“Stillness in Bloom”è il secondo lavoro dei Bloody Millionaire che, dopo l’uscita dell’album d’esordio “Marble Dust”, hanno scritto, arrangiato e scremato una raccolta di piccoli gioielli diversi fra di loro e li hanno messi assieme dando vita ad un EP.

Diversamente dal primo lavoro, contraddistinto dall’urgenza di suonare al mondo la propria identità,“Stillness in Bloom”ha uno studio più approfondito a livello ritmico e strumentale, e una cura negli arrangiamenti inedita per i Bloody Millionaire.

I brani sono scanditi da una consapevolezza diversa, i Bloody Millionaire hanno finalmente trovato il loro sound, anche grazie all’aiuto di Edoardo Dodi Pellizzari, che ha registrato e mixato le tracce al Teatro delle Voci (TV).

Il titolo “Stillness in Bloom” è evidentemente un ossimoroma è la sintesi più chiara per definire lo stato d’animo della band a lavori ultimati:“siamo noi, è un disco che ci rappresenta davvero, eppure c’è così tanto che ci passa per la testa e che ancora vogliamo scrivere… è come se riascoltare questi brani avesse dato il via ad una vena creativa che non sapevamo di avere tanto che stiamo già scrivendo il prossimo lavoro”.

Pur essendo ogni brano una storia diversa, sia come intenzione che come sound,i testi sono pensati per essere tanti capitoli dello stesso librocui tema principale è un viaggio negli USA tra la Los Angeles dei Doors, la S. Francisco degli hippie e il deserto della California, patria di molte band contemporanee da cui i Bloody Millionaire hanno preso ispirazione.
Sei brani che viaggiano tra la spiaggia di Venice Beach e il deserto che circonda Las Vegas, per poi sollevarsi verso galassie sconosciute dove il disco si conclude con “Space Oddity”, brano che la band ama fare dal vivo come omaggio a David Bowie.