È uscito il 3 Novembre “Plane Crash”, nuovo disco del duo francese Bonnie Li, per l’etichetta svedese Icons Creating Evil Art.
Armata del suo megafono, la cantante Bonnie Li sa perfettamente come farsi ascoltare che sia in inglese, in mandarino o in francese.
Bonnie ha infatti vissuto in varie parti del mondo – da Hong Kong a San Francisco, da Montréal passando per Parigi e Berlino – facendo quindi esperienza diretta di tante culture differenti.

“Plane Crash” è un disco dove l’elettronica e Trip-Hop la fanno da padroni, muovendosi però verso atmosfere più cupe e malinconiche.
Si passa da ninna nanne a veri e propri lamenti, combinando timbri più morbidi ad altri più tormentati, impregnati di dolore e rabbia.
Loop vocali come se Bonnie fosse caduta in uno stato di trance, pianoforti stregati, una sintesi di beats ben bilanciati e sonorità ipnotiche: “Plane Crash “è questo e molto di più.
Il mini album è composto da 5 tracce – che fondono arrangiamenti discreti e mix impeccabili – oltre che da un potente remix di “Escape” fatto dal talentuoso beatmaker francese Al’Tarba.

01 Prima, importantissima domanda: da dove arriva questo suono così coinvolgente e nebuloso?
Hahhaahaha. Grazie per il complimento 🙂 
Probabilmente proviene dalle nostre culture e dalle precedenti esperienze musicali, completamente differenti, unite ad attitudine comune, anime romantiche e menti disturbate. Influisce anche l’alchimia delle nostre molteplici influenze e il modo in cui utilizziamo l’elettronica come mezzo di creazione.

02 Come vi dividete i compiti di scrittura e produzione? Intendo testi, melodie…
Normalmente io compongo le canzoni e porto le bozze a Elia poi, assieme, lavoriamo sugli arrangiamenti. La mia ispirazione proviene dai viaggi, dalle persone che incontro, o da sentimenti che mi frullano in testa per qualche giorno. E’ un po’ come avere un film breve che mi gira continuamente in testa, e sentire la necessità di comporne la colonna sonora.
E’ anche successo che Elia abbia composto da solo, proponendomi loop eccentrici che mi hanno profondamente ispirato. Il prossimo album, quindi, sarà un mix di composizioni di entrambi.

03 Almeno all’inizio le vostre canzoni, così “elettroniche”, devono essere state acustiche, in qualche modo. Penso a “I Want To Run With The Wolves”, ad esempio, che ha davvero una grande melodia. Quale diavoleria musicale serve per trasformare una canzone normale in una dei Bonni Li?
Grazie! All’inizio si tratta solo di una melodia e qualche parola. Ci macino sopra per giorni, finchè le parole diventano frasi che mi portano alla storia che voglio raccontare. Come ho detto prima, vedo immagini, una sorta di film breve, e immediatamente capisco quale suono o strumento userò. Poi… dipende. O utilizzo il computer per comporre una base di pianoforte, oppure la canto a Elia che utilizza il basso o la chitarra. E quindi, non so esattamente come, ma il piano viene trasformato in un synth malesiano, sentiamo ritmi frastagliati, ce li buttiamo dentro e, un po’ alla volta, ecco la canzone.

04 Avete mai pensato a un concerto acustico?
Certo! Ogni volta che produciamo una nuova canzone, ci piace prendere il basso o la chitarra e provarla in acustico. Quando suoniamo dal vivo, spesso adattiamo qualcuna delle canzoni per voce e chitarra (o basso), e la proponiamo al pubblico come bis

05 Chi sarà in Tour con voi?
Siamo solo noi due. Abbiamo settato lo show come un viaggio in aereo. Elia è il pilota, e propone i suoni e i ritmi utilizzando dal vivo l’apparecchiatura elettronica. Io sono il responsabile del volo, mi occupo delle voci e dei loop, accogliendo i nostri passeggeri, il pubblico, a bordo dell’aereo Bonnie Li.

06 Vorremmo sapere qualcosa del Vostro background musicale
Sono cresciuta in Cina, poi ho studiato a S. Francisco e Montreal, quindi ho sempre nuotato in un mare di culture e sonorità eterogenee. Quando ero piccola, mi appassionava l’Opera cinese e la musica pop asiatica, così come il jazz, il blues e la musica elettronica. Il clamore delle città mi ha fatto sempre sentire sicura, a casa.
Elia ha cominciato a suonare la chitarra molto giovane, poi ha suonato in diverse Band Noise-Rock. E’ arrivato alla musica elettronica molto presto scoprendo il movimento delle “Free Paries” (ndr: manifestazioni musicali autogestite – raves) e fondando la sua etichetta techno “Sycomor”.

07 Quale è il Vostro rapporto col Vinile e con quei musicisti che avevano a disposizione unicamente quel vecchio Metodo di registrazione? Beatles, Pink Floyd ecc.
Adoriamo il Vinile, come oggetto da ammirare e per il suo sono tipico, analogico. Elia è stato un DJ Techno a lungo, siamo pieni di vinile a casa e abbiamo l’indistruttibile giradischi MK2!
Ascoltiamo moltissima musica degli anni ’60 e ’70, sicuramente i Pink Floyd, ma anche Led Zeppelin, Black Sabbath e centinaia di altre band. Cantanti come Nina Simone e Billie Holyday sono tra i miei più importanti punti di riferimento.
Ascoltare un vinile, con i suoi rumori, è sempre un enorme piacere e, soprattutto, ci permette di ascoltare musiche ricche di dinamica, cosa così rara nelle produzioni moderne. Vorremmo produrre una versione in vinile del nostro prossimo LP. Salviamo il Vinile!

08 Nei vostri progetti futuri c’è anche l’Italia?
Speriamo di sì! Attualmente siamo impegnati nei lavori di produzione. Lavoriamo sull’album di debutto, che uscirà nel 2018 tramite la nostra etichetta svedese “Icons Creating Evil Art”. Stiamo cercando un’agenzia per organizzare un tour europeo in concomitanza con l’uscita dell’LP, e l’Italia è senza dubbio nei nostri progetti.

Grazie, ragazzi. Rock’n’roll!

Intervista: Vito Franchini

 

 

01 First and most important question: where does that foggy and addictive sound come from?
Hahahaha! Thank you for the compliment ☺
Probably from our totally different cultures and musical backgrounds, but very close moods, romantic souls and troubled minds. the alchemy of our multiple influences and the way we use electronic as a tool for creation.

02 How do you two divide tasks in writing and producing music? Lyrics, melodies…
In general I compose and write the songs, and bring the 1st drafts to Elia, and together we work on the arrangements. I get my inspiration through my travels, people I meet, or just a mood that’s hanging there since a few days. It’s like a short movie that’s playing in loop in my head, that I need to draw the soundtrack to.
Lately, Elia has been composing on his own too, presenting me some weird loops that inspired me a lot. So our future album will be a mix of both our productions.

03 In the beginning, your songs, very “electronic”, must have been acoustic, somehow. I’m thinking about ” i want to run with the wolves”, for instance, which has a great melody indeed. Which kind of (music) madness is needed to turn a normal tune into a Bonnie Li song?
Thank you 😉
In the very beginning, there’s just a melody and some words. I hum it throughout the day, until words become sentences that lead me to the story I want to tell. As I said before, I see images, like a short movie, so I immediately have an idea of the instruments or sounds that will guide it. Then, it depends. Either I start by composing a piano base on the computer, either I sing it to Elia who takes his bass or guitar. And then I don’t know, somehow the piano gets transformed into a malsain synth, we hear broken beats that we drop on it, and step by step, we have the track.

04 Have you ever thought about an unplugged show?
Yes! In fact, each time we produce a new song, we like to take the guitar or the bass and try it acoustic. When we play live, we sometimes adapt one of our tracks guitar or bass / voice and offer it as an ‘encore’ to our public. It’s a really enjoyable feeling.

05 Who’s touring with you?
It’s just the 2 of us. We have set up the show like a flight travel. Elia is the pilot of the aircraft, throwing the beats and sounds using live electronic machines, and I’m the flight captain, taking care of all vocals and loops, leading our Passengers, the public aboard the air Bonnie Li Flight.

6 We’d like to know something about your music back ground.
I grew up in China, then studied in San Francisco & Montreal, so I’ve been swimming in a melting pot of cultures and sonorities. As a little girl, I was passionnated about Chinese Opera and Asian Pop music as well as Jazz, Blues and later Electronic music. I’ve always felt safe and in my element in the hullabaloo of cities.
As for Elia, he started playing the guitar very young, then played in different Noise Rock bands, and came to Electronic music quite fast, discovering Free Parties and building his Techno Label Sycomor.

07 What’s your attitude to Vinyl LP and to those musician who used to have only that recording, vintage, no-tech system? Beatles, Pink Floyd etc.
We like vinyl a lot, as beautiful objects, and for this typical analog sound. Elia was a techno DJ during long time and we are full of vinyl at home, with the indestructible technics MK2 ! We listen a lot to sixties and seventies music, Pink floyd for sure, but also Led Zeppelin, Black Sabbath and tons of bands. Singers like Billie Holiday an Nina Simone stay one of my biggest influences. Listening to an old vinyl with cracks is a very big pleasure, and most important, we like to listen to music full of dynamics, which is now rare in the modern production. At this time it was full ! We d like to make a vinyl version of our coming LP 😉
Save the vinyl!

08 Any plans for the future including Italy?
We certainly hope so! Right now we’re focused on the production work. We’re working on our debut album that will be released in 2018, via our Swedish label Ions Creating Evil Art. We are looking for a booking agency in order to build a European tour to go along the release of the album, and Italy is definitely a country we’re planning on playing to!