Chrysta Bell sale sul palco della Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco Della Musica di Roma all’interno del Festival Delle Scienze di National Geographic andato in scena all’interno della location progettata da Renzo Piano dal 16 al 22 aprile 2018.

Abbiamo intervistato due volte nel corso di un anno l’artista, che oltre alla musica si dedica alla recitazione e alla moda, per le sue pubblicazioni discografiche.

Siamo stati gentilmente invitati e con grande piacere e un pizzico di curiosità attendiamo che salga sul palco mentre la sua band è presente nell’ombra.

Quando la vediamo salire siamo subito catturati dalla sua bellezza e da quella dell’abito che indossa, ma ben presto, appena inizia a cantare, siamo catturati dalla sua voce splendida.

E questa non è una piccola virtù, soprattutto quando sei bella come Chrysta Bell, vuol dire che sei davvero brava.

Il concerto non è solo una manifestazione sublime della sua voce ma è coadiuvato dalla maestria della sua band e, da un posto che rimane uno dei migliori, dove fare musica.

Chrysta Bell suona il suo repertorio, alcuni brani scritti con David Lynch, e il suo nuovo omonimo EP, pubblicato qualche mese fa.

Siamo estasiati per tutta la durata del concerto, che come immaginavo, dura il giusto, un’ora e dieci, in cui le tinte dark e new wave del suo stile possono essere ascoltate e metabolizzate da tutti. Aggiungere più spazio alla scaletta forse sarebbe stato chiedere troppo, ad un pubblico, come quello italiano che mediamente non ha contatti quotidiani con questo genere di musica.

E difatti il pubblico, relativamente adulto, esce contento e meravigliato dal tipo di concerto a cui ha assistito.

In tanti vorrebbero scambiare due chiacchiere, fare i complimenti o farsi una foto con Chrysta Bell, che dopo aver ricevuto una torta di compleanno dalla direzione (è nata il 20 aprile) e aver cambiato abito, dà appuntamento a tutti i suoi fan nella libreria dell’Auditorium.

Situazione molto piacevole e carina dove si respira un’aria meno liturgica del concerto grazie alla disponibilità e ai sorrisi dell’artista.

Tanti si mettono in fila per poter avvicinarsi a lei, noi facciamo lo stesso, e siamo gli ultimi della fila.
Così dopo aver visto tanti volti contenti che vanno via possiamo salutare Chrysta Bell di persona.

Si ricorda di noi, ci fa i complimenti. Ci dà un grande bacio e ci autografa il biglietto del concerto.

Usciamo da tutte le luci del Parco Della Musica, portandoci bellissime vibrazioni con noi e una grande voglia di riascoltarla dal vivo appena torni a Roma.

Davide Di Cosimo