Quando Fabrizio Moro sale sul palco dell’Ariston non sappiamo cosa aspettarci e lui lo sa, sale sul palco e lascia a bocca aperta gli spettatori che lo inseriscono subito nei preferiti del 67° Festival. La romantica Portami Via riceverà la “Menzione Premio Lunezia per Sanremo come miglior testo in gara”, e raggiungerà il settimo posto della classifica finale. Entra nelle radio degli italiani e si insedia nei loro cuori. Da allora i suoi fan crescono ancora di più e attendono con ansia l’uscita del disco Pace il 10 marzo 2017 e le date del suo tour. A Roma viene introdotta una seconda data per il Palalottomatica, dopo aver raggiunto in pochissimo tempo il sold out! Il successo sembra non fermarsi. Ad Maiora dovremmo dire…

Mi cimento nel nuovo progetto donato, e mi lascio coccolare dalla tenui melodie (in Intanto) che mi fanno pensare ad un Fab con un taccuino che le decora con parole pure in una stanza con una finestra su Roma. Sono melodie che riconosciamo e che sentiamo sue, sappiamo che queste sono parte di un artista dalla voce tutt’altro che tenue. Risentiamo la sua determinazione in Tutto Quello Che Volevi, il suo volere è potere e prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro. In Giocattoli dice “il disincanto io non so cos’è”. Sentiamo i suoi sensi, il suo Respiro nelle canzoni , il suo toccare la vita e incanalarla a pieni polmoni.
Di Sono Anni Che Ti Aspetto ho già parlato a sufficienza e sinceramente credo basti ascoltarla senza bisogno di molte parole, forse inutili…sappiamo tutti noi cosa voglia dire al primo ascolto.
Alla ricerca di un equilibrio, quanto meno precario, come ogni essere umano, alla costante ricerca di se stessi… è questo uno dei tratti salienti dei testi del cantautore: cercarsi senza trovarsi completamente…ma come ci ricorda: “L’Essenza di un uomo rimane la stessa per quanto la vita lo spezza” ….una piccola base su cui poggiarsi e farci forza nel cercare la “PACE”. Dentro e Fuori.. L’arrivo perfetto. La cima della vetta. Essere Completi. Sempre meravigliosa utopia in trasformazione.. “HO CHIAMATO IL DISCO ’PACE’ PERCHÉ È UNA CONDIZIONE CHE NON RAGGIUNGERÒ MAI”

Fabrizio Moro è cresciuto ma il ragazzo di San Basilio è sempre con lui. Oggi è un padre che scrive di Giocattoli ma che si sente ancora Libero. Un uomo che riconosce le proprie fragilità e chiede al suo amore più puro “Portami via dai momenti\da questi anni violenti\da ogni angolo di tempo dove io non trovo più energia\amore mio, portami via!”. Il suo più grande pregio è l’evolversi rimanendo alla sua forma originaria e pura. Le sue canzoni le riconosciamo ad orecchio nudo ma è un marchio di fabbrica che ci stupisce e che continuiamo ad amare senza la minima abitudine. Un’origine controllata e protetta di cui possiamo andar fieri nel panorama italiano. Ci coinvolge con le sue emozioni e ce le ricorda come nostre… quindi il mio modesto ma essenziale consiglio è questo : lasciatevi trasportare da questo nono capolavoro.

Andiamo andiamo
ti porterò lontano
in questa lunga notte amore prendi la mia mano
e andiamo andiamo
ma non dimentichiamo
che ogni ferita serve
a ricordarci solamente che viviamo

Giulia Parretti