Enzo Savastano approda a Roma per un live in compagnia del nuovo disco “Io sono con voi’.

Appuntamento sabato 23 giugno sul palco di ‘na cosetta estiva con il re dei neomelodici.

Chi è Enzo Savastano? Iniziamo subito col dire che Enzo Savastano non esiste. Anche se i suoi occhiali dicono il contrario. Una figura versatile, pigra, passionale e delicata.

Savastano è l’italiano medio che si incarna nel neomelodico e integra la realtà col surreale, il vero con la fantasia, il concreto con l’astratto. È una specie di dio di una religione tutta sua, che si ispira ai padri fondatori del gorgheggio di borgata e ne stravolge le intenzioni, vestendo di ironia tutti i generi musicali che hanno la sfortuna di imbattersi sul suo cammino di conversione. Così “Reggae Neomelodico” fonde le sonorità giamaicane con i luoghi comuni di cui si impregnano i centri sociali; “Una canzone indie” si prende gioco dell’universo di locali scuri e fumosi in cui la musica indipendente sopravvive alle intemperie del mainstream, e “Le mogli dei cantanti famosi” immagina la vita sacrificata di chi ha deciso di dedicare la propria esistenza ad un partner troppo impegnato sui palchi per occuparsi di lavatrici e spesa. Savastano affronta questi e altri temi con l’umorismo raffinato della volgarità dichiarata che, rasentando l’imperfezione, diviene accessibile a tutti. E affascina, ammalia, coinvolge.

La band:
Enzo Savastano (voce)
Antonello Duraturo (basso)
Lello Sorice & Santo Subito (saxophones)
Domi Esposto (percussioni)
Paolo Freud (pianola)
Paolo Battello (chitarra elettrica)

BIOGRAFIA
Enzo Savastano nasce nel 2012 dalla inutile esigenza di Antonio De Luca e Valerio Vestoso di dar vita ad un cantante fantasma che si arrogasse il diritto alla neomelodia e lo declinasse sui vari generi musicali, dal reggae, al pop, al funky, e che pontificasse sulla sua pagina social mischiando gli aneddoti di un passato mai vissuto all’attualità di un presente invivibile. Ne è derivato un mostro, un minotauro in cui molti si riconoscono, a svantaggio della propria reputazione. Questa tendenza a bazzicare l’alto e il basso, il sacro e il profano della musica, l’ha portato ad incontrare la complicità di grandi nomi dell’intrattenimento: da Daniele Sepe a Calcutta, da Stefano Bollani a Brunori Sas, tutti accomunati dalla sacrosanta vocazione a prendersi in giro.