Possibili Scenari è un disco che ha bisogno di molti ascolti per entrarti dentro nel senso più ampio. All’inizio arriva la poetica di Poetica, primo singolo molto diverso dai consueti primi singoli di Cremonini, e qualche altro brano.
Una crescita fisiologica mano nella mano con la musica ne ha accresciuto lo spessore, che ad onor del vero, è sempre stato molto grande, ma mai brillante a livello mediatico come quello di cui hanno goduto altri suoi colleghi in tempi più brevi.
Il passato in una band che seppur con un solo album, è diventata un fenomeno storico e culturale dell’ultimo periodo senza talent show e dell’ultimo periodo in cui la maggior parte delle canzoni era spensierate e meno impegnate a rattristare gli ascoltatori.
Cesare prosegue il suo cammino a distanza due anni dal progetto Logico che ne ha finalmente rafforzato la sua identità musicale come cantautore. Due supersingoli come Logico e GreyGoose (entrambi senza video ufficiale), un disco che ha goduto di questi due successi seppur nel complesso non era così brillante come i precedenti (in particolare al cospetto del riuscitissimo La Teoria Dei Colori), rare apparizioni televisive al contrario dei suoi colleghi, pubblicazioni sul Corriere Della Sera. La piega che ha preso il tutto è stata molto positiva: un doppio tour nei palazzetti, altre due pubblicazioni discografiche, l’aggiunta nuovi brani come Buon Viaggio e Lost In The Weekend, hanno forse creato in Cremonini una calma e una serenità mai avuta prima.
Perché in fondo si era creata con tutti i suoi ascoltatori (aumentandone a dismisura il numero) un’affinità, un cavo teso tra le menti e i cuori, o molto più semplicemente è riuscito a farsi comprendere dai più del fatto che con lui si parla di Musica, cioè ascoltami alla radio, i video su YouTube o su Mtv non sono così importanti, vieni ad un mio concerto che vedermi cantare una canzone ad un talent o dire la mia in qualsiasi altra trasmissione televisiva non fa differenza .
Sembra aver usato una sorta di macchina del tempo per creare credibilità.

Si è preso il suo tempo per elaborare le sue idee. Ha lavorato ininterrottamente, quasi ossessivamente (come riportava il suo hashtag di lavoro sui social #benedictalbum), per creare un collante tra verità e ironia, tra la giovinezza e la maturità, e tra la musica più ricercata e il pop.

Arriva così Possibili Scenari. Un disco sicuro. Idee molto chiare. Esce quasi totalmente dai canoni percorsi finora. Esce o meglio amplia i concetti a lui più cari, l’amore, l’abbandono, il romanticismo, l’ironia con la solitudine, la voglia di scoprire, l’immaginazione, la creatività e le sensazioni degli strumenti creano una sottotrama parlante che ha bisogno di essere poi tradotta. Per questo Possibili Scenari è un disco che ha bisogno di molti ascolti.
Basti pensare a Nessuno Vuole Essere Robin, il titolo è una grande verità e ironia sui film dei supereroi, ti verrebbe quasi da ridere leggendolo e ti aspetti una canzone che gioca un po’ su questo, ma il gioco in realtà è molto serio, l’atmosfera è malinconica, il testo davvero intimo, brillante nella sua cupezza.
Non mancano brani orecchiabili che balzano subito all’orecchio e al cuore e alla mente e anche agli occhi, perché le sensazioni sono davvero grandi spazi dove perdersi e ritrovarsi attraverso una storia fatta di tanti capitoli che non seguono ordine cronologico ma vivono di sensazioni, è inutile sciacquarsi la bocca con l’apostrofo di concept album però questo disco contemporaneo è fatto come una volta in Italia o come (quasi) sempre in Inghilterra. Ovvero hai bisogno di ascoltarlo quando fai la doccia, quando piove, nel traffico in coda in tangenziale o mentre cammini con le cuffie nelle orecchie. Per capirne tutte le sue sfaccettature.
E’ un disco intimo, ma anche di massa. Certo se lo ascolti una o due volte può anche annoiare, ma datevi tempo. Ne vale la pena.

 

Davide Di Cosimo