La copertina e la prima traccia Frequencies sembrerebbero il pass per entrare in un universo apocalittico, new wave, asettico o intimo e psicologico.

Invece già dalla seconda traccia tutto ciò svanisce preferendo un sound punk o post punk che però non attacca troppo l’attenzione.

Il sound leggermente ovattato ricorda i secondi Blink 182, del periodo di I Miss You o Not Now, per intenderci, e sembra proprio attaccare le radici in questo, solo che sono dischi di più di dieci anni fa.
A cui seguono delle canzoni la cui architettura è molto semplice, si alterna la parte ritmica con dei riff di chitarra per poi arrivare al ritornello con coro baritonale.

 

A questo punto, entrati in questa concezione, che poi è quella definitiva, la miglior traccia rimane Times New Romance, dove alcune sovrastrutture si perdono o sono percepibili al punto giusto e il risultato è ottimale.

In conclusione questo è un disco che rievoca un sound troppo vicino per essere rievocato e in cui non so quanto sia opportuno concentrarsi valutando tutte le canzoni di questo album, anche se è allo stesso modo vero che molti spunti interessanti ci sono eccome.

Davide Di Cosimo