Claudio è Al Centro. Al Centro è anche il palco e, soprattutto, la musica. La musica come protagonista per un artista che ha vissuto in musica gli ultimi 50 anni della propria vita e i primi 50 della propria carriera.
Anni che vengono  celebrati in maniera mastodontica tra coreografie degne del migliore varietà, capaci di coinvolgere il pubblico e di condurlo, “tardi o presto”, dentro la storia (Io sono qui – 1995).
Così il palco diventa ora una piazza, ora un mercato, ora uno spaccato del Cirque du Soleil.

Claudio si dimostra ancora una volta un grande performer: 3 ore di musica senza prendere mai fiato, senza pause, presentando un repertorio pop melodico raffinato, nel quale ha saputo introdurre influenze jazz e sonorità internazionali. Dopo un iniziale “benvenuti”, attraverso 33 canzoni Baglioni racconta il suo “viaggio durato più di 50 anni, attraverso tantissime suggestioni”, e sceglie di farlo con una scaletta che segue l’ordine cronologico della sua produzione.

Si parte dal 1972 con Questo piccolo grande amore, seguita dal mercato di Porta Portese, Quanto ti voglio e Con tutto l’amore che posso (stesso anno), durante la quale trovano uno spazio importante le 5 Vocalist, che si alternano in duetto con Baglioni per il ritornello.
In Viva l’Inghilterra (1973), Baglioni non si risparmia e si pone lui stesso Al Centro della coreografia, divertente e dinamica, perfetta per il testo se non fosse per l’ossimoro dei ballerini in kilt.

Poster (1975) e Quante volte (1977) riescono ad evocare immagini di straordinario impatto, vive e inconfondibili. C’è spazio anche per testi importanti come I vecchi e Le ragazze dell’est, brani del 1981 che portano avanti tematiche ancora oggi molto attuali. Via (1981 da Strada facendo – anche questa inserita in scaletta) dissolve la malinconia e fa ballare il pubblico.

Dal 1985 tornano prepotentemente Uomini persi, La vita è adesso – che forse da sola vale il biglietto -, Notte di note – con una coreografia straordinaria e un funambolo capace di alzare il pathos, E adesso la pubblicità e Un nuovo giorno o un giorno nuovo.
Si arriva così al 1990, anno di pubblicazione dell’album Oltre, dal quale sono tratte Acqua dalla luna, Noi no e Mille giorni di te e di me, uno dei pezzi iconici di Baglioni.

Dall’album Io sono qui (1995) l’omonimo pezzo e Le vie dei colori, mentre da Viaggiatore sulla coda del tempo (1999) Cuore di aliante e dall’Uomo della storia accanto (20013) Sono io.

E così, prima di Tutti qui (2005), dopo 3 ore di musica e spettacolo ad altissimo livello, Baglioni saluta e ringrazia il suo pubblico per tutti gli anni in cui gli è stato accanto, per avergli dato la possibilità di “regalare il tempo e la memoria, delle cose che somigliano al bene”, oltre alla possibilità di vivere un sogno. Già, perché la vita è adesso, Il sogno è sempre.

Federica Guadagnoli