In radio dal 10 novembre il singolo Tamué, del cantautore partenopeo Franco J Marino. Prodotto artisticamente da Mauro Malavasi per Fonoprint, il brano propone un nuovo mood, un nuovo concept che racconta danza di passione, gioia e contraddizione.
“Tamué é un mood Napolatino – spiega Franco J Marino – fusione di danza tra elementi mediterranei e latini, è un’evocazione, un sogno.”
Nel video girato dalla regista Ana Ortega Moral, seguendo il soggetto ideato da Mauro Malavasi e Franco J Marino, la danzatrice segue le note di Tamué in una danza suadente nello splendido scenario di Procida. Un ballo scandito da un ritmo profondo e sensuale, un abito rosso in contrasto con lo scenario bianco, tipico dell’immaginario delle isole del sud Italia.
La produzione esecutiva è di Clock’Music sas – Fonoprint srl, e con il patrocinio del Comune di Procida.

Breve Bio
Franco J. Marino nasce a Napoli e fin da ragazzo studia musica e scrive canzoni.
E’ autore, compositore e interprete di brani tra il mondo soul e il classic, anche in lingua napoletana.
Riceve il premio AFI 2012 per l’attività compositiva a livello internazionale in occasione del memorial Mario Musella.
Dopo aver collaborato come autore con artisti italiani e internazionali (Bocelli, Dalla, Nathan Pacheco per la Walt Disney Records), decide di esordire come cantautore.
Pubblica nel 2015 l’EP “C’è una vita nuova”, distribuito da Believe Digital.
Nel 2017 propone il suo nuovo progetto a Mauro Malavasi che ne condivide l’idea e l’essenza insieme a Fonoprint. Nasce da qui Tamué, brano che anticipa l’album di prossima pubblicazione e il nome di un nuovo mood Napolatino, fusione di elementi mediterranei e latini. Un’evocazione, un sogno, una danza come un rituale che fa viaggiare con la mente verso il Sud.

 

01 Ciao Franco, benvenuto su Il Terzo Lato Del Vinile. il tuo singolo Tamuè lo hai definito come un mood napolatino. Qual è stato il percorso che ti ha portato a fondere più elementi in questo brano?
Ciao, ho definito “mood napolatino” non solo il singolo Tamuè, ma l’intero progetto che vedrà la luce la prossima primavera. Tamuè è il risultato della combinazione tra le sonorità e la cultura delle mia terra con il mondo latino, espresso con una chiave ritmica insolita, originale. E’ il frutto di mesi di lavoro alla ricerca di sonorità particolari che bene si intrecciano con il mio modo di scrivere. Cercavo, in questa fase della mia creatività, di unire la poetica alla danza, di esprimere sentimenti come la gioia e la sofferenza con il movimento del corpo; così con il mio amico e produttore Mauro Malavasi abbiamo cercato la sintesi di tutto questo. Il risultato credo sia un lavoro di qualità, sarà un disco come si facevano una volta che non è in concorrenza con nessuno poiché unico nel panorama discografico italiano.

02 La parola “Tamuè” cosa rappresenta?
Tamuè è un neologismo da me inventato che rappresenta un concept, una visione, un viaggio con la mente a sud; è una danza leggera, elegante.
Tamuè è una danza liberatoria, è un inno alla bellezza, alla femminilità. E’ un ritmo che ha in se gli elementi del sound latino e napoletano, infatti la “uè” finale rappresenta la tipica espressione napoletana della commedia dell’arte e del costume della vita di tutti i giorni.

03 Il “terzo lato” è il lato nascosto, credo che questo genere di musica riesca a tirarlo fuori sempre. Cosa provi a comporre musica “a cuore aperto”?
La musica è la cosa più bella che c’è, è il momento più alto che avvicina l’uomo a Dio. Io scrivo mettendoci tutto me stesso con autenticità e quello che provo in tutto questo è una sensazione di libertà e di amore allo stato puro.
La musica ha un ruolo sociale fondamentale, noi artisti dovremmo essere i primi comunicatori della verità e della bellezza; spesso a scapito di questo ci sono troppi interessi economici e politici.
La musica va coltivata e protetta, soprattutto quella d’autore; immaginate cosa sarebbe un mondo senza musica, senza arte.
Invece si sta facendo di tutto per distruggerla.
La musica è anche un lavoro altamente qualificato che ha diritto alla retribuzione, basta con il download gratis; dal momento che il diritto d’autore è regolamentato da leggi, allora si facciano rispettare!

04 All’inizio del video di Tamuè si vede un vinile che gira, qui la domanda è d’obbligo: che rapporto hai con il vinile e qual è il disco che ti ha cambiato la vita?
Il vinile è un opera d’arte per quanto mi riguarda. Lo apri e leggi, le foto, la storia, è un quadro. Sono felice che stia tornando.
Sul digitale quasi non si leggono i titoli, figuriamoci le foto. E poi, c’è da dire che il vinile potrebbe far crescere le vendite com’era una volta; provassero a clonare pure questo, è certamente più improbabile.
I ricordi dell’infanzia… ero molto piccolo quando i miei fratelli compravano i dischi; rimasi estasiato dal vinile dei Bee Gees “Saturday night fever”, poi dopo da “Thriller” di Michael Jackson, ma anche da “Nero a metà” di Pino Daniele, capolavori assoluti e irripetibili opere d’arte. Forse sono questi i vinili che hanno acceso lo spiritello musicale che era in me, ma anche la classica napoletana che ho omaggiato proprio in Tamuè.

05 Del nuovo album cosa puoi anticiparci?
Che sarà, come dicevo prima, molto bello, originale e di qualità!
Stiamo chiusi in sala di registrazione con tanta energia e tanto entusiasmo, c’è un feeling pazzesco tra me e il maestro Malavasi e con tutti i musicisti.
Non vedo l’ora di farvelo sentire!
FJM

Intervista: Davide Di Cosimo