Claudio Baglioni al centro, della conferenza stampa di presentazione del Festival.

“L’intenzione – dichiara il direttore artistico – è quella di non far sembrare l’edizione dello scorso anno un colpo di fortuna. Nel ricongiungimento di estremi e opposti, di sole e luna, ho pensato di chiamare – indicando Claudio Bisio e Virginia Raffaele – fratello sole e sorella luna. Tutto quello che potevo fare in termini di cantante non serioso e di adolescente che cercava per tutta la vita di cantare canzoni tristi, l’ho fatto l’anno scorso e credo di aver finito questo serbatoio”.

Poi prosegue svelando alcuni ospiti come Andrea Bocelli con suo figlio, Elisa e Giorgia e confermando la presenza di Baudo e Rovazzi, ribadendo che non è prevista la presenza di ospiti stranieri, Bisio fa intuire un possibile coinvolgimento di Checco Zalone.

Baglioni si trova poi a rispondere, con molta eleganza e umanità, ad una domanda sull’immigrazione.

“Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa. Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Non credo che un dirigente politico di oggi abbia la capacità di risolvere il problema, ma almeno serve la verità di dire: è un grave problema, dobbiamo tutti metterci nella condizione di risolverlo. Sono passati trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, ma stiamo ricostruendo i muri, non credo che questo faccia la felicità degli esseri umani”.

Tornando al Festival ribadisce la centralità della musica.

“La stella polare è la canzone in quanto espressione diretta. L’anno scorso abbiamo cercato di costruire intorno al concorso un sistema che fosse spettacolare, gradevole e narrativo. Il festival di Sanremo per me non è mai stato una trasmissione televisiva, ma è un evento trasmesso che diventa anche bandiera della televisione. Deve avere un carattere di straordinarietà, di eccezionalità e di sorpresa perché si rivolge a un pubblico estremamente largo e voglioso di vedere e ascoltare cose nuove. Quest’anno la scelta è caduta sulle proposte musicali che cercano di raccontare il paese, di fotografare e prevedere quello che potrà accadere.

Credo che le edizioni di Sanremo si siano susseguite attraverso una rotazione di locomotive e vagoni. Il vagone tende a farsi trascinare, ad essere un’operazione più di retroguardia. Noi cerchiamo di creare una locomotiva e fare in modo che Sanremo sia un proponente musica, un editore, sia il modo per annunciare quello che pensiamo si ascolti in questi giorni e si ascolterà negli immediati prossimi”.

Il palco sarà il più grande del Festival, ma non ci sarà riduzione di posti.

“Sono un architetto. Ho fatto anche l’esame di stato. Quindi se questo festival va male ho un’alternativa, anche se sono un architetto credente ma non praticante”.

Tutte le informazioni sul festival: qui.

Claudio Baglioni