan.
Inizialmente volevamo fare tutt’altro, avevamo contattato un’influencer che poi si è tirata indietro.
Stavo poi parlando con Antimo e invece di pensare la scena classica della fine di una storia d’amore ci è venuta l’idea di iniziare il video con una ragazza che canta in playback mentre fa sesso orale.
Da lì poi siamo andati avanti. E hanno lavorate molte persone al video.
Io credo che con Cornice abbiamo lanciato la prima pietra e non potevamo cambiare strada.
Ci sono stati alcuni problemi sul caricamento di YouTube e bisogna cercarlo per bene.
Paradossalmente se per Cornice avevamo ricevuto un sacco di critiche, addirittura ci avevano accusato di offendere la città di Napoli, per Cosmopolitan abbiamo avuto tanti giudizi positivi, molti mi hanno scritto della tristezza e della malinconia di un atto sessuale in cui le due persone non si guardano mai in faccia.
Antimo è stato bravissimo e riprodurre le sensazioni del testo della canzone.
Inizialmente avevamo contattato delle pornostar, poi una mia amica, Camilla, ha voluto partecipare e abbiamo deciso di farlo con lei.

06 Novità sul disco?
L’album è terminato. Ci saranno otto canzoni, comprese ovviamente Cornice e Cosmopolitan. Distribuiremo in digitale, ma stiamo valutando una tiratura limitata in vinile. il titolo ancora non lo abbiamo deciso, ma in ogni caso Cornice rappresenta un antipasto, Cosmopolitan è come noi vediamo la musica, quindi i brani saranno su quella falsariga. Sarà molto dark.
Oltre al disco sto anche lavorando su altri progetti per creare un’unione tra trap, rap e indie.

07 Se dico vinile che mi dici?
Il vinile l’ho apprezzato chiaramente in casa. Molti parlano di qualità del suono, ma era un modo di vivere la musica, i soldi da parte, il negozio di dischi, ci si vedeva con gli amici per ascoltarlo. Tutto ciò si è perso. Il culto e il rispetto per il vinile e per la musica non credo si vivrà più.
Il disco che racchiude la mia essenza di musica è Animals dei Pink Floyd o In The Court Of The Crimson King.
Ci sono delle emozioni che sono molto più grandi di tutte le emozioni dei nuovi artisti.
Noi ci adeguiamo a questo, andiamo in giro, ci divertiamo ma senza scordare le origini.

Intervista: Davide Di Cosimo